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Befera: «Guadagno 300mila euro e ho rinunciato stipendio Equitalia»

«L’evoluzione convulsa della normativa tributaria e lo stratificarsi delle varie disposizioni hanno incentivato la proliferazione di agevolazioni, alcune delle quali assolutamente desuete alla luce delle mutate esigenze sociali ed economiche». Ne è convinto il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera , che ha fatto il punto sulla lotta all’evasione nel corso di un’audizione alla Commissione Finanze della Camera.

L’agenzia delle Entrate, ha annunciato Befera, ha creato un gruppo di lavoro sugli adempimenti fiscali ed «entro il 30 settembre ci sarà un’analisi dettagliata. Vogliamo intervenire in via amministrativa dove sarà possibile per eliminare sovrapposizioni o adempimenti desueti; dove non sarà possibile saranno necessari emendamenti alla delega o interventi legislativi». Il ruolo della riforma fiscale Nel suo intervento, Befera ha toccato anche il tema dei rapporti tra Fisco e cittadini, definendo la legge delega per la revisione del sistema fiscale. In particolare, Befera ha sottolineato gli effetti positivi dell’articolo 2 della legge delega, che «intende realizzare l’auspicata e ormai indifferibile revisione del catasto dei fabbricati», dal momento che il mancato aggiornamento delle rendite attualmente in vigore «costituisce, a oggi, causa di trattamenti ingiustificatamente differenziati tra cittadini». Befera: al lavoro sul redditometro, vogliamo uno strumento efficace «Sul redditometro stiamo lavorando: preferisco ritardare un po’ ma avere un prodotto che mi dia la certezza di raggiungere l’obiettivo, cioè snidare l’evasione al di fuori del reddito d’impresa, delle persone fisiche». Lo ha riferito Befera, rispondendo alle domande dei parlamentari della commissione Finanze della Camera. «Ci stiamo lavorando, a breve andremo avanti», ha aggiunto Befera, precisando che saranno due strumenti, «uno per la selezione e uno per il successivo controllo». Non interveniamo “a occhio” «Non facciamo gli interventi sul territorio a karma, facciamo interventi mirati dove ci sono già alti sospetti di evasione», ha detto Befera. «Facciamo 700mila controlli l’anno mica a occhio ma perchè c’è l’incrocio delle banche dati e sappiamo dove andare». I 40 miliardi recuperati non arrivano solo dai cittadini onesti «Mediamente si parla di 110-120 miliardi di imposte evase l’anno. Da quando sono direttore dell’agenzia delle Entrate – ha ricordato Befera – ne avremo recuperati circa 40 miliardi». Da alcuni interventi, ha aggiunto, «la sensazione è che siano stati presi i 40 miliardi ai cittadini onesti mentre l’evasione sia rimasta tale e quale. Non credo sia questa la realta». Befera ha riconosciuto che possono essere stati commessi errori, anche da Equitalia , ma in numero limitato «rispetto ai milioni di cartelle che manda ogni anno». Nuovo fisco e cittadini La riforma del Fisco costituisce quindi «una tappa nevralgica nel lungo percorso volto a costruire un rapporto leale e sereno tra fisco e contribuenti». Le tappe verso questo obiettivo dell’amministrazione fiscale, secondo Befera, sono l’adozione di una legislazione semplice, il ricorso a norme caratterizzate da stabilità e certezza, e semplificazione degli adempimenti. «Da tutto questo mi aspetto che qualcosa, nella cultura del nostro paese, possa cambiare. Mi aspetto quell’evoluzione culturale che, se già appartiene a tanti, ancora non appartiene a tutti». Accertamento e compliance L’ultimo aggiornamento sui risultati dell’Agenzia delle entrate è arrivato invece dal direttore vicario, Marco Di Capua, che a margine dell’audizione di Befera ha indicato in 12,7 miliardi di euro il totale dei proventi della lotta all’evasione nel corso del 2011, risultato che l’agenzia conta di centrare anche per l’anno in corso. Secondo Di Capua, dovrebbe essere raggiunto l’obiettivo previsto di oltre 10 miliardi di entrate derivanti dai controlli, mentre è atteso «un aumento delle entrate da compliance compatibilmente con la contrazione del Pil». Befera: guadagno circa 300mila euro l’anno «Il mio stipendio – ha sottolineato Befera – è quello del primo presidente della Corte di Cassazione, intorno ai 300mila euro l’anno e da un anno ho rinunciato agli emolumenti di Equitalia e non ho altri incarichi».

ilsole24ore.com – 12 settembre 2012

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