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Cassazione. Costa caro al capo circolare con l’auto aziendale

Il legale rappresentante di una società che viene pizzicato dalla polizia mentre circola gravemente alterato dall’alcol o dalla droga rischia la confisca definitiva del mezzo aziendale. Lo ha confermato la Corte di cassazione, sez. IV pen., con la sentenza n. 27062 del 10 luglio 2012.

Un conducente palesemente alterato dall’alcol ha provocato un incidente stradale e per questo è stato condannato dal tribunale di Genova ai sensi dell’art. 186, comma 2°, lett c) del codice della strada.

Contro la conseguente mancata applicazione della confisca obbligatoria la procura ha proposto con successo ricorso in cassazione. In effetti un veicolo intestato ad una società e condotto dal suo legale rappresentante deve ritenersi appartenente al conducente. Per questo motivo la sanzione amministrativa accessoria della confisca deve essere applicata anche quando alla guida di un veicolo aziendale si trova il legale rappresentante della società. In buona sostanza in questo caso il mezzo, benché formalmente intestato alla società, deve ritenersi appartenente al trasgressore e quindi sottoponibile alla confisca in caso di grave alterazione alcolica dello stesso conducente.

ItaliaOggi – 23 agosto 2012

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