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Circolare di Flor alle Usl: “Potenziare gli hub, le linee vaccinali e il personale. Il booster va fatto a 120 giorni dalla terza dose”

Il Corriere del Veneto. Nuova accelerata della macchina organizzativa vaccinale del Veneto, che si prepara a somministrare la quarta dose di anti-Covid anche agli over 60 (sono 558.454) e ai soggetti dai 12 anni in su colpiti da malattie respiratorie, cardiocircolatorie, neurologiche, epatiche, del sangue o cerebrovascolari, diabete, disabilità o obesità grave, fibrosi cistica, sindrome di Down. Dopo il via libera dell’Agenzia europea del Farmaco (Ema) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), lunedì sera il ministero della Salute ha inviato alle Regioni la circolare che raccomanda (non obbliga) questo secondo richiamo anche alle due categorie citate, oltre a over 80, ospiti delle Rsa, immunodepressi e pazienti fragili (in tutto in Veneto sono 474.814), per i quali è già previsto dallo scorso aprile.

E così ieri il direttore generale della Sanità in Regione, Luciano Flor, a sua volta ha allertato le nove Usl, le due Aziende ospedaliere di Padova e Verona e l’Istituto oncologico veneto con una nota che dispone: il potenziamento dei Centri vaccinali e delle linee di somministrazione; la scelta tra proporre agli utenti l’accesso libero o la prenotazione sul portale regionale a seconda del livello di adesione all’offerta; il coinvolgimento attivo dei farmacisti e dei medici di famiglia, questi ultimi soprattutto per la vaccinazione a domicilio dei pazienti più deboli. “Si evidenzia altresì l’importanza di completare tempestivamente la somministrazione del secondo booster agli ospiti delle strutture sociosanitarie territoriali scriveFlor ai direttori generali -. Le Aziende sanitarie dovranno dare ampia diffusione alla raccomandazione vaccinale e alle modalità di accesso sui canali comunicativi a disposizione (i siti Internet, i Social, i Distretti, ndr). Si ribadisce infine la priorità assoluta di mettere in massima protezione tutti i soggetti che non hanno ancora ricevuto nè il ciclo di vaccinazione primaria nè la terza dose e per i quali la stessa è già stata raccomandata”. Tutto ciò, sottolinea ancora il dg della Sanità riprendendo la circolare ministeriale, “tenuto conto dell’aumentata circolazione virale, associata alla crescita dell’occupazione dei posti letto nelle aree mediche e in minor misura delle Terapie intensive, e in virtù delle evidenze disponibili sull’efficacia della quarta dose nel prevenire le forme gravi di Covid-19, sostenute dalle varianti maggiormente circolanti”. In effetti ieri il Veneto ha raggiunto il record di contagi in questa quinta ondata, 13.975, oltre a piangere 14 vittime e a registrare un’ulteriore impennata di ricoveri: 905 in area medica (+53) e 46 (+7) in Terapia intensiva. Se dunque già da giorni davanti agli hub vaccinali, e nonostante la prenotazione, si formano lunghe code di aspiranti alla quarta dose, le nuove disposizioni rischiano di aggravare la situazione.

“Ogni Usl si sta gestendo per rispondere al meglio alle richieste – spiega Manuela Lanzarin, assessore alla Sanità e al Sociale – chi attivando o riattivando più presidi o più linee, chi aumentando il personale. Intanto Azienda Zero sta lavorando per aggiornale il portale di prenotazione https://vaccinicovid.regione.veneto.it/ con la nuova voce riservata appunto agli over 60 e ai cittadini ad elevata fragilità sopra i 12 anni. Per queste due categorie l’accesso scatterà nel giro di due giorni, appena cioè la determina dell’Agenzia italiana del Farmaco sarà pubblicata in Gazzetta ufficiale, ma come gli altri aventi diritto alla quarta dose potranno assumerla solo dopo 120 giorni dalla terza o dalla guarigione dopo la terza dose. A seconda dell’affluenza ogni Usl potrà disporre l’accesso libero o con prenotazione – continua Lanzarin – abbiamo previsto un’organizzazione flessibile e modulabile. Quanto ai medici di famiglia, potranno essere affiancati dalle ex Usca, Unità speciali di continuità assistenziale, diventate Uca, Unità di continuità assistenziale, e pagate non più dallo Stato ma dalle Regioni. Non abbiamo infine problemi di rifornimento di vaccini Pfizer Biontech e Moderna, i soli utilizzabili per le terze e quarte dosi”.

I medici di famiglia sono disponibili, anche se un po’ in affanno. “Ogni anno uno dei nostri obiettivi principali sono proprio le vaccinazioni – assicura Maurizio Scassola, segretario regionale della Fimmg, sigla di categoria – quindi non è in discussione nemmeno la somministrazione del secondo booster, in particolare ai pazienti non deambulanti. Metteremo a punto l’organizzazione nella riunione del Consiglio regionale Fimmg prevista per i prossimi 20 e 21 luglio. Nel frattempo delle Uca non abbiamo notizia – rivela il rappresentante dei medici di base – ogni Usl le starà programmando per conto proprio, ma da quanto ci è dato sapere non sono ancora operative. Mi auguro che la Regione ci convochi a breve per chiarire la situazione, perché ovviamente siamo i primi ad essere interessati ad averle in supporto”. E’ stata prorogata la convenzione con la Regione, che prevede un compenso e la fornitura di dosi, così come per i farmacisti. “Siamo già coinvolti nella somministrazione della quarta dose agli over 80 senza patologie pregresse, perché noi non possiamo trattare i pazienti fragili – illustra Andrea Bellon, presidente di Federfarma -. Sono pochi, perciò negli ultimi due mesi l’attività si è ridotta ma adesso, con l’ampliamento della platea eleggibile al secondo booster, sicuramente riprenderà con altri ritmi”.

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