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Aviaria in allevamento a Oppeano, il Ministero invia anche i Nas. Si deve affrontare l’abbattimento di oche, pavoni e anatre che vivono in spazi liberi

Il ministero della Salute ha fatto intervenire i carabinieri del Nas per vigilare sull’abbattimento di tutti i volatili presenti nell’azienda agricola Fornello di Ca’ degli Oppi risultati positivi al virus dell’influenza aviaria. I veterinari dell’Ulss 21, che venerdì pomeriggio avevano iniziato a sopprimere alcune cdecine di oche e galline, si sono infatti dovuti arrendere davanti alle difficoltà nel catturare altri volatili liberi all’interno della proprietà, che li hanno costretti a sospendere le operazioni.

Una situazione, quella emersa nella frazione di Oppeano, che il ministero della Salute non ha esitato a definire intollerabile e che intende tenere sotto monitoraggio tramite i Nas. I quali avranno ora il compito di far applicare alla lettera la normativa in materia di influenza aviaria.

Nonostante le proteste dei proprietari, infatti, tutti gli animali presenti nell’azienda, compresi 108 pavoni, dovranno essere soppressi per impedire il propagarsi della malattia ad altri allevamenti intensivi. Ieri sono scesi in campo anche gli animalisti, una decina, che contestano la scelta di abbattere gli animali in assenza di una controprova sul test dell’aviaria. Il problema è che l’espandersi del virus H7N3 significherebbe mettere in ginocchio l’economia avicola dell’intera provincia, con danni incalcolabili per gli allevatori. «Siamo di fronte a un caso che mai si era verificato in Italia», spiega il vicesindaco Alessandro Montagnoli, «ci sono enormi difficoltà per abbattere tutti i volatili». E stata chiamata una ditta specializzata che stamattina inizierà a catturare tutti gli animali liberi, «ma dubito che ci potrà essere una soluzione del problema in tempi brevi». «È infatti molto difficile», aggiunge Montagnoli, «che si riescano a catturare volatili liberi su alberi altissimi o in mezzo a un laghetto. Dovremo mobilitare anche le guardie provinciali. Il ministero fa fatica a capire che siamo di fronte a un caso di animali liberi e che la loro cattura è complicata». La ditta incaricata dovrà comunque valutare quali sistemi di cattura adottare per abbattere in tempi veloci i volatili. Tra le ipotesi più plausibili c’è l’utilizzo di grandi reti oppure anche quella di poter usare armi da sparo.

La mappa dell’Izsve sui focolai Lpai

L’Arena – 31 marzo 2015 

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