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Belluno. Febbre altissima e poi coma: 46enne vittima virus misterioso

I medici stanno facendo il possibile per salvarlo dal morbo senza nome:«È qualcosa che non riusciamo ad identificare»

D’improvviso una febbre alta, talmente alta da fargli perdere conoscenza e trascinarlo poi nel coma. È accaduto ad uomo di 46 anni, marito e padre, residente in un paese della Valbelluna. Da una decina di giorni è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Belluno tenuto sotto stretta osservazione dai medici.

Si tenta di capire cosa abbia scatenato la meningoencefalite, grave processo infiammatorio che interessa contemporaneamente il tessuto nervoso dell’encefalo e le meningi, capace di sortire conseguenze estreme. I sanitari dell’ospedale di Belluno stanno cercando di capire quale sia stato l’agente patogeno che ha provocato una condizione così drammatica.

In paese, da giorni circolano voci di una possibile puntura di zanzara che avrebbe veicolato la temuta “febbre del Nilo”. Ma così non sembra proprio essere. Lo afferma il primario dell’Unità operativa di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Belluno, Davide Mazzon: «Non c’è un fondato sospetto di puntura di zanzara – spiega riferendosi al possibile vettore del virus -. Ma non c’è nemmeno un fondato sospetto su che tipo di virus abbia scatenato questa condizione. È qualcosa che non riusciamo ancora ad identificare. Sono situazioni drammatiche – conclude – che lasciano sbigottiti per la loro insorgenza e che, purtroppo, non sono nemmeno così eccezionali».

Le condizioni del 46enne, intanto, sembrano andare migliorando. «Faremo di tutto per riportarlo al meglio» assicura Mazzon. Parole che lasciano intendere come un ritorno ad piena normalità sia una strada lunga e molto articolata. Anche in paese, dove l’uomo risiede, c’è apprensione. Le voci di strada spesso trovano buon terreno nella non conoscenza dei fatti per azzardare incautamente le ipotesi più catastrofiche, anche sotto il profilo epidemiologico. Intanto, la famiglia aspetta e prega che questo dramma possa concludersi con meno conseguenze possibili. Resta l’incognita sulla causa scatenante e, come sempre, ciò che sfugge alla conoscenza umana e scientifica diventa il nemico impossibile da battere, rivelando una volta in più la fragilità della vita e i limiti della conoscenza.

Gazzettino – Giovedì 13 Giugno 2013

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