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Asl 6 Vicenza. Censimento: la carica dei 12.654 cani cittadini

Aumenta il numero dei proprietari e si attiva anche l’Asl con servizi mirati. È quasi pronto il regolamento del Comune. Un vicentino su dieci possiede un pastore tedesco o un Labrador, seguono i meticci e quelli più piccoli. Nei parchi circa una decina di aree dedicate a Fido.

Amici dei cani? Vicenza ne è piena. Anzi strapiena. Nel territorio dell’Ulss 6 che raggruppa 32 Comuni ce ne sono 43.404, in città sono 12.654. E si tratta di animali regolarmente censiti, muniti di microchip, iscritti, come si dice nel gergo, all’anagrafe canina. A questi vanno aggiunti quelli che l’identificazione non l’hanno mai fatta e non sono pochi se pensiamo che il servizio veterinario dell’Ulss 6, solo nel 2011, in oltre 800 uscite ha rintracciato 296 cani che avevano un proprietario, mentre altri 410 sono stati catturati. Di questi 246 non avevano alcun segno di riconoscimento, nemmeno quello elettronico. «Li gestiamo sotto il profilo sanitario – spiega il dott. Enrico la Greca, direttore del servizio sanità animale dell’Ulss 6 – procedendo con le vaccinazioni, il riconoscimento e alla fine vengono affidati al canile municipale di Gogna».

QUATTRO ZAMPE. In città c’è un cane ogni nove abitanti. Una “densità canina” decisamente alta, fanno sapere dal servizio veterinario che li ha spinti a pensare ad una serie di iniziative per fornire indicazioni, suggerimenti ai proprietari che spesso non conoscono nemmeno le regole basilari su come interagire con un animale. Lo scorso anno è stato redatto dal servizio dell’Ulss 6 un progetto “Animale Amico”. «Volevamo fornire notizie sulle cure, sul comportamento, sull’educazione». «Era necessario puntare – continua La Greca – sul miglioramento della convivenza tra uomo-animale che sempre di più ci porta a condividere spazi, creando non pochi incidenti di percorso. Liti in condominio perchè il cane abbaia, sporca».

VIDEO. L’Ulss 6 ha pensato ad un video (si vede sul sito), un cortometraggio di 6-8 minuti sull’acquisto e la gestione consapevole dell’animale. Per ora ne è stato girato uno, ne seguiranno altri su gatti, piccoli mammiferi, uccelli ornamentali, rettili. «Abbiamo i dati sui cani – aggiunge il responsabile – , ma attorno c’è un mondo fatto di centinaia di altri animali esotici: tartarughe, pappagalli, rettili che poi vengono abbandonati con tutto quello che ne consegue». Consapevolezza è la parola, d’ordine prima di acquistare un animale.

RAZZE. Ad andare per la maggiore sono i pastori tedeschi, seguiti dai Setter inglesi, cani da caccia in particolore il Bracco tedesco e ancora Ladrador. Se questi sono gli animali di taglia medio grande, ultimamente c’è stato un proliferare di animali di piccola taglia: barboncini, Pincher nano, Chihuahua, Yorkshire terrier. Basta passeggiare un sabato pomeriggio lungo corso Palladio per contarne a decine. A guinzaglio, in braccio come le dive dei vari “red carpet” cinematografici insegnano. «Per gli anziani rappresentano una compagnia importante – dicono all’Ulss – senza contare chi acquista cani da guardia e quindi li addestra. Per loro abbiamo organizzato corsi speciali».

REGOLAMENTO COMUNALE. Una carta per la tutela degli animali. È in dirittura d’arrivo, sono state sollevate in V Commissione consiliare alcune proposte di modifica, ma l’assessore all’Ambiente, Antonio Dalla Pozza è fiducioso che possa essere licenziato a breve. Un notevole passo avanti che normerà i comportamenti da seguire non solo per i cani, ma per tutti gli animali. AREE DEDICATE. In un paio d’anni ne sono state attrezzate una decina: due a Campo Marzo, alle Fornaci, via Dal Grande, Meschinelli, Tommaseo, Europa, Parco città e a S. Pio X. «Ne aprireremo altre 3 o 4 entro il 2013 – afferma l’assessore Dalla Pozza – e, sulla base delle richieste, che ci arrivano dai cittadini stiamo pensando a Parco Querini. Serve il via libera della Soprintentenza, l’area potrebbe sorgere verso via Rodolfi». CANI E INTERNET. Sulla rete si trovano informazioni di ogni genere, ma all’Ulss 6 consigliano attenzione. «Vorremmo inserire il servizio anche in questo spazio per offrire informazioni attendibili e obiettive. Dovremmo diventare educatori, ma i bilanci economici non sempre lo permettono».

Il Giornale di Vicenza – 24 maggio 2012

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