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Consiglio veneto approva nuove norme regionali in materia di addestramento e allenamento dei giovani cani

1a1a1_0GordonLo scorso 2 agosto, con 27 voti favorevoli, 6 contrari e 8 astenuti il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la proposta di legge presentata dalla Lega Nord (primo firmatario il consigliere Vittorino Cenci) che introduce nuove norme in in materia di benessere dei giovani cani. «In pratica – si legge in un comunicato – è previsto che su tutto il territorio regionale, ad esclusione delle aree protette e dei terreni di proprietà privata, per i quali sarà necessaria l’autorizzazione del proprietario, i giovani cani potranno svolgere attività di movimento. Si tratta – continua la nota – nelle intenzioni dei proponenti, di colmare una lacuna nell’ordinamento regionale, nel senso che, concorrendo a riconoscere alle specie animali il diritto ad una esistenza compatibile con le proprie caratteristiche».

«Biologiche, fisiologiche e etologiche, disciplina l’attività di movimento di giovani cani al fine di favorirne lo sviluppo fisico».

La norma prevede che a stabilire il limite di età entro cui i cani di ogni razza sono definiti giovani sia la Giunta regionale, sentito l’Ente nazionale per la cinofilia italiana (ENCI). Previste anche sanzioni per quanti violeranno le disposizioni di legge e quelle integrative dettate dalle province, sanzioni amministrative che vanno da euro 51,65 a euro 309,87.

L’iniziativa ha raccolto il plauso del Pdl, che ha partecipato con propri emendamenti. «Il testo originario della legge – aggiungono il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond e l’assessore regionale Elena Donazzan – rischiava di non dare le risposte necessarie ai tanti appassionati del migliore amico dell’uomo che pochi sanno essere potenzialmente sanzionabili per il semplice fatto di lasciar correre dei cuccioli liberamente». Da qui gli emendamenti presentati da Bond ed entrati nel testo definitivo: «In questo modo abbiamo dato pari dignità a tutti i cuccioli di cane, compresi i cani da caccia che altrimenti rischiavano di rimanere reclusi nei periodi non venatori, quindi per nove mesi all’anno».

Il testo della legge sul sito del Consiglio regionale del Veneto

18 agosto 2012

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