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Conflitto di interessi all’Efsa. Si dimette il presidente del cda Banati. Da Parlamento europeo stop a bilancio 2010 Agenzia

1a1a1_asede_efsaDiana Banati aveva accettato di guidare la lobby industria Ilsi. L’ennesimo caso di “porte girevoli” nell’Authority per la sicurezza alimentare. La scienzata ungherese Diana Banati, presidente del cda dell’Efsa, è stata costretta a dare le dimissioni per aver accettato il posto di direttore esecutivo e direttore scientifico di una fondazione europea finanziata dall’industria agroalimentare e biotecnologica, l’Ilsi (International life sciences institute). Banati era già da tempo membro del board e del consiglio scientifico dell’Ilsi, come ricorda un comunicato dell’istituto, che dà la notizia della sua nomina omettendo bizzarramente di menzionarne l’esperienza professionale nell’Efsa. Il giorno seguente il Parlamento europeo non ha approvato il bilancio 2010 dell’Agenzia.

Si tratta, per l’Efsa, come ricorda un’agenzia stampa da Bruxelles, dell’ennesimo caso di conflitto d’interessi secondo il meccanismo delle ‘revolving doors’ (porte girevoli), per cui persone legate all’industria vengono nominate in varie posizioni nell’authority europea e vi lavorano per un certo periodo avendo la possibilità di influenzarne le decisioni a favore degli ex datori di lavoro.

Il meccanismo può funzionare anche nell’altro senso, con gli esperti che passano senza soluzione di continuità dall’Efsa all’industria, lasciando adito al sospetto che siano stati premiati per certe decisioni prese in passato a favore dei nuovi datori di lavoro.

Il codice etico adottato dal Consiglio di amministrazione dell’Efsa impone a tutti i membri di considerare i possibili effetti sull’opinione pubblica di tutti gli aspetti della loro vita professionale e privata, in particolare per quanto riguarda tutte le attività che possonogettare ombre sulla loro indipendenza, anche rispetto a potenziali conflitti di interesse.
I membri del Consiglio non devono quindi assumere posizioni o interessi incompatibili con il loro ruolo. Il codice di condotta prevede che, dato il carattere pubblico della loro funzione, i membri si comportino in modo da preservare la fiducia del pubblico nei confronti dell’Autorità.

Presidente dal 2008, la scienziata ungherese era stata protagonista di una accesa polemica riaguardo all’indipendenza dell’Efsa in merito alla valutazione scientifica degli Ogm.

Domani, a Bruxelles, la plenaria del parlamento europeo voterà se posporre o meno il consuntivo di bilancio 2010 dell’Efsa e di due altre agenzie distaccate dell’Ue (l’agenzia del farmaco, Emea, e quella dell’ambiente, Eea), proprio per sanzionare i diversi casi di conflitto d’interessi che sono stati riscontrati nella loro gestione. Uno dei casi citati dalla realtrice, la liberale romena Monica Macovei, rigardava proprio Diana Banati.

Repubblica.it – 9 maggio 2012

Parlamento europeo non approva bilancio 2010 Efsa. Polemiche su conflitto interesse ex presidente Banati e costi cda

Stop al bilancio dell’Autorita’ europea per la sicurezza alimentare (Efsa): l’Europarlamento non ha approvato oggi i conti del 2010 dell’agenzia dell’Ue con sede a Parma. Al centro della decisione il recente caso di conflitto d’interesse che ha coinvolto l’ormai ex presidente del consiglio di amministrazione dell’Efsa, Diana Banati. Proprio ieri l’agenzia aveva chiesto, e poi accettato, le dimissioni della Banati, che aveva fatto sapere di accettare un incarico presso l’Ilsi, l’International life and science institute. Si tratta di un organismo, quest’ultimo, che raggruppa piu’ di 400 imprese tra cui Monsanto, Syngenta, Dupont, Nestle’ e Kraft. Il caso ha riaperto la controversia sulla piena indipendenza dell’Efsa in materia di valutazione scientifica degli organismi geneticamente modificati (Ogm). Ma il conflitto d’interesse della Banati non e’ stata l’unica ragione dietro la mancata approvazione del bilancio. Gli eurodeputati hanno fortemente criticato anche il costo medio del cda dell’Efsa, di oltre 92mila euro, e hanno chiesto ”tagli drastici”. Le altre agenzie dell’Ue hanno ricevuto tutte il via libera del Parlamento, con l’eccezione di quella per i medicinali con sede a Londra e di quella per l’ambiente di Copenaghen. L’Aula ha inoltre rinviato l’approvazione del bilancio del Consiglio Ue, con cui e’ in corso una discussione per permettere agli europarlamentari di controllare correttamente i conti. (ANSA – 10 maggio 2012)

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