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Contratto Dirigenza medica e veterinaria. Dal Comitato di settore Regioni-Sanità ok all’Atto d’indirizzo. Il testo

atto indirizzoVia libera ieri dal Comitato di Settore Regioni Sanità all’Atto d’indirizzo per il rinnovo del contratto del personale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria. Tra le novità del documento d’indirizzo per la ripresa delle trattative si descrive un nuovo assetto della dirigenza tra la funzione di gestione e la funzione professionale con pari dignità. E poi nuove misure per il rispetto della direttiva europea sugli orari di lavoro e revisione del sistema dei fondi contrattuali finalizzata alla creazione di un fondo unico. Ma rimane il nodo delle risorse. Nella stessa seduta semaforo verde anche agli attti di indirizzo per il comparto e le farmacie. Potenziamento ruolo e garanzie del contratto nazionale con giusta rilevanza alla contrattazione aziendale, nuovo assetto della dirigenza tra la funzione di gestione e la funzione professionale con pari dignità, revisione norme su  incarichi, sistema di misurazione e valutazione della performance, modello di coperture assicurative minime omogeneo sul territorio nazionale. Atto indirizzo dirigenza medica

E ancora, nuove misure per il rispetto della direttiva europea sugli orari di lavoro, revisione del sistema dei fondi contrattuali finalizzata alla creazione di un fondo unico e misure per la compartecipazione del personale nella lotta agli sprechi nel sistema sanitario. Sono questi alcuni dei punti caldi del nuovo documento integrativo all’Atto d’indirizzo per il rinnovo del contratto del personale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria oggi approvato dal Comitato di Settore Regioni Sanità. Rimane in ogni caso l’incognita delle risorse su cui dal Governo tutto tace.

Ma ecco l’Atto d’indirizzo in sintesi:

La struttura contrattuale.

Nella logica di innovazione del processo contrattuale, l’Atto d’indirizzo prevede di “rivedere la funzione e la struttura del contratto stesso, delineando un CCNL che includa tutele, garanzie e minimi contrattuali omogenei per tutto il personale e, nel contempo, ampli gli spazi di autonomia procedurale,  assegnando una giusta rilevanza ai contenuti della contrattazione aziendale (altrimenti definibile di 2° livello), all’interno di un puntuale e rinnovato quadro di regole e certezze”.

Nella bozza si precisa come “occorre, in particolare, rispondere positivamente ad una delle criticità più rilevanti che si sono osservate nel vigente modello contrattuale e cioè “la certezza attuativa”, che rappresenta una esigenza oggettiva di tutte le parti firmatarie del CCNL. Questa criticità va superata prevedendo opportune modifiche del modello contrattuale, miranti a ridurre lo spazio interpretativo del livello aziendale alle disposizioni riservate alla contrattazione nazionale, rafforzando le garanzie reciproche di applicazione dei contratti individuali che devono affermarsi in una loro completa estensione sul territorio nazionale e devono contenere con una stringente precisione l’insieme delle regole che governano, in applicazione del CCNL, il rapporto tra singolo professionista e datore di lavoro, al fine di evitare i contenziosi e dare le dovute e reciproche certezze”.

Definizione delle disponibilità delle risorse.

Su questo punto l’Atto d’indirizzo è un foglio sostanzialmente bianco mancando il Dpcm con lo stanziamento.

Il nuovo assetto della dirigenza tra la funzione di gestione e la funzione professionale.

L’obiettivo è quello di “ridisegnare, per via contrattuale, il percorso di carriera non solo gestionale, ma anche, e soprattutto, quello professionale della dirigenza nel suo complesso, individuando linee applicative del trattamento economico sovrapponibili a tutti i livelli tra i due percorsi e, in questo quadro, vanno previste norme più stringenti finalizzate alla attuazione della parità di genere nell’attribuzione degli incarichi dirigenziali, a tutti i livelli di responsabilità”.

In altri termini andrà “resa sistematica una soluzione contrattuale che risponda al crescente (nella realtà e nel percepito) sbilanciamento tra competenza gestionale e quella professionale”.

Personale dirigente Medico, Veterinario e Sanitario.

