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Consiglio veneto approva assestamento bilancio

Ci sono volute quattro sedute per una manovra che assesta 49 milioni di euro. Le opposizioni: grave ritardo e nessuna risposta alle emergenze

(Arv) Venezia 23 novembre 2010 – Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato, con i 35 voti della maggioranza (e 21 voti contrari dell’opposizione), la manovra di assestamento del bilancio di previsione 2010, in discussione in aula dall’11 novembre scorso. Ci sono volute quattro sedute per approvare una manovra sulla quale si è consumato un braccio di ferro tra i gruppi di opposizione, che chiedevano di modificarne l’impostazione complessiva del provvedimento – che assesta 49 milioni di euro – per dare risposta alle esigenze prioritarie delle famiglie e delle aziende travolte dall’alluvione dei primi di novembre, e i rappresentanti della maggioranza che hanno difeso il disegno originario della Giunta. Alla fine l’assestamento è stato approvato mantenendo il fondo speciale di 35 milioni di euro da affidare a Veneto Sviluppo per garantire il credito alle piccole imprese venete, i 5 milioni di euro a copertura del deficit Arpav e le integrazioni per il trasporto pubblico locale (4 milioni) e i 3,3 milioni per le fondazioni liriche Arena di Verona e Fenice di Venezia. Unica variazione apportata rispetto alla proposta originaria è stato il maxiemendamento presentato dalla Giunta che ha fatto sintesi di alcune richieste puntuali evidenziate dal dibattito di quattro giornate: 250 mila euro per interventi di contrasto all’emergenza sociale, 100 mila euro per iniziative nelle aree dei servizi sociali, 150 mila euro per interventi a favore della famiglia, un milione e mezzo di euro a favore degli enti locali e delle comunità montane e due milioni di euro per la Protezione Civile (per piani di prevenzione ed emergenze sul territorio). Nella fase finale delle dichiarazioni di voto Laura Puppato, capogruppo del Pd, nel motivare il voto contrario del proprio gruppo, ha denunciato il ritardo con cui l’assestamento è arrivato in aula prospettando il pericolo che sia ormai materialmente impossibile spendere i soldi preventivati. La capogruppo del Pd ha inoltre criticato la scelta di non voler destinare nulla alla manutenzione del sistema idraulico e alla prevenzione del rischio idrogeologico. “Per le emergenze del territorio stiamo spendendo 170 milioni tra il 2009 e il 2010 – ha calcolato Puppato – unicamente per sanare e risarcire i danni causati negli ultimi dieci anni da fenomeni solo apparentemente eccezionali. E paghiamo inoltre 200 milioni di interessi su mutui passivi contratti per far fronte alle necessità emergenziali degli ultimi anni: tutti soldi che rincorrono l’emergenza, senza produrre alcun intervento strutturale”. “Siamo arrivati ad approvare un assestamento di bilancio – ha detto Raffaele Grazia motivando il voto contrario dell’Udc – che stanzia risorse come se l’alluvione non ci fosse stata, come se non ci fossero stati morti e 550 mila cittadini finiti sott’acqua, e nonostante l’Osservatorio sulla spesa regionale abbia reso di pubblico dominio le costanti riduzioni degli impegni per la difesa idraulica e la sicurezza del territorio operate negli ultimi sette anni”. Grazia ha inoltre criticato i consiglieri regionali del Pdl che, con il loro voto a favore alla manovra, hanno smentito il loro coordinatore regionale e sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti che, in materia di risarcimento danni agli alluvionati, aveva invitato tutte le istituzioni locali a fare la loro parte e ad evitare di prendersela sempre con Roma. “Questo assestamento di bilancio, invece – ha concluso Grazia – non dà neanche un euro agli alluvionati. E temo che il fondo che la Regione vuole istituire presso Veneto Sviluppo riesca a dare qualche risultato solo tra 3-4 anni e finisca per finanziare