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Corte dei conti. Ex dirigente risarcirà oltre 400 mila euro

La sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti ha condannato l’ex direttore del Dipartimento Bilancio e Tesoro della Regione siciliana, Vmcenzo Emanuele, a risarcire oltre 400 mila euro.

La vicenda risale al 2004 quando la Regione decise di acquistare dalla società DBI di Bagheria, una banca dati giuridica chiamata «Legislazione regionale siciliana», per 4 milioni e 200 mila euro. La società avrebbe dovuto aggiornare la banca dati delle leggi e, poi, formare i dipendenti regionali per consentire loro di proseguire autonomamente nello svolgimento di questo compito. In realtà la Regione non avrebbe mai beneficiato della formazione pagando «a vuoto» l’impresa. Ma per propria responsabilità. Per questo motivo, la Corte dei conti in primo grado aveva condannato Emanuele a risarcire l’amministrazione con circa 292 mila e 500 euro, per danno erariale. la Procura inizialmente aveva chiesto oltre 780 mila euro. Emanuele ha presentato ricorso in appello lamentando erroneità della sentenza in relazione alla qualificazione e quantificazione del danno connesso alla mancata attività di addestramento del personale e dichiarandosi esente da responsabilità. Emanuele aveva chiesto alla E-servizi di destinare il personale da formare, spiega, inutilmente. Così ha concesso la proroga del servizio alla DBI per evitare il blocco dell’attività di aggiornamento della banca dati. Ha presentato appello anche il procuratore regionale della Corte dei conti sottolineando che i giudici di primo grado hanno erroneamente ridimensionato il danno erariale: Emanuele è stato, infatti, condannato al pagamento in favore della Regione siciliana della minore somma di 292.416 euro anzichè 783.468. I giudici di secondo grado hanno respinto le tesi di Emanuele sottolineando che il danno erariale è «direttamente connesso con la inutile duplicazione di costi per l’a :4:4′ ornamento della banca dati e per l’addestramento del personale dopo che la Regione siciliana aveva acquisito la proprietà esclusi-va della banca dati, che non aveva potuto gestire in autonomia non avendo usufruito della specifica obbligazione di formazione del personale».

Il Giornale di Sicilia – 8 giugno 2012

 

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