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Bologna. Caso di dengue, attivate le misure di profilassi

Il paziente è appena tornato dal Sud est asiatico, dove ha contratto la malattia, trasmessa da una zanzara infetta. Domenica la segnalazione dell’asl al comune

Un caso di dengue è stato segnalato domenica al Comune dal Dipartimento di Sanità Pubblica della Azienda U.S.L. di Bologna. Il malato abita in via San Savino (quartiere Navile).

L’INFEZIONE – L’infezione è stata accertata su un paziente di ritorno da un paese del Sud Est asiatico, dove ha contratto la malattia, trasmessa da una puntura di zanzara infetta. Al ritorno in Italia si sono presentati i sintomi tipici di questa patologia: febbre alta, dolori articolari e muscolari. Le analisi effettuate hanno confermato la presenza del virus di origine tropicale.

LA MALATTIA – La dengue è una malattia infettiva virale, che normalmente ha un decorso benigno con una fase acuta di circa una settimana. In alcuni casi la convalescenza può essere caratterizzata da un prolungato senso di spossatezza. La terapia è di tipo sintomatico e serve soprattutto a ridurre i dolori.

LA PROFILASSI – A seguito dell’accertamento sanitario, sono state immediatamente attivate le misure di profilassi: in corso la disinfestazione (come previsto da uno specifico protocollo regionale) nell’area circostante l’abitazione della persona colpita; inoltre gli interessati sono stati istruiti sulle principali misure di protezione dalle punture di zanzara per prevenire l’insorgenza di eventuali casi secondari nonché la diffusione del virus. In via straordinaria, secondo quanto previsto nel caso di acclarati focolai virali di chikungunya, dengue o West Nile, l’Amministrazione comunale, in considerazione dell’evidente criticità, provvede a irrorare prodotti adulticidi per abbattere il numero di zanzare presenti, sia di giorno (nei contesti privati) sia di notte (lungo le aree pubbliche). Si fa inoltre carico di una serie di attività che normalmente sono in capo ai privati, come per esempio il trattamento con larvicidi delle raccolte d’acqua, ancorché temporanee.

COSA DEVONO FARE I PRIVATI – È però pertanto indispensabile che i soggetti privati provvedano a trattare con specifici prodotti larvicidi i pozzetti e i tombini di raccolta delle acque piovane, eliminino l’acqua dai sottovasi e che non vengano lasciati secchi o contenitori con l’apertura rivolta verso l’alto, evitando in questo modo il ristagni idrici che possono essere oggetto di sviluppo larvale della zanzara tigre. L’ordinanza emessa dal Comune presuppone controlli da parte della Polizia Municipale e dell’Azienda USL, nonché sanzioni a carico dei soggetti inadempienti.

 Ansa – 3 luglio 2012

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