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Cologna. Abitazioni invase dai pavoni, residenti sul piede di guerra

Esposto in municipio delle famiglie di via Croce esasperate dai rumori e dalle visite dei volatili del confinante. I 25 esemplari dell´allevamento fuoriescono spesso dalla corte disabitata in cui sono custoditi e disturbano il sonno dei vicini

L´allevamento di via Croce dove sono custoditi i 25 pavoni che stanno creando disagi ai … Notti insonni e visite sgradite nel cortile di casa. Un allevamento di pavoni, situato al civico 25 di via Croce nella prima periferia del paese, sta esasperando una decina di famiglie colognesi, che hanno deciso di presentare un esposto in Comune. «Basta, non ne possiamo davvero più», hanno riferito.

«Nell´ultimo anno quegli uccellacci si sono moltiplicati all´eccesso e ci stanno rendendo la vita impossibile». La caratteristica più evidente di questi volatili, infatti, non è soltanto la maestosa ruota degli esemplari maschi ottenuta aprendo le lunghe piume verdi della coda, ma il loro verso insistente e rumoroso, il paupulare, che rompe il silenzio e la quiete della campagna, soprattutto alle prime luci dell´alba. Non solo. Sebbene si tratti perlopiù di animali camminatori, come i fagiani, i pavoni sono in grado di volare per brevi tratti e di superare le recinzioni delle case. «Al mattino, quando c´è ombra nel nostro giardino, vengono in esplorazione nella nostra corte, danneggiando le aiuole», riferisce un vicino. «Il nostro cane inizia ad abbaiare con insistenza e noi non sappiamo come fare per scacciarli».

L´allevamento si trova in una vecchia corte rurale disabitata, al bivio di via Croce, subito prima della rotonda di Sant´Apollonia. L´abitazione e il cortile versano in cattive condizioni e avrebbero bisogno urgente di una sistemazione. Inoltre, nell´area cementata che circonda la casa regna un gran disordine. Tuttavia, in questo luogo, che a prima vista potrebbe sembrare inospitale, anatre, oche, polli e pavoni hanno trovato l´habitat ideale per vivere e riprodursi.

Mentre i gallinacei sono perlopiù chiusi in un recinto, i pavoni sono liberi di scorrazzare nel cortile e nel campo retrostante l´abitazione. Fino ad un paio di anni fa gli uccelli dalle lunghe piume erano in numero limitato, ultimamente hanno raggiunto invece le 25 unità ed iniziano a costituire un problema. Fortunatamente non hanno l´abitudine di appollaiarsi in via Croce, altrimenti potrebbero diventare un pericolo per gli automobilisti in transito.

In seguito alla segnalazione dei confinanti, il dirigente veterinario del Distretto 4 Mario Facchetti ha compiuto un sopralluogo in zona. Il professionista ha accertato «che l´area presenta un notevole degrado ambientale e che i pavoni sono distribuiti in vari punti dell´insediamento». Quindi ha ricordato che, in base al decreto regionale numero 152 del 2006, negli allevamenti rurali i volatili devono essere collocati «all´interno di un´area esclusiva e delimitata da una recinzione metallica con un´altezza di 1,5 metri».

A seguito dei rilievi mossi dal veterinario, il responsabile dell´ufficio tecnico di Cologna ha emesso un´ordinanza nei confronti del proprietario degli animali, Nicola Fabbris, disponendo che «si proceda ad un´accurata pulizia dell´area di pertinenza dell´allevamento rurale».

In secondo luogo, dovrà essere costruita «una voliera dalle dimensioni tali da permettere ai pavoni il corretto movimento proprio della specie, ma allo stesso tempo in grado di impedire ai volatili di vagare al di fuori della zona loro destinata». In alternativa, si propone di allontanarli in un luogo idoneo. Facchetti ha anche suggerito di diminuirne il numero abbattendoli, secondo le modalità consentite dalle leggi sanitarie. Per risolvere il problema dei rumori molesti, invece, sembra non esserci alcuna soluzione.

Il titolare dell´allevamento – che risiede a Lonigo, in provincia di Vicenza, ma che due volte al giorno si reca a Cologna per portare cibo e acqua alle sue bestiole – si mostra sorpreso dai provvedimenti assunti nei suoi confronti. «È vero, la situazione mi è sfuggita di mano», ammette. «I pavoni si sono moltiplicati oltremisura, ma sono sempre stato disponibile nei confronti dei vicini. Infatti ho già provveduto ad affidare ad alcuni conoscenti una decina di esemplari».

«Entro la fine di settembre», aggiunge, «farò costruire la voliera e sistemerò la corte, però rimane il dispiacere per un´azione così dura. L´amore per gli animali dovrebbe far superare certe questioni e mitigare gli animi. Nella corte i pavoni ci sono sempre stati; li aveva mio padre e li ho voluti mantenere anch´io. Fanno parte da secoli della nostra tanto decantata cultura contadina».

L’Arena – 4 settembre 2012

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