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Brucellosi, il Ministero manda i Nas negli allevamenti bufalini del Casertano

Dopo il sequestro di 1112 bufale che producevano latte poi venduto ai caseifici con il marchio Dop

CASERTA – Il Ministero della Salute vuole vederci chiaro. La scoperta dell’esistenza di latte alla brucellosi non deve allarmare i consumatori, ma allo stesso tempo, l’esperienza dei sequestri dei capi di bufale infette in provincia di Caserta deve basarsi su riscontri concreti sulla presenza dell’infezione.          

Per questo, dopo il sequestro di 1112 bufale che producevano latte poi venduto ai caseifici con il marchio Dop – il 6 agosto scorso, ad opera del corpo Forestale dello Stato – il Ministero ha inviato i carabinieri del Nas di Napoli a Castelvolturno, Grazzanise e a Cancello e Arnone per eseguire un’analisi dettagliata sugli animali allevati in 58 aziende.

Un’ispezione-studio per capire l’estensione del pericolo infettivo. La prova «regina» della positività delle bufale al batterio della febbre di Gibilterra è riscontrabile attraverso il test della «brucellina». Si tratta di una sostanza iniettata sotto la cute degli animali per diagnosticare la Brucella Abortus. In pratica, se dopo l’iniezione del medicinale si forma un grumo, allora il capo è infetto. Altrimenti, può dirsi sano.

Il Mattino – 28 agosto 2013 

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