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Covid. Partita la nuova. ondata Ancora flop per i vaccini, giallo sulla nuova stretta. I numeri. Contagi: +50% in sette giorni. Over 60: l’80% non è vaccinato

Il Sole 24 Ore. La prima ondata del terzo autunno con il Covid è ufficialmente partita. I contagi ora corrono- 58.885 ieri – e sono in aumento per la terza settimana di seguito e a un ritmo sempre più rapido: oltre il 50% la crescita negli ultimi sette giorni, dopo il +40% della settimana precedente (22-28 settembre) e il +10% in quella ancora prima (15-21 settembre). Il virus non fa più male come nelle prime ondate, ma preoccupa comunque la risalita dei ricoveri negli ultimi giorni (ieri +295 nei reparti ordinari e +15 nelle terapie intensive) e così gli occhi restano puntati sugli ospedali per vedere cosa accadrà nei prossimi giorni. Anche perché finora la campagna per la quarta dose è stata un flop con l’80% degli over 60 ancora non protetti.
«Era ampiamente atteso che con la prima settimana di ottobre avremmo avuto un incremento significativo dei contagi. Ma l’indicatore non deve essere quanta gente ha il tampone positivo, vogliamo sapere quanta gente ha dei sintomi gravi, quanta gente va in ospedale», conferma a Radio 24 il direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti.

Intanto però sul tavolo dei tecnici del ministero della Salute è pronta in bozza una nuova circolare alle Regioni con le «Indicazioni per la gestione dell’epidemia SARS-CoV-2 nella stagione autunno inverno 2022-2023» che mette in pista la strategia per i prossimi mesi: si va dalla sorveglianza del virus -compresa quella della comparsa di nuove varianti – alla spinta alla vaccinazione per «colmare le lacune nella copertura» valutando la possibilità di «combinare le campagne di vaccinazione» contro Covid e influenza fino al ritorno delle mascherine, dello smart working e della limitazione agli assembramenti e quindi lo stop ai grandi eventi in caso di peggioramento della situazione, cosa che sembra stia puntualmente avvenendo. La bozza della circolare sulle mascherine è chiara: «Il loro uso in spazi pubblici chiusi – si legge – potrà essere una prima opzione per limitare la trasmissione nella comunità nel caso in cui si documentasse un evidente peggioramento epidemiologico con grave impatto clinico e/o sull’assistenza sanitaria e/o sul funzionamento dei servizi essenziali». Ma ieri sera è arrivata però la smentita dello stesso ministero della Salute: nessuna circolare sarà pubblicata. A frenare è stato in particolare lo stesso ministro uscente Roberto Speranza che vuole lasciare la palla, anche sulla gestione del Covid, al prossimo Governo. Ma non è escluso che di fronte alla corsa dei contagi il documento messo a punto insieme all’Istituto superiore di Sanità non torni in pista di nuovo molto presto.

Del resto la battaglia contro il virus non è stata ancora vinta come ha ricordato ieri anche il capo dello stato Sergio Mattarella e anche se l’epidemia ha cambiato pelle è pur vero che da quando c’è Omicron – la variante più contagiosa ma meno patogena – ci sono stati oltre 30mila morti. L’arma più appuntita contro il Covid resta quella dei vaccini, soprattutto da quando già da diverse settimane sono arrivati i nuovi vaccini bivalenti, tarati su Omicron 1 e su Omicron 4-5 (queste le sottovarianti ora dominanti) . Peccato che anche l’ampia disponibilità dei nuovi farmaci sembra non far decollare la nuova campagna vaccinale, soprattutto quella delle quarte dosi raccomandate agli over 60 e ai fragili: si tratta di una grande platea di oltre 19 milioni di persone, quelle che rischiano di più forme gravi e ricoveri . Di questi solo 3,3 milioni (il 17,5%) ha allungato il braccio per proteggersi con una nuova iniezione. Se si escludono anche i guariti da meno di 6 mesi (1,8 milioni) sono ancora senza protezione in 14 milioni. Tra l’altro i vaccinati sono ancora troppo pochi anche tra i più anziani: solo il 33% tra gli over 80 e il 16,7% tra i 70 e i 79 anni. Con la campagna vaccinale che prosegue a rilento anche se nelle ultime due settimane c’è stata una leggera risalita: troppo piccola però per dare una vera sterzata. Nella settimana dal 24 settembre al 3 ottobre sono state fatte 104mila iniezioni – una media di 15mila al giorno -poco più delle 85mila della settimana precedente ma sicuramente insufficiente per condurre in porto la campagna vaccinale. Al ritmo dell’ultima settimana (100mila dosi) a fine dicembre – mese entro il quale si raccomanda la protezione – sarà coperto con il vaccino solo un quarto della platea complessiva di over 60 e fragili. Un numero che segnerebbe un flop clamoroso dopo il successo della scorsa campagna vaccinale che ha raggiunto 50 milioni di italiani.

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