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Crisi e risparmi. Prodotti in scadenza, ultima spiaggia dei ‘deboli’

IL MACINATO è prossimo alla scadenza e per questo viene scontato del 20%. Anche lo stracchino ha ormai i giorni contati: conviene acquistarlo, costa quasi la metà, l’essenziale è consumarlo nel giro di tre giorni. E così via.

La grande distribuzione si adegua alle esigenze dei consumatori a caccia di offerte e super sconti. L’angolo delle «occasioni» va molto di moda e riguarda soprattutto gli alimenti vicini alla scadenza, pur consumabili con tutta tranquillità, nonostante si oltrepassi la data impressa sulla confezione. Visti i tempi e il numero crescente di indigenti da sfamare, anche il Banco alimentare dell’Umbria, stipulando un protocollo d’intesa con il Comune di Perugia e il gruppo dei Penny Market, si è incanalato sui binari dei cibi in scadenza: una nuova fonte di approvvigionamento di derrate alimentari idonee all’uso e non deteriorate, a costi però più contenuti. Il direttore Roberto Mirri racconta che gli indigenti assistiti dal Banco, attraverso 310 enti laici e religiosi, ora toccano quota 34mila unità. Due anni fa erano 29.500. Nel suo lavoro, il «magazzino dei poveri» è affiancato dal Banco della solidarietà. Nato nel 2006 per rispondere alle aumentate richieste alimentari dei bisognosi, quest’anno ha distribuito viveri a circa 200 famiglie. I volontari passano da loro una volta al mese non solo per portare la spesa, ma anche per fare compagnia a chi è solo. Infine qualche numero: in Umbria, durante l’ultima «colletta», sono state donate 157 tonnellate di alimenti, per un valore commerciale di 744.752 euro; 1500 i volontari coinvolti anche quest’anno nella nostra regione, 110mila in tutta Italia

SOLTANTO LE tredicesime ormai salvano i consumi. Esaurito il piccolo «tesoretto», gli umbri tornano a stringere i cordoni della borsa anche per quanto riguarda la voce degli acquisti alimentari. Dunque spesa più light, carrelli meno stipati, anziani in cerca delle super offerte: è una tendenza consolidata. Basta sentire la grande distribuzione. «La crisi c’è e si fa sentire – commenta Claudio Sonaglia, direttore marketing di Pac 2000A Conad. Una recente indagine nazionale ci dice che una famiglia su tre è costretta a tagliare gli acquisti alimentari. Sei famiglie su dieci hanno dovuto modificare il menu quotidiano e il 30% delle famiglie opta per prodotti di qualità inferiore a quella a cui sono abituate. I consumi delle famiglie stanno cambiando privilegiando prodotti a minor costo, cala lo scontrino medio, e sta crescendo molto quella che noi chiamiamo la private label, nel nostro caso i prodotti a marchio Conad, che si vendono mediamente ad un 20/25% in meno della marca leader. C’è uno spostamento tra alimentazione verso nutrizione – prosegue – Sonaglia. Alimentarsi significa scegliere, sentire gusti, provare sapori mentre nutrirsi è la base. Ma non sempre questa variazione dei consumi è un fattore negativo. I cambiamenti riguardano anche le tempistiche di acquisto. Ad esempio le prime due settimane del mese di dicembre, che solitamente erano quelle destinate agli acquisti, hanno fatto registrare una flessione delle vendite davvero significativa come da anni non si vedeva, ma fortunatamente vi è stata una forte inversione di tendenza nella settimana di Natale in cui le vendite sono cresciute oltre ogni aspettativa, permettendoci di chiudere in positivo il mese». Anche dal gruppo Gmf, Grandi magazzini Fioroni Spa, leader nel settore della grande distribuzione organizzata (tra Lazio e Umbria conta 30 supermercati, 25 discount, 10 cash and carry e una 50 di dettaglianti affiliati), emerge che i consumatori sono stati più attenti nello spendere. L’AMMINISTRATORE delegato Giancarlo Paola (nella foto piccola) chiarisce che il comparto alimentare non è esente dalla crisi e questo si è avvertito dal modo da fare la spesa dei consumatori.

«Ma noi – osserva il manager – abbiamo il dovere di essere ottimisti. Grazie alla multicanalità, per esempio, il nostro gruppo risponde a tutte le esigenze. Non solo, in questo scenario quasi drammatico abbiamo varato una campagna promozionale basata sulla riduzione dei prezzi. Oltre alla normale scontistica sugli alimenti tipici delle festività natalizie, nei supermercati Emi era partita un’ offerta speciale: per ogni scontrino battuto fino al 24 dicembre i nostri clienti hanno ricevuto un buono del valore di 5 euro da spendere sulla spesa effettuata dopo il 6 gennaio. Come mai questa data? Partiamo da una semplice considerazione: a dicembre la tredicesima dà respiro alle famiglie in difficoltà, il mese di gennaio, di norma, è invece quello delle ristrettezze e pertanto torna utile la nostra offerta». CARRELLI meno pieni e portafoglio col freno a mano anche nei supermercati Pam. «Fino al 20 dicembre gli scaffali erano ancora pieni. Poi l’effetto tredicesima ha compiuto il miracolo…». Ed ecco quello che emerge dall’osservatorio di Coop Centro Italia: Negli ultimi tempi si sono registrati alcuni cambiamenti nel modo di fare la spesa. Le persone, preoccupate per la situazione economica – dicono dall’Ufficio marketing – fanno più attenzione e sembrano essere più caute. C’è la tendenza ad acquistare prodotti con un buon rapporto prezzo/qualità. Molto successo infatti riscuotono i prodotti a marchio Coop di generale e largo consumo, che uniscono una grande convenienza ad un’elevata qualità e sicurezza. Grande apprezzamento anche per “l’ortofrutta a meno di 1 euro al chilo».

La Nazione – 11 gennaio 2012

 

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