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L’Azienda zero e la forbice sulle Ulss, è iniziata la maratona in Consiglio regionale sulla riforma della sanità veneta

conszaiaDal numero di emendamenti alla durata senza limiti prefissati degli interventi in aula, la tre giorni che da oggi apre il dibattito a palazzo Ferro Fini sui progetti di legge 23 e 74 inerenti la nuova governance della sanità veneta si configura veramente “tosta”. Un migliaio le proposte di modifica depositate dalle opposizioni, la cui ammissibilità andrà verificata dai tecnici a margine dei lavori di Consiglio. Alle quali, oltre agli eventuali aggiustamenti prodotti in corso d’opera dai relatori, va aggiunto l’emendamento all’articolo 18  del Pdl 23 (sociale e piani di zona) preannunciato in Quinta commissione dall’assessore alla Sanità, Luca Coletto. Il testo giunto in Consiglio dopo svariate audizioni e una lunga attività di confronto e mediazione (comprensiva dell’assimilazione di un maxiemendamento di Giunta) prevede l’istituzione dell’Azienda per il governo della sanità regionale conosciuta come «Azienda Zero», nonché la creazione di nuovi ambiti territoriali delle Ulss.

Portate da 21 a 9: Padova, Verona, Treviso, Belluno e Rovigo su scala provinciale, più due a Vicenza e a Venezia (rispettivamente le Ulss Vicenza e Bassano-Pedemontana, e Serenissima e Veneto Orientale).

«Siamo aperti ad aggiustamenti tecnici, ma la struttura dovrà restare quella – ammonisce il presidente della Quinta commissione e relatore di maggioranza, Fabrizio Boron (lista Zaia Presidente) -. D’altro canto, abbiamo sentito tutti e dato risposte al territorio. Specie sul direttore sociale, sulla programmazione in carico a Giunta e Consiglio e sulle prerogative delle conferenze dei sindaci, temi strettamente connessi all’80% delle indicazioni pervenute».

«Vogliamo migliorare il testo, non bloccarlo -replica Bruno Pigozzo del Pd (indicato erroneamente come relatore di minoranza, mentre in realtà ad esserlo oggi sarà il collega Claudio Sinigaglia). L’Azienda Zero è strutturata in modo sbagliato; meglio lo strumento dell’Agenzia, che consentirebbe una maggiore partecipazione delle realtà locali. Troppe le risorse per quasi 2 miliardi di euro a un organismo accentratore e definito “terzo”. Mentre i 90 milioni di risparmio non li avremo nemmeno a pieno regime. Con i nuovi livelli territoriali, poi, i direttori generali risulteranno sminuiti e svuotati. E a preoccuparci sono anche la parte dedicata all’integrazione socio-sanitaria (ossia i servizi sociali, ndr), e l’idea di macro-Uliss, o distretti che dir si voglia, impegnati a confrontarsi con un altissimo numero di sindaci». (Il Gazzettino)

Veneto. Azienda Zero, Zaia: “Sosteniamo eccellenze e cerchiamo nuova linfa contro i tagli nazionali”

Comunicato della Regione Veneto. Il Presidente della Regione è intervenuto in Consiglio regionale nella prima giornata d’Aula dedicata alla riforma. Per Zaia “la macchina” della sanità veneta “è perfetta per quanto può esserlo ogni attività umana, me se non interveniamo per migliorare ancora, si rischia di arretrare sotto i colpi dei tagli”.

 “Con la riforma che attueremo con l’attività dell’Azienda Zero sosterremo l’eccellenza di una sanità già ad altissimo livello cercando al contempo nuova linfa, stante che i tagli nazionali ai fondi sanitari dal 2010 ad oggi sono stati di 14 miliardi di euro, dei quali più dell’8% sono stati tagliati al Veneto. Abbiamo una grande responsabilità verso 5 milioni di cittadini, che sono curati bene e si aspettano di esserlo anche meglio in futuro”. Lo ha detto il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intervenendo in Consiglio regionale nella prima giornata d’aula dedicata alla discussione sul Pdl 23, meglio conosciuto come “Azienda Zero”, una nuova struttura di gestione principalmente amministrativa che, nelle intenzioni del presentatore (lo stesso Zaia nella sua qualità di Consigliere), porterà al miglioramento dell’intera macchina sanitaria e all’ottenimento di “notevoli” economie di spesa in tutti i settori non prettamente sanitari. Il provvedimento approdato in aula prevede anche la riduzione delle Ullss venete da 21 a 9.

