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Contagi e lezioni, nuove regole a settembre. Il 31 agosto terminano le norme emergenziali. Stop a Dad e organico aggiuntivo. A scuola con sintomi lievi, Ffp2 solo per i fragili

Partenza con sanificazione e ricambi d’aria In caso di peggioramento distanza di un metro dove possibile e mascherine

1 L’ingresso a scuola. In classe con sintomi lievi

In base alle indicazioni dell’Istituto superiore di sanità va vietato l’accesso a scuola solamente a chi presenta sintomi respiratori acuti, come tosse e raffreddore con difficoltà respiratoria, vomito (episodi ripetuti accompagnati da malessere), diarrea (tre o più scariche), perdita di gusto e olfatto, cefalea intensa. Se si ha la febbre sopra i 37,5° o un tampone positivo. Ciò significa che, all’avvio delle lezioni 2022/23, con sintomi di lieve entità, ad esempio la sola rinorrea (il raffreddore – condizione frequente negli alunni), e in buone condizioni generali, si potrà entrare a scuola e rimanere in classe. Se l’alunno è di età superiore ai 6 anni, occorrerà indossare la mascherina (chirurgica o Ffp2) fino alla risoluzione dei sintomi, igienizzarsi le mani, seguire l’etichetta respiratoria (vale a dire, coprirsi bocca e naso durante gli starnuti o la tosse utilizzando fazzoletti di carta da eliminare poi nel più vicino raccoglitore di rifiuti).

2 Mascherina Ffp2 solo per i fragili

La principale novità rispetto agli anni scorsi è che non ci sarà più l’obbligo generalizzato di indossare la mascherina a scuola per gli studenti sopra i 6 anni (per i bambini fino a 5 anni, la mascherina non è mai stata obbligatoria neppure all’inizio dell’emergenza coronavirus). Le Ffp2 restano solo per i fragili, alunni e componenti del personale scolastico che potrebbero sviluppare forme severe di Covid-19.

3 Ricambi d’aria. Apertura delle finestre

Una delle principali misure di prevenzione del Covid restano, secondo l’Istituto superiore di sanità, che lo ha messo nero su bianco, i ricambi d’aria frequenti, attraverso l’apertura delle finestre. Eventuali dispositivi aggiuntivi di sanificazione, purificazione e ventilazione delle aule e dei locali scolastici potranno essere presi in considerazione come misura integrativa. Prima, però, i presidi dovranno richiedere ai dipartimenti di Asl e Arpa di monitorare la qualità dell’aria. Solo dopo la loro valutazione, i dirigenti scolastici potranno rivolgersi agli enti locali proprietari degli istituti per installare i sanificatori.

4 Pulizia. Sanificazione periodica

Le autorità sanitarie confermano la necessità di una sanificazione ordinaria (periodica) e straordinaria in presenza di uno o più casi confermati di Covid.

5 Lezioni on line. Per ora scompare la Dad

Con il venir meno la normativa emergenziale (lo stato di emergenza in Italia è terminato il 31 marzo) scompare (per ora) la Dad. Questo significa che la presenza di casi di positività non interrompe in alcun caso lo svolgimento della didattica in presenza, né preclude la possibilità di svolgere uscite didattiche e viaggi di istruzione. Fino allo scorso anno, le lezioni on line scattavano dopo il quarto caso di positività. Adesso, non scattano mai.

6 Organico Covid. No a personale aggiuntivo

La fine dell’emergenza ha comportato anche il mancato rinnovo dell’organico aggiuntivo Covid, circa 55mila contratti tra docenti e personale tecnico-amministrativo (Ata), grazie al quale, nei mesi scorsi, si è potuto dare supporto alle scuole nella gestione delle attività sia didattiche sia amministrative. Per costoro, tuttavia, il cui rapporto di lavoro a tempo determinato è quindi scaduto il 30 giugno arriveranno i famosi 200 euro una tantum anti-inflazione (per accedere serve fare domanda all’Inps entro il 31 ottobre).

