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Clima ostile a Mestre per Fornero, ministro diserta convegno

Dalla Digos la segnalazione di una possibile contestazione. E il ministro non si presenta. Castro (Pdl): in Italia impossibile parlare serenamente di lavoro

VENEZIA — L’allerta è arrivata dalla Prefettura e dalla Digos fin da sabato, quando si era sparsa la voce che al convegno organizzato dall’Ebav a Mestre sarebbe intervenuto il ministro del Welfare, Elsa Fornero. I segni erano che i centri sociali di Mestre e dintorni sarebbero stati pronti per una forte contestazione. La segnalazione è arrivata a Roma, nessuno ha detto al ministro di rimanere al ministero e di disertare il convegno, seppure per sicurezza. Ma la decisione è stata quella. «Avrebbe voluto dire militarizzare e blindare il convegno per tutt’e due le ore — spiega il senatore del Pdl Maurizio Castro, relatore anche lui al convegno, sotto scorta dalla fine degli anni ’90—e per evitare questo disagio ai partecipanti e il rischio incidenti, il ministro ha deciso di partecipare collegata in video, ma senza venire fin qui. Nel collegamento il ministro ha chiesto scusa e si è detta dispiaciuta di non aver potuto essere presente, ma l’ha spiegato come un gesto di gentilezza nei confronti del convegno ».

Il clima, insomma, avrebbe potuto essere molto ostile. Conferma Donato Pedron, presidente regionale dell’Ebav (l’ente bilaterale regionale per il settore dell’artigianato): «La presenza del ministro avrebbe creato un po’ di agitazione — racconta — così si è preferito fosse collegata con noi via Torino. Se la Digos ha ritenuto di sollevare questi dubbi, evidentemente qualche pericolo c’era». Eppure il ministro avrebbe voluto esserci. Anche per ringraziare personalmente Castro e il senatore del Pd Tiziano Treu, che hanno lavorato alle modifiche della riforma del lavoro «come una coppia di fatto», ha scherzato la Fornero, che ha elogiato il modello veneto: «Se il vostro modello funziona va esportato—ha spiegato il ministro riferendosi all’Ebav —. Le buone pratiche devono essere portate a patrimonio comune in tutto il Paese e ringrazio Treu e Castro per aver insistito a introdurre nella riforma la straordinaria esperienza di sussidiarietà veneta.

La riforma del lavoro potrà registrare “aggiustamenti in corso d’opera”. Sarà necessario monitorare tutti gli elementi di novità alla loro prova pratica senza precludere aggiustamenti e modifiche se i risultati non dovessero essere all’altezza delle aspettative». «Grazie all’azione intelligente di Treu e Castro — ha spiegato Pedron — a Roma hanno capito cos’è la bilateralità. Il loro merito è di aver fatto eliminare quelle parti della legge che avrebbero penalizzato la bilateralità veneta. L’evento doveva servire per indicare a tutti che questa è la strada da percorrere». Sull’assenza del ministro ha spiegato il contesto ancora Castro: «In Italia non si riesce a parlare di lavoro serenamente. E questa è una specificità tutta del nostro Paese, fatta eccezione per la Grecia. Il terrorismo sceglie da sempre come arena il terreno del lavoro. L’Europa sa che in Italia se si modernizza per davvero lo si fa per davvero. Sapevano che una riforma come quella dell’articolo 18 avrebbe avuto una valenza simbolica. Di qui la grande soddisfazione con cui l’Europa ha voluto sottolineare il risultato della riforma sul lavoro, molto più che in Italia».

Corriere.it – 3 luglio 2012

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