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Corvo al ministero dell’Istruzione: «Ricerca, la cricca degli appalti truccati»

Un altro corvo. Dopo il Vaticano e il Viminale, una denuncia anonima fa tremare un altro ministero, quello di Istruzione, Università e Ricerca, il Miur. Qualcuno, rimasto senza nome, ha inviato alla redazione de «Il Fatto quotidiano» un nutrito dossier zeppo di dettagli su una presunta banda che agiva all’interno di diversi uffici: coinvolti dirigenti, collaboratori e consulenti che avrebbero pilotato bandi di gara appositamente creati per far vincere persone o società già decise.

La ricompensa erano tangenti, assunzioni e altri tipi di favori da parte delle società favorite. Alcune venivano addirittura ripescate dopo essere state escluse dalla selezione regolare, in quanto non possedevano i requisiti richiesti.

L’organizzazione, secondo l’anonimo, aveva concentrato i suoi interventi in uno dei settori chiave del ministero, la direzione generale della Ricerca, uno dei principali centri di spesa del governo. Qui vengono gestiti una decina di miliardi fra contributi comunitari, budget statale e fondi ordinari. Il dossier non risparmia elenchi di personaggi vicini all’ex ministro del Miur Mariastella Gelmini e all’attuale, Francesco Profumo. Secondo «il Fatto», sulle ditte «in quota a partiti politici è piovuta una pioggia di quattrini grazie a meccanismi oliati di corruzione e scambio». In altre parole, una pratica ben sperimentata.

Le rivelazioni del corvo sono al vaglio dei magistrati che stanno indagando sulle truffe con i fondi europei in diverse regioni italiane. Il ministero dell’Istruzione ha fatto sapere di essere all’oscuro delle informazioni contenute nel fascicolo. E ha chiesto al ragioniere generale dello Stato «l’intervento dei servizi ispettivi della Finanza pubblica per accertare eventuali anomalie nella gestione dei fondi nazionali e comunitari degli ultimi anni».

Ora sembra profilarsi una vicenda che potrebbe avere conseguenze molto gravi. Al Viminale la scoperta di un sistema di appalti con circuiti preferenziali è costata, tra l’altro, le dimissioni al numero due della Polizia Nicola Izzo. Il presidente dei deputati dell’Idv, Antonio Borghesi, ha annunciato di voler presentare un’interrogazione urgente al governo per fare luce sul giro di appalti truccati. Secondo un alto dirigente del Miur, Emanuele Fidora, quella fatta dal corvo sarebbe una denuncia «molto circostanziata», e dunque sembrerebbe poter avere una buona credibilità. Il flusso di denaro del ministero era già finito al centro di altre inchieste.

Margherita De Bac – Corriere della Sera – 18 novembre 2012

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