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Contratti pubblico impiego, il governo in cerca di risorse aggiuntive. Renzi: «Più soldi per i rinnovi. I 300 milioni della stabilità cifra simbolica»

di Sonia Ricci. Più soldi per i contratti del pubblico impiego. I 300 milioni di euro stanziati nell’ultima legge di Stabilità sono «una cifra più che simbolica». Ma è «chiaro» che deve essere premiato solo chi lavora. Il dipendente che «fa il furbo va punito». Parola di Matteo Renzi. Così, al termine di un altro Consiglio di ministri sulla riforma della Pa, il premier conferma quanto si era ipotizzato nelle ultime settimane: per i rinnovi contrattuali e, quindi, gli aumenti di stipendio degli statali il governo metterà sul piatto altre risorse.

E la manovra di ottobre potrebbe essere il provvedimento giusto. Da 7 anni i dipendenti pubblici non hanno un aumento di stipendio», ha detto Renzi. «Bisogna riaprire la fase contrattuale e abbiamo iniziato mettendoci al tavolo sul serio». Il riferimento è all’incontro di martedì scorso tra Marianna Madia, ministra della Pubblica amministrazione, e i sindacati. Una riunione preliminare per parlare di contratti e non solo, in vista delle trattative sul rinnovo contrattuale che partiranno in autunno.

Il primo confronto si è concentrato anche sulla riforma del Testo unico del pubblico impiego, che arriverà in Parlamento all’inizio del 2017. Le risorse non saranno per tutti: chi si impegna avrà di più. Chi invece fa il furbo, ovvero l’assenteista seriale e il dipendente che timbra il badge e scappa, sarà «punito». Le regole per farlo, ha ricordato il premier, già ci sono. Il decreto sui cosiddetti «furbetti del cartellino» è legge. Renzi, in giornata è anche tornato sui temi dell’Europa e del rigore: vogliamo dare una nuova direzione alla Ue, l’austerity è stata una follia.

I PROVVEDIMENTI

Il Consiglio dei ministri ieri ha approvato altri decreti attuativi della riforma Pa. Il regolamento Sblocca cantieri diventa legge e con lui anche altri tre provvedimenti: l’assorbimento dei Forestali nell’Arma dei Carabinieri (le forze di polizia passeranno da 5 a 4), la riforma delle Autorità portuali e il nuovo meccanismo di nomina dei direttori sanitari. Tutti e quattro sono stati approvati definitivamente. Manca solo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale e poi un altro pezzo importante della legge Madia sarà attuato. Con il pacchetto di ieri sono nove i decreti scritti e approvati.

Il decreto Sblocca cantieri è l’ultimo di una serie di provvedimenti che semplificano la burocrazia per cittadini e imprese. Alla Scia unica e alla riforma della Conferenza dei servizi, dunque, si aggiunge quest’altro tassello che tenterà di ridurre i tempi per le licenze industriali e le pratiche legate alle opere più importanti. Ogni anno sarà approvato dal Cdm, su proposta del premier e degli enti territoriali, un elenco di cantieri a cui dare la precedenza. Se le Pa si dimostreranno inerti, Palazzo Chigi potrà applicare il potere sostitutivo e, quindi, rilasciare gli atti necessari ai cantieri. Tutte le scadenze, dall’avvio del sito produttivo fino alla sua inaugurazione, saranno dimezzate. Si passerà da termini che vanno in media da 30 a 180 giorni a un massimo di tre mesi.

LA STRETTA

Altri due testi riguardano la riforma delle Autorità portuali e il nuovo meccanismo di nomina dei direttori di Asl e ospedali. Il primo, scritto insieme al ministro Graziano Delrio, riduce da 24 a 15 le Autorità. E rivede la loro governance interna: sarà il ministro, d’intesa con le regioni, a scegliere i presidenti.

La riforma Madia porta con sé anche una stretta sull’assegnazione clientelare degli incarichi e le gestioni allegre di Asl e ospedali. Il nuovo meccanismo imporrà a tutti i vertici ospedalieri di confluire in un apposito albo unico nazionale. Per entrare nel listone servirà la laurea e un’esperienza dirigenziale quinquennale. Sarà poi una commissione di esperti a presentare alla Regione una rosa di nomi su cui dovrà ricadere la scelta finale. Se i risultati saranno negativi i manager potranno essere rimossi.

Il Messaggero – 29 luglio 2016

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