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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Veneto. Consiglio di Stato: riaperta la caccia in deroga
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    Veneto. Consiglio di Stato: riaperta la caccia in deroga

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche2 Dicembre 2011Nessun commento4 Minuti di lettura
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    IL VERDETTO. Il Consiglio di Stato boccia la richiesta della Lac: i motivi «non scalfiscono» la decisione già presa dal Tar. Continua lo scontro tra Lega e Pdl-Confavi sulle responsabilità del blocco temporaneo

    La Regione vince un’altra battaglia sulla caccia in deroga. Rovesciando lo stop deciso la settimana scorsa “al buio”, cioè senza aver letto tutte le carte, il Consiglio di Stato ha respinto ieri la richiesta di della Lega anti-caccia dell’eurodeputato Andrea Zanoni (Idv) di sospendere la delibera. A un primo esame, scrivono i giudici, gli argomenti del ricorso non sono idonei «a scalfire le plausibili conclusioni alle quali è pervenuto il Tar».

    L’ASSESSORE E LA LEGA. «Di certo siamo di fronte all’ennesima vittoria della buona amministrazione con la quale la Regione ha gestito questa vicenda e ad una nuova conferma della correttezza degli atti assunti», commenta l’assessore regionale Daniele Stival, che ha ottenuto l’anticipo della discussione davanti ai giudici e attacca: «Questo dovrebbe far riflettere i tanti gufi che hanno svolazzato sulla vicenda, tentando di gettare addosso alla Giunta regionale ed al sottoscritto colpe ed errori che non ci sono mai stati, visto che i massimi organismi giurisdizionali italiani non ne hanno ravvisato l’esistenza». Stival ringrazia i tecnici regionali e «i nostri cacciatori, quelli veri e non i politicanti, che hanno avuto tanta pazienza e ci hanno sostenuto». L’assessore Roberto Ciambetti rende merito «al lavoro del collega Stival» e osserva: «Mi sembra che l’accanimento con cui ci si scaglia contro i cacciatori sia degno di ben altra causa: i cacciatori sono cittadini onesti, hanno la fedina penale pulita, e sono particolarmente controllati per poter esercitare la loro passione. Mi auguro che il gioco di interdizione contro la caccia in deroga, una sorta di persecuzione, ora finisca». E Federico Caner e Nicola Finco, capogruppo e consigliere della Lega: sulla caccia in deroga «in Consiglio regionale sono presenti ben due progetti di legge, uno presentato dalla Lega e uno dal Pdl», ma peccato che di queste due proposte normative non si sia fatto nulla». Per colpa, dicono della commissione preposta che è a guida Pdl. E attaccano anche l’on. Sergio Berlato (Pdl) che critica la Regione «senza aver fatto nulla in 10 anni per evitare le infrazioni dall’Unione europea al Veneto per la caccia in deroga nelle passate legislature».

    L’EURODEPUTATO PDL E LA CONFAVI. «Abbiamo l’ennesima dimostrazione della legittimità dell’impianto normativo che ha consentito l’applicazione del regime di deroga in Veneto dal 2002», commenta da parte sua l’eurodeputato Sergio Berlato (Pdl). «È evidente che ad essere inadatto è lo strumento che è stato utilizzato in Veneto per applicare le deroghe e non certo la legittimità delle deroghe», cioè la delibera e non la legge. E ricorda anche che la Lombardia, con la legge, non ha avuto alcuna sospensione. «Se in Veneto si fossero applicate anche quest’anno le cacce in deroga con legge, così come avvenuto dal 2002 al 2009, non ci sarebbero state né sospensioni della caccia e neppure nessun altro tipo di problema. Berlato ricorda a Zanoni che «l’Italia non è mai stata chiamata a pagare neppure un euro di multa per l’applicazione del regime di deroga in Veneto» e riserva una stoccata a Stival: «Ci auguriamo tutti che, dopo questa ennesima dimostrazione, l’assessore Stival, o chi prenderà il suo posto, possa far approvare le cacce in deroga con legge». Soddisfatti del verdetto, per il Pdl, anche Dario Bond, Davide Bendinelli e Costantino Toniolo. E Maria Cristina Caretta, presidente della Confavi, attacca più duro: «I cacciatori del Veneto sono stanchi di subire le conseguenze delle scelte sbagliate dell’assessore Stival. I problemi sono nati in Veneto quando si è deciso di applicare le deroghe con lo strumento sbagliato e cioè con delibera di Giunta anziché con legge, esponendo i provvedimenti ai prevedibili e strumentali ricorsi degli anticaccia. Mentre l’accoppiata Federlega (cioè Lega e Federcaccia) accusa ingiustamente l’on. Sergio Berlato di non essersi impegnato abbastanza a favore dei cacciatori, vogliamo ricordare che è grazie a lui se è stata approvata dal Parlamento la legge statale 221/2002 sulle deroghe» dopo che aveva ottenuto il sì dell’Ue.

    Il Giornale di Vicenza – 1 dicembre 2011

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