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Camposampiero. «Medici stremati, così non può continuare». Le dimissioni delle tre pediatre sono un urlo di dolore: non si può più lavorare in condizioni di insicurezza

«La situazione è allarmante in tutti gli ospedali, quello che arriva dalle pediatre di Camposampiero che hanno dato le dimissioni è un grido di dolore che dovrebbe scuotere la Regione»: Adriano Benazzato, segretario regionale dell’Anaao Assomed, l’associazione dei medici dirigenti, ha accolto con estrema preoccupazione la vicenda che ruota attorno il profondo disagio vissuto nel reparto di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale di Camposampiero. Una situazione cosi grave da convincere tre pediatre – Silvia Palatron, Eva Temporin e Maria Tura – a gettare la spugna, Ad abbandonare il posto di lavoro. E lo hanno fatto allegando alla lettera di dimissioni che diverranno esecutive a fine luglio, trascorsi i tre mesi di preavviso – un vero e proprio sfogo rispetto a condizioni di lavoro allo stremo: «Turni serrati con maggior rischio di errore, dove errore significa mettere a repentaglio la vita dei bimbi e perdita dell’attività specialistica sviluppata con grandi investimenti» si legge nel messaggio rivolto alla Direzione dell’Usl Euganea. Il reparto al “Pietro Cosma”dovrebbe contare almeno dieci pediatri, ma ce ne sono solo sette e garantire le 24 ore di presenza si traduce in turni massacranti. Una carenza di personale medico che viene imputata anche alla scelta di mantenere due distinti reparti a Camposampiero e a Cittadella. «Mesi fa sono stati banditi dei concorsi ma non si è presentato nessuno» fa notare Alberto Villacara, rappresentante territoriale dell’Anaao che opera nell’ospedale di Camposampiero, «la verità è che il lavoro di medico ospedaliere non è più appetibile. Spesso si lavora in gravi carenze di organico con tassi di rischio clinico non più sostenibili. In corsia il personale è sempre più anziano, di medici giovani se ne vedono pochissimi. Rischiamo l’estinzione ma cosi significa mettere a repentaglio il servizio sanitario nazionale. La scelta delle colleghe pediatre è estrema, sintomo evidente di una frustrazione pesante e chiunque sottovalutasse la loro decisione commetterebbe un gravissimo errore. Questo urlo di dolore non rimarrà isolato perché la situazione è la medesima in quasi tutti gli ospedali». Ieri nel reparto di Pediatria e di Neonatologia nulla sembrava lasciar trasparire lo scossone provocato dalle dimissioni volontarie delle tre pediatre. «Il reparto sta funzionando regolarmente» ha dichiarato il primario Marco Filippone, «le persone che vanno via cercheremo di sostituirle al meglio. Di certo non ci sono state rotture tra noi medici, andiamo perfettamente d’accordo. Poi ognuno prende la sua strada, ognuno fa le sue valutazioni». Fino a fine giugno l’organico di Pediatria e Neonatologia non subirà mutamenti, sempre che nel frattempo non arrivino nuovi e insperati rinforzi.

Il Mattino di Padova – 30 marzo 2018

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