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Coldiretti al Governo: si approvi la norma salva-mozzarelle

Dopo la minaccia dello sciopero della mozzarella di bufala campana Dop, annunciato dal Consorzio, per protestare contro l’obbligo di due linee produttive separate per mozzarella di bufala e altri prodotti caseari che scatterà il 1° luglio prossimo, sulla vicenda, che rischia di avere pesanti ripercussioni su un prodotto simbolo del made in Italy, è scesa in campo la Coldiretti.

L’organizzazioni agricola guidata da Sergio Marini ha chiesto al governo di approvare la «norma salva-mozzarella» nel prossimo Consiglio dei ministri. La proposta è di dare una «giusta interpretazione» alla legge. E secondo la Coldiretti l’obiettivo da perseguire è di esentare dall’obbligo di separazione delle linee i «produttori che lavorano esclusivamente latte di bufala proveniente da allevamenti inseriti nel sistema di controllo della Mozzarella di bufala campana Dop».

Mobilitazione per un prodotto simbolo del made in Italy

Secondo la Coldiretti infatti per chi avvia la produzione di mozzarella di bufala Dop e utilizza solo latte e cagliate bufaline «non costituisce certo contraffazione l’eventuale produzione in quello stesso stabilimento per motivi tecnici o commerciali di formaggi o mozzarelle di bufala non a denominazione di origine, seppure realizzati con latte e cagliate destinate in partenza alla produzione Dop». La Coldiretti dunque chiede un’interpretazione della norma finalizzata a proteggere la mozzarella griffata evitando però il blocco di un prodotto che «racchiude in sè i valori dell’identità, della cultura locale e del territorio che vanno difesi e tutelati». «Si tratta di un provvedimento necessario – ha aggiunto il presidente della Coldiretti della Campania, Gennaro Masiello – per difendere un sistema produttivo che vale circa mezzo miliardo di euro all’anno e dal quale dipende il futuro di quasi millecinquecento allevatori impegnati ma che è anche e soprattutto un volano per l’economia e l’occupazione del Mezzogiorno».

Qualche giorno fa il Consorzio di Tutela aveva denunciato i rischi di abbandono della produzione certificata a vantaggio di prodotti di qualità e costo inferiori.

Petizione on line per salvare il famoso latticino

Per questo il Consorzio aveva lanciato addirittura una petizione on line per salvare un prodotto tipico del Sud. Perchè con la nuova norma, secondo il Consorzio, molti caseifici sarebbero spinti a dedicarsi alla produzione di formaggi non certificati non essendo nelle condizioni di realizzare un secondo stabilimento per la Dop.

Un business che vale 320 milioni

Secondo il Consorzio di tutela, sono 111 i caseifici certificati e circa duemila le aziende agricole specializzate per un totale di 280mila capi allevati. Il business della mozzarella di bufala Dop nel 2012 è stato di 320 milioni di euro, in linea con quello raggiunto nel 2011.

Il sole 24 Ore – 4 aprile 2013

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