piccole imprese artigiane, come lavasecco e pasticcerie, che non hanno certo la capacità di trascinare il Pil”. Giudizio negativo anche da parte di Gustavo Franchetto, capogruppo dell’Italia dei Valori, che ha espresso forti dubbi sulla gestione del fondo di garanzia per le piccole imprese. “L’emendamento finale sul disagio sociale – ha annotato Franchetto – è figlio della società civile che ha lanciato un grido di aiuto a una politica distratta che non si era nemmeno accorta dell’emergenza povertà”. Per Franchetto dalla discusisone avvenuta sula manovra di assestamento trapela un “senso di smarrimento” della giunta Zaia e della sua maggioranza, incapaci di esprimere “un’idea sul futuro del nostro Veneto. Diego Bottacin di Verso Nord ha spiegato di votare contro la manovra “perché va a togliere risorse che in buona parte sarebbero già state erogate per la sicurezza idraulica e la prevenzione per spostarle in una operazione, quella del fondo di garanzia presso Veneto Sviluppo, che nella migliore delle ipotesi produrrà i propri benefici alla fine dell’anno prossimo, finendo per premiare i soli noti e lasciando in braghe di tela chi ha veramente bisogno”. Voto negativo anche da parte di Mariangelo Foggiato di Unione Nordest: “Questa non doveva essere una sessione ordinaria di bilancio – ha spiegato Foggiato – bisognava trovare il coraggio di dare una risposta a chi ha perso tutto o molto a causa dell’alluvione. Il voto di oggi ratifica lo scollamento profondo che esiste tra istituzioni e territorio, perché la Regione conferma di non essere vicina ai suoi cittadini e continua ad agire indisturbata seguendo le solite prassi, senza nemmeno riuscire a rivendicare una maggiore attenzione da parte dello Stato centrale”. Per Pietrangelo Pettenò della Federazione della Sinistra veneta la Giunta sta accumulando un pesante ritardo non solo sull’assestamento del bilancio 2010 ma soprattutto nel predisporre il bilancio di previsione 2011. “La manovra emendativa delle opposizioni per fortuna ha impegnato la Giunta a far fronte ai pesanti tagli alle politiche sociali dedicandovi 500 mila euro – ha aggiunto Pettenò – perché l’assessore competente Remo Sernagiotto non si era nemmeno accorto dell’urgenza”. Pettenò ha poi denunciato l’assenza, da parte della maggioranza, di un disegno di razionalizzazione e di riduzione degli sprechi e dei ‘carrozzoni’ da parte della maggioranza, l’incapacità di riorganizzare autorità e competenze troppo spesso sovrapposte e il deficit di programmazione e di spesa nel campo della difesa del suolo. “Questa manovra di assestamento non rappresenta una pagina positiva per la Regione – ha concluso Pettenò – l’unica cosa positiva è l’accordo raggiunto tra maggioranza, opposizione e Giunta che impegna a privilegiare nell’assegnazione delle risorse del fondo di garanzia le imprese che investono in sviluppo, in ricerca e in ‘green economy'”. Soddisfazione è stata espressa, invece, dagli esponenti della maggioranza. Dario Bond del Pdl ha evidenziato come la risposta tempestiva e operativa all’emergenza alluvione sia già arrivata dall’ordinanza governativa e dal relativo finanziamento di 375 milioni. Quanto alle prospettive del bilancio di previsione 2011 Bond ha avvertito colleghi di maggioranza e di opposizione sulla necessità di saper individuare le priorità e operare i tagli, perché “la coperta sarà corta per tutti, compresa la sanità”. Roberto Ciambetti, assessore regionale al Bilancio ed esponente della Lega, ha confermato che il bilancio 2011 non lascerà spazio a “tante fantasie” e dovrà invece individuare priorità e tagliare sprechi e servizi superflui, anche in sanità. “La prossima manovra – ha avvertito, riferendosi al preventivo 2011 – dovrà essere un bilancio di utilità nazionale, che spero riuscireno ad affrontare con la collanorazione responsabile di tutti”.

 

 

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