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Cansiglio, troppi cervi. La Regione recinta anche i boschi

Troppi cervi in Cansiglio, si sono recintate le aziende agricole, ora lo farà anche la Regione per proteggere i boschi. Il filo spinato comparirà intorno agli appezzamenti di bosco più pregiato, ad incominciare dagli abeti bianchi. La misura è stata decisa dall’ente “Veneto Agricoltura” ed avrà costi molto elevati: circa 50 mila euro ad ettaro.

D’altra parte, difendersi altrimenti dagli ungulati che, dopo aver distrutto per anni i pascoli, ora si stanno mangiando il sottobosco, impedendo di fatto il rinno, non è possibile. Ancora due anni fa era stata decisa la caccia di selezione: 400 cervi l’anno da abbattere, per un triennio, sugli oltre 2 mila presenti. Dopo molti rinv ii, la primavera scorse le massime autorità regionali hanno deciso di rinunciare al piano, incontrando il plauso degli ambientalisti e degli animalisti, che avevano minacciato di far ricorso all’Ue contro la mattanza. L’altro ieri, i sindaci di Fregona, Tambre e Farra d’Alpago hanno incontrato alcuni funzionari regionali per rappresentare l’urgenza di rimettere mano al piano di caccia, ma, tagliando la testa al cervo, pardon al toro, Veneto Agricoltura ha deliberato un intervento più soft. Le aziende zootecniche del Cansiglio hanno provveduto ancora l’anno scorso a recintarsi; lo faranno anche le ultime 3. Intanto il sindacato Anpa protesta per il mancato risarcimento. «Doveva essere di 110 mila euro soltantoi per il 2010, la Regione l’anno scorso aveva deliberato di anticiparci 40 mila euro, ma fino ad oggi non è arrivano neppure un euro» protesta Paolo Casagrande, coordinatore del sindacato. Sull’altopiano del Cansiglio, intanto, si sta materializzando un altro problema: è quello del Golf Club. I sindaci, riunitisi appunto l’altro giorno, hanno sollecitato la Regione a sottoscrivere la convenzione con la società di gestione dell’impianto, perché altrimenti questa sarà costretta a rinunciare agli investimenti necessari con la conseguenza che i soci potrebbero prendere il largo per i golf di Cortina o di Asolo. Il rinnovo della convenzione è stato deciso ancora nel 2009 ma fino ad oggi non è avvenuto, probabilmente perché la Regione intende alienare quanto meno la “Casa del golf”, insieme all’Hotel San Marco e al Rifugio Sant’Osvaldo. Ma i soci delle 18 buche dispongono già dell’autorizzazione a mettere in sicurezza l’impianto e a ristrutturare la “house”; necessità impellente, questa, perché sono sempre più numerosi gli appassionati che salgono in Cansiglio per giocare. «Se dovesse chiudere il Golf Club», anticipa Giacomo de Luca, sindaco di Fregona, «sarebbe la fine dell’altopiano». L’11 novembre il popolo ambientalista ritornerà in Val Palantina per rilanciare il no al collegamento sciistico con il Piancavallo e alla privatizzazione del Cansiglio. Ancora una volta saranno Vittorio De Savorgnani e Michele Boato a guidare la protesta. Ben una dozzina le associazioni che firmano il tradizionale appuntamento.

La Tribuna di Treviso – 1 novembre 2012

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