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Cresce l’allerta sui Pfas. La Regione studia il caso. L’inquinamento dell’acqua è all’esame della giunta Zaia. Il sindacato dei veterinari: «No allo scaricabarile»

Luca Fiorin, L’Arena. L’inquinamento da Pfas è diventato un affare di vertice. In seguito a quanto è trapelato su un animato incontro svoltosi lo scorso 13 gennaio in Regione sul problema della contaminazione delle acque di falda e superficiali da sostanze perfluoro alchiliche – summit nel quale era stata affermata la gravità della situazione che sta interessando una parte consistente del Veneto meridionale – da Venezia arrivano poche, ma indicative, notizie.

La prima è che della vicenda si sta occupando in prima persona il direttore generale della sanità regionale Domenico Mantoan. La seconda è che gli uffici regionali stanno lavorando ad un’informativa sul problema Pfas. La terza è che tale documento dovrebbe essere vagliato dalla Giunta Zaia già giovedì prossimo. La presenza dei Pfas, prodotti che vengono scaricati da decenni nell’ambiente da un’azienda chimica del Vicentino, e che vengono realizzati per impermeabilizzare stoviglie, stoffe e carta, sta d’altro canto diventando un caso sempre più discusso.

«La Regione porti il fascicolo dei Pfas in Procura, affinchè vengano realizzati ulteriori accertamenti a tutela della salute dei cittadini, del patrimonio agroalimentare e dei funzionari dell’ente», chiede, con un’interrogazione, Andrea Zanoni, consigliere regionale del Pd.

«Dal verbale della riunione del 13 gennaio emerge più di una situazione preoccupante», dice invece il rappresentante a palazzo Ferro-Fini del M5S Manuel Brusco. «In quel documento», rimarca Brusco, «si fa riferimento anche alla presenza di diossina negli alimenti prodotti nell’area oggetto della contaminazione, che è a cavallo fra le provincie di Verona, Vicenza e Padova». Per questo, lo stesso Brusco ha presentato un’interrogazione «per sapere quali iniziative la Regione intenda attua re per affrontare il problema in applicazione del principio di precauzione e a tutela della salute pubblica».

Intanto, i rappresentanti sindacali dei veterinari pubblici «respingono con forza le insinuazioni su presunte inadempienze dei dipartimenti di prevenzione delle Uiss e richiamano tutte le parti in causa a un doveroso senso di responsabilità». «Non accettiamo il gioco allo scaricabarile in atto», sottolinea il Sivemp, «specie nel momento in cui è più forte la preoccupazione per la salute pubblica».

L’Arena – 1 marzo 2016 

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