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Attacco hacker dalla Germania, sanità del Lazio ancora in tilt. Sistema violato. Zingaretti: «La Regione vittima di un attacco terroristico internazionale». Nessuna richiesta di riscatto.

Il Sole 24 Ore. «Stiamo difendendo in queste ore la nostra comunità da attacchi di stampo terroristico. Il Lazio è vittima di un’offensiva criminosa, la più grave mai avvenuta sul nostro territorio nazionale». Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti commenta così l’attacco hacker iniziato nella notte tra sabato e domenica e ancora in corso, che ha messo fuori uso i sistemi informatici per le prenotazioni dei vaccini e per altri servizi pubblici regionali. «Il virus – spiega Zingaretti – ha criptato il nostro mondo online e ha bloccato la capacità di erogare la gran parte dei servizi alla comunità». L’attacco sarebbe partito dalla Germania, ma potrebbe trattarsi anche di una triangolazione per non rendere riconoscibile il luogo di partenza dell’attacco pirata. Nella notte tra domenica e lunedì, alle 2.30, è stato sferrato un secondo attacco ransomware, con un nuovo tentativo di accesso, senza ulteriori danni.

I pirati sarebbero riusciti a infiltrarsi nel sistema entrando nel profilo di un amministratore di rete e attivando un virus che ha criptato i dati del database. Tutti i file del Centro elaborazione dati e del Centro prenotazioni vaccini della Regione Lazio sono bloccati: «Il sistema – spiega Zingaretti – è ancora spento per verifiche interne e per evitare il propagarsi di ulteriori danni visti gli attacchi ancora in corso e il virus ancora nel sistema». I protocolli di sicurezza sono stati rispettati, assicurano i tecnici. Gli inquirenti stanno cercando di capire le modalità del furto della password. La Regione ha chiesto a tutti i dipendenti di evitare di usare i telefonini, i pc e i tablet e dell’ente per loggarsi alla rete interna. Gli hacker in ogni caso non avrebbero avuto accesso alla storia sanitaria dei cittadini inserita nel database, né a dati di bilancio e finanziari o della protezione civile.

Il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, guidato da Alfonso Urso, è convocato per oggi alle 13 per l’audizione del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese e alle 14 di mercoledì per l’audizione del direttore dei servizi di intelligence del Dis, l’ambasciatore Elisabetta Belloni «per avere ulteriori elementi in merito al grave attacco hacker, ancora in corso, che ha colpito la Regione Lazio con gravi conseguenze sulla profilassi vaccinale e in generale sui servizi pubblici”, sottolinea una nota della presidenza. Il segretario del Copasir Ernesto Magorno (Iv) parla di «fatto gravissimo, vero e proprio atto contro la democrazia». Zingaretti ha smentito le voci sulla richiesta di riscatto: «La Regione non discute e non tratta con gli interlocutori che ci stanno attaccando». Intanto è stata avviata la migrazione dei dati dei servizi sanitari sul cloud per creare un nuovo sistema informatico parallelo «così da renderli disponibili quanto prima». Restano attivi il 112 per le emergenze sanitarie, il 118 e la sala operativa della Protezione civile. Bloccate le prenotazioni per i vaccini. Ora la priorità assoluta è la ripresa del servizio, spiega la Regione. Nelle prossime ore la Giunta si riunirà lo stesso, ma non potranno essere caricati documenti: serviranno e-mail personali, carta, inchiostro e penna per lavorare agli atti. I pirati hi-tech stavolta saranno aggirati con un ritorno al passato.

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