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Bovini sardi verso la Penisola: ok del Ministero. Stabilito protocollo definitivo valido fino al 15 dicembre

Davanti alle numerose richieste, il Ministero ha definito un protocollo definitivo valido fino al 15 dicembre. Cualbu: «una buona notizia per il comparto, ma la Regione non dimentichi i disagi vissuti dalle imprese»

Con test Pcr favorevole, da realizzarsi nei 7 giorni precedenti la partenza, è possibile movimentare verso il continente i bovini destinati alla macellazione immediata. Per quelli destinati all’ingrasso fuori regione, invece, sarà sufficiente la vaccinazione. E’ questo il contenuto di una nota del Ministero della Salute che fa tirare un sospiro di sollievo al comparto bovino sardo.

Nei giorni scorsi, a seguito dei numerosi solleciti, la Regione aveva strappato al ministero una nuova procedura che avrebbe dovuto garantire lo sblocco della movimentazione dei capi verso la penisola. In pratica ogni Asl avrebbe dovuto inoltrare richiesta di deroga alla movimentazione direttamente al Servizio Prevenzione dell’Assessorato, che a sua volta avrebbe inoltrato l’istanza al ministero della Salute. Su tali richieste sarebbe poi dovuto arrivare il via libera dello stesso dicastero della Salute.

Il ministero della salute, in una nota del 15 novembre, risponde alle varie richieste di deroga, e fissa inoltre un criterio generale per gli animali destinati alla macellazione immediata, che prevede l’ok alla movimentazione con test Pcr favorevole effettuato nei 7 giorni antecedenti la partenza. Nella stessa nota, il ministero chiarisce la necessità della sola vaccinazione per gli animali destinati all’ingrasso fuori regione. «Finalmente un percorso definitivo – afferma Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna – che consente al settore del bovino da carne di riacquistare fiducia, mettendo fine ai fenomeni speculativi che stavano progressivamente deprezzando il bestiame. Ora però chiediamo un ulteriore sforzo agli assessori Cherchi e De Francisci: l’attivazione di un meccanismo che consenta un abbattimento dei costi per la realizzazione dei test Pcr, oggi a carico dell’allevatore, e l’attenta valutazione dei danni subiti dal settore nel periodo in cui non è stata possibile la regolare movimentazione dei capi».

18 novembre 2013 

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