Il testo delinea alcune priorità:

– Delineare vanno meglio i contenuti delle strutture semplici e a valenza dipartimentale;

– semplificare l’attuale sistema di individuazione e conferimento degli incarichi, legando i passaggi tra i vari livelli di graduazione delle funzioni a parametri oggettivi basati su fasi di sviluppo professionale specifici e misurabili;

– individuare e disciplinare, nei tratti generali, la procedura di assegnazione degli incarichi, prevedendo la comparazione delle esperienze professionali e formative e garantendo la valutazione di tutto il servizio svolto sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato.

– definire un sistema premiale che sappia coniugare la necessità e positività del meccanismo di valutazione con la peculiarità specifica dei professionisti rientranti in quest’area negoziale;

– semplificare la struttura retributiva del personale dirigente;

– disciplinare le modalità di conferimento degli incarichi dirigenziali alle posizioni di responsabilità delle professioni sanitarie, ai sensi della legge n.251/2000;

Aspetti generali attinenti alla funzione dirigenziale

Le priorità dell’Atto d’indirizzo:

– rendere più pregnante e obbligatorio “il contratto individuale di lavoro”, prevedendo in esso in maniera esplicita le condizioni di revoca, la procedura della stessa e relative disposizioni di salvaguardia e tutela, al fine di rendere trasparente le condizioni dell’incarico.

– ridefinire, alla luce delle disposizioni legislative recentemente intervenute il sistema delle tutele di collocazione ed economiche, articolando con puntualità nel contratto nazionale quelle applicabili in costanza del contratto individuale e quelle attuabili alla naturale scadenza del medesimo;

– strutturare un sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa ed individuale

– rimodulare armonicamente il modello complessivo di valutazione nelle sue due componenti (professionale e di risultato), superando alcune difficoltà interpretative attualmente esistenti nel territorio e che producono un rallentamento allo sviluppo del sistema premiante;

– rivedere i contenuti dei sistemi di misurazione e valutazione della performance individuale, privilegiando gli aspetti correlati ad obiettivi di efficienza e qualità propri dell’attività professionale rispetto a quelli di natura prettamente economico-amministrativa;

–  revisione del sistema degli incarichi, nel quale trovi posto rilevante l’uniformità dei criteri di calcolo dell’anzianità lavorativa in riferimento alla dinamica di carriera ed, in particolare, di quegli aspetti correlati all’acquisizione delle fasce di esclusività, facendo coincidere le stesse con le cadenze utili per i periodi di equiparazione.

Esclusività del rapporto per i dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari.

Nel documento il Comitato di Settore “pur riconoscendo il valore della distinzione del rapporto esclusivo e non esclusivo” chiede che sia “posta una riflessione sull’attuale sistema di riconoscimento indennitario e sulla sua articolazione, agganciandolo in modo stabile, ma non automatico alla retribuzione complessiva”.

Copertura assicurativa.

Il CCNL dovrà prevedere un modello di coperture assicurative minime omogeneo sul territorio nazionale da declinare a livello delle singole Regioni, anche alla luce ed in coerenza con i diversi moduli assicurativi presenti sul territorio nazionale (e in qualche caso anche all’interno di ogni singola Regione).

Orario di lavoro.

Il documento definisce alcune priorità dei nuovi contratti per adeguare la disciplina dell’orario di lavoro dei dirigenti ai principi guida della Direttive Europee in materia.

– verificare il complessivo sistema riguardante le disposizioni in materia di orario di lavoro, aggiornando gli attuali istituti e considerando il tetto massimo di 48 ore e il regime dei riposi come previsto dal D.lgs n.66/2003;

-introduzione ad un graduale passaggio ad un’organizzazione del lavoro effettivamente basata su obiettivi e risultati verificati in modo stringente;

– verificare la percorribilità armonica dell’intero impianto relativo all’istituto contrattuale “orario di lavoro”  al fine di comprimere i contenziosi in materia e considerando, nel contempo, in modo organico tutte le variabili che incidono sul monte orario (standard, apertura servizi, organici, programmazione dell’attività, negoziazione degli obiettivi prestazionali);

– rivedere le attuali disposizioni inerenti i servizi di guardia medica e di pronta disponibilità in coerenza con le modifiche sull’organizzazione del lavoro derivate dal quadro sanitario ora esistente ed evoluto rispetto a quello degli anni ’90;

– in questo quadro vanno considerate le ricadute della turnazione notturna e il suo impatto con i dovuti riposi giornalieri e settimanali anche prevedendo una revisione della valorizzazione economica delle tariffe orarie.

