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Cervi in Cansiglio: Pettenò (FSV), l’inerzia della politica non può essere risolta con gli abbattimenti

Con una nota il consigliere regionale della Federazione della Sinistra Veneta, Pietrangelo Pettenò, interviene sulla questione dei cervi in Cansiglio, sostenendo che, prima di sentire le opinioni dei politici, nessuno escluso, sarebbe necessario sentire la voce del mondo scientifico.

“La questione dell’abbattimento dei cervi in Cansiglio – scrive l’esponente della FSV – si ripresenta periodicamente e assume quasi sempre un carattere politico, di scontro fra fazioni, piuttosto che assumere un rilievo scientifico, di analisi della situazione e della ricerca della migliore soluzione da adottare”. Pettenò si domanda come non sia possibile avere dati certi sulla presenza dei cervi e ci si debba invece affidare a dei singoli, magari ripetuti, casi di danni per invocare un abbattimento generalizzato quasi a voler fronteggiare un “flagello animale”. Per il consigliere regionale, prima di ogni soluzione, ci vorrebbe un’attenta analisi sulla quantità e sull’abitudine di questi animali, accompagnata anche da una seria riflessione sulle politiche di tutela e gestione di quelle aree ambientali e naturali, non solo della foresta demaniale, ma di tutta l’area del Cansiglio. Aspetto, questo, non secondario, perché per Pettenò anche questa vicenda denota la poca attenzione nei confronti di una politica di tutela ambientale e sociale di un’area così importante come il Cansiglio, che “meriterebbe da tempo – sostiene – un governo unitario, ambientalmente e socialmente sostenibile. Se mi sbaglio, – scrive nella nota – si venga in commissione consiliare, come chiede il maggiore gruppo d’opposizione in Regione e si portino i dati. Con i dati in mano si potranno vagliare tutte le soluzioni possibili. Ma tutte però, senza scartarne nessuna e senza subire pressioni da qualsivoglia parte. E’ evidente che anche su questi temi vi sono sensibilità e approcci diversi, – ribadisce l’esponente della FSV – ma almeno si riparta da un’analisi seria e scientifica del problema, facendo esprimere chi è competente in materia, chi ha studiato queste materie e da anni lavora in questo settore. Senza questa premessa – conclude Pettenò – il rischio è che tutto si trasformi nella solita querelle politica, che sicuramente appassiona per i risvolti che si porta dietro (Zaia contro Tosi, Reolon e Azzalin con Tosi, Pettenò con Zaia…..), ma di certo non potrà risolvere la questione della presenza degli animali in un’area ambientale sempre più compromessa dagli usi umani, più consoni ad un ambiente urbano, che ad un habitat ambientale”.

27 agosto 2013 – Quotidiano sanità

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