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Crisi: vede nero 93% italiani. Crolla fiducia nel governo

La crisi è superata? Macchè: a febbraio lo pensa solo il 7% degli italiani. Per tutti gli altri, il 93%, invece siamo ancora «in terra incognita», per usare un’espressione coniata dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

Lo rileva la periodica indagine Confesercenti-Ispo, che sottolinea come rispetto a febbraio 2010 sia aumentata dell’11% la quota di italiani che pensa che il peggio sia ancora ben presente. A preoccupare è soprattutto la situazione economica (che da febbraio 2010 a febbraio 2011 passa dal 90% al 96%), con il picco nelle regioni del Nord-Ovest (97%, era l’86% un anno fa). E le prospettive non sono rosee: fra un anno per il 53% degli intervistati la situazione sarà ancora negativa (e in peggioramento per il 25% di essi). Mentre il 43% vede un futuro positivo: di essi un 38% scommette sulla ripresa. «Quello che manca – ha commentato il presidente di Confesercenti, Marco Venturi – è un progetto, non vediamo un piano che si ponga il problema di portare avanti l’Italia». E il federalismo fiscale? «Finora abbiamo sentito soltanto chiacchiere, manca la volontà di agire», ha concluso Venturi.

Crolla la fiducia nella politica

Italiani sempre più insoddisfatti di istituzioni e forze politiche: da settembre 2010 a febbraio 2011 il miglior risultato in termini di considerazione positiva lo ottengono le associazioni delle Pmi (dal 20% al 24 per cento). Bene anche i sindacati (dal 15% al 20 per cento). Cala il governo di otto punti dal 23% al 15%, mentre resta stabile l’opposizione ma all’11 per cento. Sempre fanalino di coda le banche al 9% come a settembre scorso. Spicca come negli ultimi 12 mesi il governo abbia perso 13 punti (dal 28% di febbraio 2010 al 15% di febbraio 2011 ), l’opposizione10 punti.

Mercato del lavoro in difficoltà

Dal sondaggio Confesercenti-Ispo emerge ancora la crisi del mercato del lavoro. Il 95% del campione continua a dichiararsi allarmato (un anno fa era il 92%) e di essi lo sono «molto» coloro che non hanno lavoro o subiscono la cassa integrazione. Anzi con il 100% i disoccupati esprimono tutta la loro mancanza di speranza che impedisce di intravedere la fine del tunnel. Nella classifica dei preoccupati seguono con il 97% impiegati e insegnanti e con il 94% i lavoratori dipendenti con qualifiche meno elevate. Un altro tema dolente della crisi è l’accesso ai prestiti, mitigato in parte dalle intese sulla moratoria dei debiti delle imprese, prolungata proprio nei giorni scorsi. Le difficoltà di ottenere prestiti però ci sono: la pensa così il 52% degli italiani (un punto sopra il dato di un anno fa, ma era il 60% a settembre 2010).

Crisi pesante per le pmi

Resta elevata la preoccupazione per il proprio posto di lavoro, è al 56%, anche se i «molto preoccupati» calano di 6 punti dal 31% di settembre 2010 al 25% di febbraio 2011. Per aree geografiche l’unico caso di preoccupazione in aumento per il proprio posto di lavoro si registra nel Nord-Ovest dal 25 al 27 per cento: «È anche la conseguenza delle vicende della Fiat?», si chiede Confesercenti. Nessun dubbio anche sul fatto che la crisi sia particolarmente pesante per le pmi: la pensa in questo modo l’86% degli italiani, vale a dire il livello più alto da febbraio 2010 (81 per cento). L’indagine segnale però anche spostamenti di giudizio verso orizzonti meno negativi: Il problema grave della perdita del lavoro personale o in famiglia si attesta al 15% con un calo dell’1% sulla precedente rilevazione. Meglio ancora la situazione della cassa integrazione che segna un 9%, inferiore di due punti rispetto a settembre 2010.

ilsole24ore.com – 1 marzo 2011

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