– Per quanto riguarda le figure dirigenziali Arpa si pone l’esigenza del superamento dei limiti di ruolo e quantitativi attualmente presenti nella disciplina contrattuale (tetto massimo di turni mensili e limite per profilo professionale impiegabile)  superando l’esclusione, in via ordinaria, del personale del ruolo tecnico.

Disciplina revisione degli incarichi.

In virtù delle modifiche normative intervenute in materia di revoca degli incarichi, in corso di loro validità, secondo l’Atto vanno “individuate procedure di riassegnazione e relativo trattamento economico, in particolare ridisegnando il rapporto tra questa tipologia e la nuova strutturazione della retribuzione collegata agli incarichi più volte richiamata nei punti precedenti”.

Fondi contrattuali.

Nel documento si prevede come vadano individuate opportune nuove  disposizioni riguardanti in particolare:

– revisione del sistema dei fondi finalizzata alla creazione di un fondo unico, ferme restando le finalizzazioni di spesa ed in particolare quelle collegate alle condizioni di lavoro e al disagio;

– la definizione delle procedure di “scorporo”  ed individuazione delle risorse che devono accompagnare la ridefinizione delle aree dirigenziali con particolare riferimento della nuova articolazione dell’ex area III^ (SPTA) e alla definizione del fondo nell’area oggetto di questa direttiva;

– l’armonizzazione necessaria per la corretta modalità di finanziamento degli istituti contrattuali legati alla gestione dei fondi e alla loro necessaria trasposizione nel nuovo assetto contrattuale;

– semplificazione delle voci finanziabili con il fondo degli incarichi nel nuovo assetto retributivo (parte fissa e differenza sui minimi) in coerenza con quanto delineato relativamente alla definizione diretta e semplice della retribuzione degli incarichi.

La compartecipazione del personale nella lotta agli sprechi nel sistema sanitario.

Il raggiungimento degli obiettivi di produttività ed efficienza delle Aziende Sanitarie  tale da potenziare il margine della produttività medesima;

– lo sviluppo della partecipazione e la condivisione al processo di aziendalizzazione in grado di  determinare nei distretti, negli ospedali, nei dipartimenti strutturali e di prevenzione e  nelle funzioni direzionali, azioni volte a rendere più adeguato ed appropriato l’intervento di tutela della salute individuale e collettiva;

– l’individuazione “delle migliori pratiche” che contribuiscano al coinvolgimento ed alla responsabilizzazione delle parti sociali come condizione  per favorire e concretizzare istituti partecipativi e, parimenti, aumentare la produttività;

In sostanza si prevede che “lo sviluppo della  contrattazione integrativa di secondo livello dovrà apprezzare il fatto che  a figure professionali sempre più specializzate, autonome e responsabilizzate, sia necessario corrispondere un conseguentemente adeguamento delle retribuzioni tendendo ad un sistema retributivo, che sappia individuare un giusto riconoscimento a capacità e competenze, che sappia valorizzare il merito favorendo la crescita professionale di chi vuole fare di più”.

Altre disposizioni.

L’Atto prescrive come vanno considerate e rimodulati i temi della formazione, dell’attività intra moenia, della disciplina e permessi per visite, prestazioni specialistiche, terapie ed esami diagnostici (art. 55 septies, comma 5 ter, del d.lgs 165/2001) alla luce delle recenti pronunce giurisdizionali.

Riserva.

Il Comitato di Settore si riserva di integrare l’atto d’indirizzo ovvero di costituirne uno apposito relativamente alla immissione, nei contratti collettivi nazionali di lavoro del settore sanità, del personale della ricerca, finora non contrattualizzato, degli  Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) e Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS) a seguito delle decisioni in materia del legislatore per le quali si è avviato recentemente la procedura di consultazione delle parti interessate. 

14 luglio 2016 – tratto da Quotidiano sanità 

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