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Aviaria, è sempre più emergenza. Emilia Romagna incalza: alleggerire quarantena e togliere vincoli

Dopo il quarto focolaio di aviaria la provincia di Forlì-Cesena e la Regione hanno chiesto al Governo di allentare i vincoli alla circolazione del pollame allevato in Emilia Romagna nelle zone non contaminate. Gli abbattimenti continuano.

Nei pressi di Ostellato saranno abbattuti 65mila tacchini negativi al test sul virus, ma cresciuti in un allevamento vicino a quello infetto (il primo focolaio confermato). La vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Simonetta Saliera, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta e ai ministri Lorenzin, De Girolamo, Zanonato e Giovannini, in cui si augura una revisione dei provvedimenti ministeriali in allineamento a quanto contenuto nella direttiva comunitaria.

Pertanto, si chiede l’abrogazione dei vincoli restrittivi (che allargavano a tutta l’Emilia-Romagna i vincoli di spostamento degli animali e di commercializzazione con la sola eccezione delle carni e delle uova già imballate per il consumatore finale) sulle zone non interessate dai provvedimenti comunitari. Questo anche in considerazione del fatto che dal momento della conferma del primo focolaio è entrato in vigore un piano straordinario di controllo sugli allevamenti avicoli di tutto il territorio regionale in cui sono previste misure suppletive rispetto a quanto riportato dal piano di nazionale di controllo dell’influenza aviaria.

 “Se sul fronte sanitario la prospettiva di diffusione della malattia al di fuori della filiera produttiva della specifica impresa coinvolta si può sperare sia contenuta se non arginata –  aggiunge Saliera –  l’impatto sull’economia regionale, determinato dalle drastiche e corrette misure restrittive sanitarie adottate in fase di emergenza, si sta rivelando sempre più preoccupante”. Da qui la richiesta al Governo di un provvedimento straordinario a tutela degli occupati del settore avicolo regionale gravemente danneggiato dai casi di influenza aviaria .

 “La gravità della situazione,  conclude Saliera –  richiede un intervento urgente a tutela del lavoro così come avvenuto anche a fronte dell’emergenza sisma dell’anno scorso, per assicurare a questi lavoratori agricoli una copertura delle giornate non lavorate a causa dell’aviaria”. (Un provvedimento analogo al decreto era già stato realizzato nel 2006 dal Ministero del Lavoro per l’allarme aviaria proprio per salvaguardare gli occupati del settore).

Saliera scrive infine che la Regione Emilia-Romagna resta a disposizione per continuare la proficua collaborazione sino ad oggi instaurata con le strutture ministeriali e il Centro di referenza nazionale e per valutare eventuali misure di controllo suppletive ritenute utili a fornire garanzie all’intero sistema produttivo nazionale.

29 agosto 2013 

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