7 Personale no vax. Stop obbligo vaccinale

Un’altra conseguenza dell’addio alla normativa emergenziale è il venir meno (a partire dal 15 giugno scorso) dell’obbligo vaccinale per il personale della scuola, obbligo che ora rimane solo nella sanità, con l’effetto, pertanto, di far rientrare a scuola, a contatto con gli studenti (senza necessità di tamponi periodici – il cosiddetto green pass base) i circa 10mila docenti e personale tecnico-amministrativo “no Vax”. Come forse si ricorderà, fino al 15 giugno il solo personale docente non vaccinato non poteva essere a contatto con gli alunni, costringendo i presidi a impiegarli «in attività di supporto alla istituzione scolastica». Ora tutta questa normativa, viene meno; e quindi, dal 1° settembre, si torna tutti in classe.

8 Gestione dei positivi. Primo step l’isolamento

Finora uno studente positivo doveva seguire questo iter, fissato dalle precedenti normative sanitarie: alla prima comparsa di sintomi, era prescritta l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare o di un test antigenico auto-somministrato da ripetersi, se i sintomi persistono, al quinto giorno. Si rientrava a scuola con tampone negativo. Oggi valgono queste disposizioni: in caso di personale o alunno positivo in classe scatta l’isolamento, se lo studente è minorenne vanno chiamati i genitori. Il soggetto interessato raggiungerà la propria abitazione e seguirà le indicazioni del pediatra/medico di base, opportunamente informato. Per il rientro a scuola è necessario l’esito negativo del tampone al termine dell’isolamento previsto. Per i contatti molto stretti a scuola potrà essere prevista la quarantena, secondo le regole generali. Insomma, nelle scuole rimane la figura del referente Covid. Lo studente positivo, vaccinato, dovrà fare tampone dopo 7 giorni, e se negativo torna in classe. Se non è vaccinato, dovrà aspettare il decimo giorno, e fare il tampone.

9 Nidi e infanzia. Bolla se i contagi salgono

Anche per i più piccoli le regole sanitarie per il 2022/23 confermano la necessità di garantire la continuità scolastica in presenza e quella di prevedere il minimo impatto delle misure di mitigazione sulle attività scolastiche. A settembre, quindi, si parte con regole iniziali “soft”, con un sostanziale via libera in classe purché non si è positivi e non si hanno febbre o sintomi simil-influenzali. Se la curva dei contagi risale, disco verde ai gruppi stabili (le cosiddette classi “bolla”); distanziamento di 1 metro tra adulti; accoglienza e ricongiungimento ove possibile all’esterno; accesso alla struttura con accompagnamento da parte di un solo adulto; utilizzo di mascherine Ffp2 per tutto il personale scolastico (da modulare nei diversi contesti e fasi della permanenza a scuola).

10 Gli scenari. Doppio livello di misure

Le regole dell’Iss prevedono per il quarto anno scolastico dell’era Covid un doppio livello di misure. Come visto nelle precedenti voci, a settembre si torna in presenza, e per prevenire il contagio si punta su igiene, sanificazione e ricambi frequenti d’aria frequenti. A queste misure, se peggiora la pandemia, le autorità sanitarie indicano anche ulteriori interventi, da implementare singolarmente o in combinazione tra di loro. Ebbene, qualora si verifichino questi scenari avversi, si può prevedere il ritorno al distanziamento di almeno 1 metro (ma sempre laddove le condizioni logistiche e strutturali lo consentano); come pure si tornerà a indossare le mascherine chirurgiche, o Ffp2, in posizione statica e/o dinamica (da modulare nei diversi contesti e fasi della presenza a scuola); dovranno poi scattare precauzioni nei momenti a rischio di aggregazione; occorrerà aumentare la frequenza della sanificazione periodica; la concessione di palestre/locali a terzi avrà l’obbligo di sanificazione; i pasti a mensa si faranno con turni e il consumo delle merende rigorosamente al banco.

Il Sole 24 Ore

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