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Corte conti: nel 2012 disavanzo sanitario cala 760 milioni (-41,6%)

Deficit 2012: 1,066 miliardi contro gli 1,826 miliardi del 2011, 760 milioni in meno (-41,6%). Arriva così la buona notizia per i conti della Sanità dal «Rapporto 2013 sul coordinamento della finanza pubblica» che questa mattina la Corte dei conti presenta al Senato.

«Anche nel 2012 – si legge nel rapporto – la gestione della spesa sanitaria presenta risultati incoraggianti: a consuntivo le uscite complessive, in termini di contabilità nazionale, hanno raggiunto i 110,8 miliardi, ben al di sotto del dato, già rivisto in riduzione per il trascinamento del miglior risultato conseguito nel 2011, previsto per l’anno nel Def di aprile 2012 (114,5 miliardi).
Un dato significativamente inferiore anche a quello contenuto nel quadro di preconsuntivo contenuto nella Nota di aggiornamento al Def che incorporava le variazioni connesse alle ulteriori misure di contenimento disposte con il Dl 95/2012.
Rispetto al valore previsto nell’ottobre dello scorso anno, pari a 113,6 miliardi, si registra quindi una flessione di oltre 2,7 miliardi. Per il secondo anno consecutivo la spesa presenta una riduzione in termini nominali (-0,7 per cento contro il -0,8 per cento dello scorso anno) mentre rimane sostanzialmente invariata in termini di prodotto.
Un risultato di particolare rilievo anche considerando che il mantenimento degli obiettivi di indebitamento netto delle Pa entro il 3 per cento è stato possibile nel 2012 grazie ad una inattesa flessione delle spese che ha compensato il deludente risultato dal lato delle entrate: dei 6 miliardi di minori spese rispetto al preconsuntivo di ottobre oltre il 40 per cento è da ricondurre al settore sanitario, settore che assorbe poco più del 15 per cento della spesa complessiva».

E questo in un anno, il 2012 che «ci consegna un quadro molto fragile non solo in termini di crescita ma anche di finanza pubblica», ha affermato il
presidente della Corte, Luigi Gianpaolino, nel rapporto. Il rapporto a livello generale si sofferma, in particolare sul problema del debito pubblico: «Se infatti l’Italia presenta un andamento corrente della propria finanza pubblica (indebitamento netto e avanzo primario) nettamente migliore rispetto ai Paesi in crisi e anche rispetto alle altre grandi economie europee, la situazione – rileva il rapporto – cambia allorché si guardi all’altro parametro di Maastricht, il rapporto debito e prodotto: un indicatore che colloca l’Italia tra i paesi in crisi e distante dagli grandi Paesi, Spagna inclusa».

I risultati nelle Regioni. Secondo i dati del rapporto, le Regioni in piano di rientro hanno registrato le scorso anno un defict di 800,4 milioni (dopo le manovre: prima era di 930,8 miliaoni) mentre quelle non in piano di rientro sono a quota 265,7 milioni (prima delle manovre di copertura 1,080 miliardi).

Sono in attivo nel 2012 11 Regioni: Piemonte (11,9 milioni), valle d’Aosta (0,4), Lombardia (8,9), Trento (5,3), Veneto (6,1), Friuli Venezia Giulia (14,5) Emilia Romagna (0,1), Umbria (8,9), marche (27,9), Abruzzo (54), Puglia (9). In passivo le altre Regioni, con il massimo nel Lazio (-636,3 milioni), in Sardegna (-193,9 milioni) e in Campania (-119,6 milioni).

La spesa per voci. I risultati migliori si sono avuti ancora una volta sulla spesa per i farmaci che cala del -7,3%, seguita dall’assistenza protesica e balneotermale (-4,1%) e dall’assistenza in case di cura private (-1,1%).

In generale il settore dei beni e servizi da produttori market registra un calo del -2%, mentre quelo dei produttori non market resta invariato rispetto al 2011.

Registrano aumenti la voce altra assistenza (3,1%) e medicina generale (0,2%) tra i produttori market e 0,1% l’assistenza ospedaliera tra i produttori non market.

I ticket. Un capitolo a parte il rapporto lo dedica ai ticket. Il totale delle compartecipazioni è stato nel 2012 di 2,939 miliardi contro i 2,689 del 2011. Sono aumentati i ticket sui farmaci (da 1,337 miliardi a 1,406), quelli sulle prestazioni sanitarie (da 1,352 a 1,533 miliardi), i ticket sulla specialistica (da 1,204 a 1,294 miliardi), quelli sul pronto soccorso (da 23,2 a 38,2 milioni) e quelli sulle altre prestazioni (da 124,8 milioni a 201,5 milioni).

I dispositivi medici. Per quanto riguarda i dispositivi medici la spesa registra un aumento nel 2012 del 12,6% con le uniche Regioni che hanno ridotto i costi che sono Bolzano (-3,7%) e Molise (-18,1%) e gli incrementi maggiori in Campania (24,3%) e Friuli Venezia Giulia (23,6%).

Il Sole 24 Ore sanità – 28 maggio 2013

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