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Cane che abbaia: inquilini condannati perché non hanno impedito rumori molesti dell’animale

I Giudici di Piazza Cavour hanno statuito che risponde del reato di cui all’art. 659 c.p. chi non impedisce il molesto abbaiare del proprio cane

L’ art 659 c.p. recita al 1° comma che: “chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 309 euro” .

Segue il 2 comma che: “applica l’ ammenda da 103 euro a 516 euro a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’autorità”.

Tale tipo di reato si colloca tra quelli di pericolo per la caratteristica del bene da tutelare costituito dalla quiete pubblica e della tranquillità privata con particolare riguardo al riposo delle persone e al tranquillo svolgimento delle loro occupazioni

Elementi costitutivi del reato sono riassumibili nella condotta, di tipo commissivo od omissivo, idonea a determinare il disturbo delle occupazioni o del riposo e il dolo o colpa (elemento soggettivo).

Ai fini della punibilità del soggetto agente è necessario che la stessa sia astrattamente idonea ad arrecare un disturbo diffuso e generalizzato delle occupazioni e/o del riposo di una multitudine di persone, quantunque sia anche una sola persona a lamentarsene.

La vicenda vedeva coinvolta una coppia di coniugi che in seguito alla condanna del Tribunale di Salerno, per schiamazzi e rumori provocati dal suono del pianoforte e dell’abbaiare del loro cane che ne disturbavano l’ occupazione e il riposo di un vicino nelle ore pomeridiane proponevano ricorso per Cassazione.

Con la sentenza n. 44916 del 7 novembre 2013, i Giudici di Piazza Cavour hanno statuito che risponde del reato di cui all’art. 659 c.p. chi non impedisce il molesto abbaiare del proprio cane anche se custodito nella sua proprietà e ciò se l’accaduto viene confermato dall’intero condominio.

Una sentenza quest’ ultima che ha segna la prevalenza su quelle dettate a difesa del diritto esistenziale dell’ animale di abbaiare.

Leggi Oggi – 19 novembre 2013 

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