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Governance. Cda snello, più vigilanza: così cambiano Inps e Inail

Il progetto del ministro Fornero per la gestione dei due enti. Il testo conferisce più forza al ruolo di controllo del ministero vigilante che potrà esprimere anche due tecnici nel Cisv

Un consiglio di amministrazione con tre membri, uno dei quali è anche presidente e amministratore delegato mentre il secondo ha il ruolo di vicepresidente vicario. Un consiglio di indirizzo strategico e vigilanza dove siedono i rappresentanti delle parti sociali (Cisv al posto dell’attuale Civ) dimezzato nel numero dei suoi componenti (da 24 a u), ma rafforzato nei poteri e un direttore generale dotato di maggiore autonomia e responsabilità gestionali. E questo il nuovo modello di governance per Inps e Inail che emerge dal documento del “gruppo di lavoro” voluto dal ministro Elsa Fornero e coordinato dal bocconiano Giovanni Valotti, insieme con Bruno Bove e Carmine Volpe. Il testo, pubblicato sul sito del ministero, lascia aperta l’alternativa di un organo con la responsabilità di indirizzo amministrativo monocratico (il presidente), ma nella proposta finale, che arriva al termine di un documento corposo (88 pagine) e dopo una disamina dei modelli di governance degli istituti assicurativi e previdenziali pubblici di cinque paesi europei, si orienta decisamente per il ritorno di un cda sia pure in versione “leggera”, bilanciato da un rafforzamento anche del potere di controllo del ministero vigilante che, oltre a essere presente come di consueto con propri rappresentanti sia nel collegio dei sindaci (che scende da 9 a 5, o in alter-nativa 3 membri), ha due tecnici anche nel Cisv. Nel documento messo a punto da Valotti, che in passato aveva svolto diverse consulenze per i vertici Inpdap fino alla realizzazione del piano industriale presentato dal vecchio presidente Paolo Crescimbeni, si indugia per lunghi tratti sul modello delle Agenzie fiscali, ma alla fine prevale la considerazione della “specificità” di questi due enti pubblici attorno ai quali, negli ultimi anni, sono stati costituiti i poli assicurativo e previdenziale nazionali. Ora si tratta di capire se eco-me i risultati di questa istruttoria tecnica verranno presi in considerazione dal legislatore. Il ministro per il momento non ha espresso un suo punto di vista sulla giusta via di uscita-ritenuta necessaria anche dalle parti sociali – dalla stagione dei presidenti-commissari che si è aperta nel 2008.11 mandato dell’attuale presidente dell’Inps è stato prorogato con il “salva Italia” fino alla fine del 2014, mentre il presidente dell’Inail, Massimo De Felice, è a inizio mandato. Sulla scelta che verrà fatta in Parlamento incombono diversi fattori, a partire dalla totale incertezza sulla volontà della “strana maggioranza” che sostiene il Governo di procedere entro l’anno su questo dossier. Il salvataggio deciso ieri in Senato della Covip, che doveva essere soppressa insieme all’Isvap per dare vita all’Ivarp, un unico istituto di vigilanza sulle assicurazioni e i fondi previdenziali, non promette bene. E diverse settimane fa il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, aveva detto chiaramente che in questa fase «non rappresenta una priorità» il cambio della governance degli enti previdenziali. Altra incognita aperta è il piano di integrazione dell’ex Inpdap in Inps. Dopo la nota di qualche giorno fa con le «ulteriori indicazioni» inviata dal ministro ai vertici dell’Inps sui criteri da seguire per l’accorpamento, ora si attende il piano industriale finale, messo a punto dal direttore generale, Mauro Noni. Ma per procedere bisogna ancora aspettare la chiusura del bilancio Inpdap (doveva avvenire entro marzo) e il governo con il decreto spending ha nominato un commissario ad acta per assicurarsi che la cosa avvenga in tempi brevi. Poi seguiranno i necessari decreti ministeriali, le vere “chiavi di avviamento” di un processo che, stando ai piani di inizio annodi Antonio Mastrapasqua, avrebbe potuto arrivare a una prima significativa fase di attuazione entro novembre.

Il Sole 24 Ore –30 luglio 2012

 

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