“Anche in questo caso – ha detto Zaia – siamo una sorta di pesce pilota nazionale, dopo che il Governo ci ha confermato come Regione benchmark in Italia per la buona gestione del settore, e anche in questo caso rispondiamo al ruolo che ci è stato riconosciuto e assegnato. La sanità veneta – ha aggiunto il Governatore – è una grande macchina il cui core business è erogare assistenza: oggi parliamo di più di 80 milioni di prestazioni l’anno, più di 2 milioni di accessi ai Pronto Soccorso, con 60 mila lavoratori ai quali se ne aggiungono altri 30 mila nel privato convenzionato. La macchina è perfetta per quanto può esserlo ogni attività umana, me se non interveniamo ancora, per migliorare ancora, si rischia di arretrare sotto i colpi dei tagli”.

 “Non lo vogliamo e non lo faremo – ha incalzato il Presidente – con una serie di interventi davvero riformatori: meno Ullss, meno costi amministrativi, basta con 21 uffici legali, 21 centri d’acquisto, 21 uffici tecnici, 21 uffici informatici. Il tutto senza ridurre i Direttori Generali a notai, ma mettendoli nelle migliori condizioni di non dover perdere tempo occupandosi di questioni amministrative invece che di organizzare le cure per la gente”.

Sinigaglia (Pd): “Pdl 23 è un salto nel buio. Vogliamo salvaguardare l’integrazione socio sanitaria. Non lasceremo l’aula fin quando non avremo risposte”

 “Il Pdl 23 è un salto nel buio: noi ci batteremo perché sia salvaguardata e attualizzata l’integrazione socio sanitaria. Ci sono servizi previsti dal Piano socio sanitario regionale (Pssr) e che invece mancano: attiviamo questi prima di ridurre le Ulss”. Nel suo intervento in aula il consigliere Claudio Sinigaglia (Pd) ha sottolineato le carenze del modello veneto, insistendo contemporaneamente sulle proposte per migliorare il provvedimento e ha annunciato battaglia. “Non abbandoneremo l’aula senza aver ottenuto più posti negli ospedali di comunità, più medicine di gruppo, più infermieri e aver ridotto il costo delle rette nelle case di riposo”. Oltre a uno sviluppo della sanità digitalizzata, “in modo da semplificare i percorsi diagnostici eliminando gli esami inutili, ridurre le liste di attesa e assicurare una prevenzione più efficace”. Sempre sull’integrazione socio sanitaria, Sinigaglia ha attaccato la riorganizzazione delle Ulss e le inevitabili ricadute sul territorio: “Se diventeranno 21 distretti dobbiamo confermare 21 Conferenze dei sindaci, in modo da dare voce, e risposte, alle esigenze dei cittadini. Le Conferenze non potranno mai funzionare su base provinciale: provate a immaginare cosa succederebbe, per esempio, a Padova con 104 sindaci chiamati a programmare i servizi territoriali”. Il consigliere del PD ha poi puntato l’indice sul cambio in corsa per la sede del nuovo ospedale euganeo, tornando a chiedere una commissione d’inchiesta per chiarire i troppi interrogativi in sospeso: “Perché non è stato dichiarato di pubblica utilità nel 2013? Perché si è perso tempo, irrimediabilmente? Qualcuno ha frenato l’opera?”. “Abbiamo letto – ha aggiunto – di un dirigente che ha testimoniato a un processo, sostenendo di aver subito pressioni per rallentare l’esecuzione dell’opera, e poi lo stesso dirigente presentare una nota nella quale chiedeva di attivare uno studio per verificare la fondatezza dei rischi idraulici nella zona di Padova Ovest dove inizialmente la giunta aveva deliberato di costruire il nuovo ospedale, basandosi su valutazioni che poi sono stati messe in discussione proprio da chi prima le aveva date per buone. Dobbiamo fare chiarezza”.

21 giugno 2016 

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