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Cani in partenza per le ferie. “Meglio farli abituare prima”. I veterinari: “Preparateli all’auto, riparateli dal sole e portate l’acqua”

Cristina Insalaco. Il numero dei cani che partono per le vacanze insieme ai loro proprietari è in costante aumento, ma non sempre i cani amano viaggiare. A volte Fido non si sente tranquillo, o preferirebbe starsene comodamente sul divano. «Per questo è importante prepararlo ai viaggi: se si parte in auto, il consiglio è quello di abituarlo per tempo con percorsi brevi in città, prima di portarlo con voi per le ferie», dice Anna Rita Soncin, medico veterinario comportamentalista. Durante il tragitto verso il mare fate parecchie soste, oscurate i vetri posteriori per evitare che il cane abbia i raggi solari sul muso, e non dimenticate le bottigliette d’acqua per rinfrescarlo. «Se per spostarvi scegliete il treno, abituate Fido alla museruola, al trasportino, e a sopportare i rumori forti – prosegue Soncin – mentre per i lunghi viaggi in nave o in aereo potete rivolgervi al veterinario per dare all’animale alcuni rimedi naturali».

Per andare all’estero con un quattro zampe è poi necessario avere una regolare documentazione fornita dai Servizi Veterinari. I cani, gatti e furetti devono essere dotati di microchip, registrati all’anagrafe regionale e vaccinati contro la rabbia per poter ottenere il passaporto comunitario. «Si richiede all’anagrafe canina, ma solo dopo aver fatto l’antirabbica – spiega Cesare Pierbattisti, medico veterinario -. È? una procedura che richiede un certo tempo, ed è indispensabile non attivarsi all’ultimo minuto e contattare in anticipo il proprio veterinario».

Per gli spostamenti vanno anche verificate le richieste delle compagnie aeree, di navigazione e delle ferrovie: ci sono regole precise che cambiano in base al peso dell’animale e all’eventuale trasportino. E per non andare incontro a sgradevoli sorprese bisogna informarsi sulle leggi per l’espatrio, perché le norme non sono le stesse nei diversi Paesi. Qualche esempio? In Finlandia il cane deve essere trattato preventivamente contro la tenia, in Sudafrica gli animali devono essere testati per alcune malattie e in Giappone Fido non entra se ha meno di quattro mesi. E se in Israele non possono varcare i confini i Pitt Bull e Bull Terrier, in Norvegia è vietato l’ingresso allo staffordshire terrier americano e al dogo argentino.

LaStampa – 2 agosto 2017

 

 

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