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Procura-Vicenza. Caccia, per chi spara specie protette scatta denuncia penale

Cacciatori attenti: la caccia in deroga, a cui da anni la Regione aveva abituato le doppiette venete, quest´anno non è stata deliberata. E quindi se qualcuno abbatte un uccello protetto (di quelle specie che magari erano abbattibili in passato ad esempio con la “deroga”) rischia non solo la sanzione ma anche la denuncia penale. Lo ha decretato il procuratore capo della Repubblica di Vicenza, Antonino Cappelleri.

NIENTE DEROGA: RISCHIO PENALE. La scorsa settimana, l´Enpa aveva chiesto alla Procura vicentina di pronunciarsi sulla questione dell´abbattimento di uccelli di specie protetta. «Il procuratore capo Antonino Capelleri – annuncia un comunicato del Coordinamento anticaccia – ha risposto diramando con protocollo» che dà «direttive alla polizia giudiziaria in materia di accertamento di reati di caccia abusiva». Il documento di Cappelleri è stato inviato anche a polizia, carabinieri, polizia provinciale, forestali dello Stato, polizie locali: «Abbraccia in toto quanto è emerso dagli indirizzi giurisprudenziali degli ultimi anni. In pratica, il solo abbattimento di un singolo fringillide fa scattare» una sanzione penale. Non solo: per specie «particolarmente protette come pispola, frosone, lucherino cardellino e altri», scatta «la denuncia penale il sequestro obbligatorio dell´arma». «La procura di Vicenza ha risposto con prontezza e decisione mettendo fine a una situazione poco chiara che non dava tranquillità all´operato degli addetti ai controlli», sottolineano gli anti-caccia: «Alcune forze di polizia applicavano la sanzione amministrativa, perdendo notevolmente efficacia nella prevenzione del bracconaggio». E «sono svariate decine i cacciatori fermati e sanzionati amministrativamente in queste prime settimane di caccia per avere abbattuto specie protette, in particolare fringuelli e peppole. Le zone sono le solite: vallata dell´Agno, crinali interessati alla migrazione quali monte Faldo, Sette Roccoli, Rondini, Miseria Monte Tesoro e Altissimo, dove si trovano centinaia di postazioni per l´abbattimento di uccelli in migrazione». Renzo Rizzi, portavoce Cpv: «Ora le nostre Guardie saranno sul territorio a vigilare con appostamenti e verifiche di concerto con la polizia provinciale, alla luce del pronunciamento». Rizzi ricorda anche che chi incorre in una 2a denuncia penale «andrà direttamente a processo, con la quasi certezza, nel caso di condanna, del ritiro della licenza di caccia».
ZANONI: «CACCIATORI IMBROGLIATI». Intanto l´eurodeputato veneto Andrea Zanoni (Idv), rispondendo a Italcaccia Veneto che ha chiesto al leader dell´Idv Antonio Di Pietro di “bloccare” l´incessante attività anti-caccia a Bruxelles del parlamentare che è lo storico leader della Lac, scrive ai cacciatori: «Siete stati imbrogliati per anni». Perché, sostiene Zanoni, la Regione ha fatto credere che la caccia in deroga fosse legittima, invece «c´è una direttiva europea, la 147 del 2009, che vieta espressamente la caccia a certe specie di uccelli (pispola, prispolone, fringuello, peppola, frosone, storno, tortora dal collare)».
IMPIANTI CATTURA UCCELLI: OK. Una buona notizia per i cacciatori è venuta comunque, ieri. Dalla Regione. Il Tar ha respinto la richiesta della Lac di sospendere la delibera che autorizza alla gestione degli impianti di cattura uccelli. «Il diritto ha prevalso sulle ideologie», sottolinea l´assessore regionale alla caccia Daniele Stival (Lega). Il Tar discuterà nel merito i vari ricorsi sulla caccia martedì 30 ottobre.
Il Giornale di Vicenza – 23 ottobre 2012

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