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Sanità. Azienda Zero, Pd e tosiani contro la proposta di Zaia. Ma anche gli alleati di Forza Italia chiedono modifiche

gruppo pd consOpposizioni compatte nel “demolire” l’Azienda Zero proposta in campo sanitario dal governatore Luca Zaia. Ma anche Forza Italia, che pure sta in maggioranza, adesso solleva una serie di obiezioni. Prese di posizione anche alla luce dei pareri negativi emersi in commissione Sanità, in particolare da parte dei sindacati medici. Partiamo dal Pd che ieri ha presentato una alternativa all’Azienda Zero, proponendo l’Agenzia Unica Veneta sociosanitaria. «Zaia vuole creare – ha spiegato il consigliere Claudio Sinigaglia – un sorta di ‘Veneto Sanità’, alla stregua di Veneto Strade. E noi diciamo di no alla creazione di altri carrozzoni, con le Ulss che diventerebbero semplici articolazioni della nuova azienda. L’Agenzia unica che vorremmo noi è un accordo quadro, a costo zero, tra le diverse Ulss, che definiscono insieme i programmi, attraverso la regia del comitato dei direttori generali». La proposta è stata presentata ieri nel corso di una conferenza stampa

Alla quale hanno preso parte la capogruppo Alessandra Moretti e i consiglieri Claudio Sinigaglia, Stefano Fracasso, Piero Ruzzante, Bruno Pigozzo, Graziano Azzalin, Orietta Salemi e Francesca Zottis. “Con questa proposta – ha spiegato la Moretti – intendiamo rovesciare l’impostazione data da Zaia e disegnare una riorganizzazione dei servizi che consenta una vera ottimizzazione senza smantellare il sistema socio sanitario veneto. L’Azienda zero – ha precisato – è un mostro che accentra e monopolizza ogni funzione e che di fatto espropria le Ulss delle competenze, oltre a depotenziare il ruolo programmatorio e di controllo del Consiglio regionale. Contrariamente con l’Agenzia unica sociosanitaria si attiverebbe un accordo quadro tra le Ulss, unificando alcune funzioni. Sarà – ha concluso Moretti – il comitato dei Direttori generali delle Ulss a programmare e gestire obiettivi e processi, cosa ben diversa da quel carrozzone dell’Azienda Zero che , oltre ad essere ingombrante, rappresenta la negazione di un sistema di condivisione territoriale ”.

“L’ottimizzazione dei servizi sociosanitari – ha ribadito Sinigaglia – è possibile anche senza la creazione di un altro carrozzone modello “Veneto Strade”, al quale verrebbe conferito tutto il potere decisionale, oltre ad un bilancio di 8,5 miliardi di euro all’anno e con le Ulss ridotte ad articolazioni di “Veneto Sanità”. Indipendentemente dal numero delle Ulss, la nostra proposta– ha spiegato l’esponente democratico – intende invece definire un Accordo Quadro che disciplini e regolamenti le relazioni tra le Ulss, le Aziende e l’Agenzia Unica Veneta. Gli ambiti di competenza dell’Azienda saranno quelli dell’acquisizione dei beni e servizi per conseguire economie di scala, la realizzazione di forme integrate di gestione nel campo della logistica, la definizione e il monitoraggio della spesa e dei costi standard nel settore dell’acquisizione di beni e servizi”.

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Il commento arriva con una nota dai consiglieri della Lista Tosi Giovanna Negro, Andrea Bassi, Maurizio Conte e Stefano Casali alla luce dei pareri negativi emersi ieri in commissione Sanità, in particolare da quelli espressi dai sindacati dei medici e dallo studio legale Francazani. Le osservazioni legali invitano alla cautela. Sottolineando che «se l’idea è quella di fare dell’Azienda Zero una centrale di committenza per gli acquisti in sanità in un’ottica di risparmio di spesa, ben venga; ma se l’obiettivo è invece più ardito, nel senso di volerle davvero attribuire la programmazione, la governance e finanche le politiche in tema di acquisti, si pongono non pochi problemi di legittimità rispetto alla legge quadro nazionale e allo Statuto della Regione Veneto».

Nella nota, infine, Negro, Bassi, Conte e Casali, riportano che il sindacato dei medici e le organizzazioni sindacali mediche chiedono che venga definita sia la nuova organizzazione del lavoro e le ricadute contrattuali sulle nuove Ulss provinciali, sia l’organizzazione dei futuri dipartimenti. Il timore è che la limitazione dei servizi territoriali induca un aumento di domanda impropria sui servizi sanitari, ospedalieri e non”.

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Più pacati i forzisti Massimiliano Barison, Massimo Giorgetti ed Elena Donazzan, che però, dopo aver sentito sindaci e direttori delle Ulss, chiedono anche loro di modificare il testo: «Oltre a mantenere gli attuali distretti devono essere confermate le Conferenze dei sindaci per il necessario collegamento tra Comunità locali e i servizi socio sanitari erogati. E la programmazione sanità dovrà restare di competenza della Giunta e del Consiglio Regionale. A nessun singolo manager può essere conferita una simile delega».

“Riteniamo – dichiara il Presidente del Gruppo, Massimiliano Barison – che oltre a mantenere gli attuali distretti debbano essere confermate le Conferenze dei sindaci per il necessario collegamento tra Comunità locali e i servizi socio sanitari erogati, senza contare poi che svolgo un servizio a costo “zero”. E’ proprio per questo indispensabile mantenere il ruolo e le funzioni delle attuali Conferenze dei Sindaci indipendentemente dall’accorpamento delle Ulss. E ancora, non si può prescindere dal fatto che l’attività di indirizzo, controllo e programmazione, in un settore come quello della sanità dove è investito oltre il 70% del bilancio regionale per una cifra prossima ai 9 miliardi di euro, dovrà restare di competenza della Giunta e del Consiglio Regionale. A nessun singolo manager può essere conferita una simile delega”.

“Le nostre proposte – ha continuato il Vice Presidente del Consiglio Regionale, Massimo Giorgetti – derivano anche dalle osservazioni raccolte durante gli incontri che come Gruppo abbiamo organizzato nel territorio regionale con gli stakeholders: sindaci, direttori, rappresentanti delle categorie etc. Vi sono altri aspetti – continua Giorgetti – che la legge dovrà chiarire senza equivoci, ossia quali siano i compiti, anche gestionali, delle nuove ULSS, rispetto ai Distretti e all’Azienda Zero. L’obiettivo di tutti è migliorare i servizi, ottimizzare le risorse, perseguire risultati di efficacia ed efficienza nella restituzione di servizi ai cittadini. Per un simile piano rivoluzionario la fretta non è sempre la via migliore”. “E’ del tutto evidente – conclude Elena Donazzan – che questo ragionamento non deve modificare l’attuale programmazione stabilita dalle schede ospedaliere che rimangono quelle vigenti, cioè quelle precedenti a questa nuova riforma”.

8 ottobre 2015 (a cura Ufficio stampa Sivemp Veneto)

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