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Crisi della filiera suinicola, il viceministro Olivero risponde a un’interrogazione: sono in fase attuativa le azioni previste per il rilancio del settore

Lo scorso 14 ottobre i parlamentari Gaetti e Donno avevano presentato un’interrogazione al Ministro delle politiche agricole sul comparto suino. In particolare i deputati evidenziavano la crisi che sta vivendo tutto il comparto, dovuta anche al blocco delle importazioni dalla Russia e da una “bolla” di offerta di maiali smarchiati, fattori che hanno inaspettatamente deteriorato la situazione del mercato suinicolo dopo un inizio anno promettente.

Questa situazione di estrema gravità dovrebbe essere affrontata da un’autorevole e competente direzione politica in grado di risolvere i problemi che hanno portato verso la fine del 2014 ad una quotazione del maiale ampiamente inferiore rispetto a quella abituale del periodo. Dopo il buon andamento dei mercati, che proseguiva ininterrotto da maggio 2014, il mese di settembre si è chiuso con una netta caduta dei prezzi dei suini da macello. La filiera suinicola, a parere degli interroganti, sembra sia sensibilmente scoordinata e non supportata da organismi in grado di definire adeguatamente una politica di settore.

Lo scorso giugno il vice ministro delle politiche agricole, Andrea Orlando, rispondendo ad una precedente interrogazione riguardante le problematiche sulla classificazione delle carcasse, aveva rilevato, pur confermando la legittimità delle scelte operate, come sia necessario rivedere le scelte a fronte delle forti e fondate proteste venute dagli operatori della filiera; le scelte operate col placet degli attuali organi rappresentativi della filiera, per ammissione dello stesso Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, possono essere migliorate, di conseguenza il tavolo di filiera, così com’è attualmente, appare inadeguato. A parere dei deputati il tavolo sembrerebbe un tavolo sufficientemente rappresentativo, ma gli operatori hanno pubblicamente sottoscritto una protesta, inviata al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per chiedere una modifica delle decisioni prese; l’effettiva rappresentatività del tavolo attuale evidenzia un limite e i criteri scelti nell’individuazione degli attori che lo compongono sembrano inadeguati al punto tale che i maggiori operatori del settore sono portati a non riconoscersi nelle decisioni prese dagli abituali organismi di rappresentanza.

Gaetti e Donno quindi chiedono se il Ministero sia a conoscenza dei fatti esposti; se non ritenga di dover rivedere l’attuale composizione del tavolo sulla filiera suinicola aggiungendo la partecipazione dei soggetti finora esclusi, la cui assenza determina rallentamenti nei lavori e nella determinazione delle decisioni magari aprendo anche ad esperienze di democrazia diretta e non delegata; se, nel rivedere la composizione del tavolo, intenda garantire l’effettiva partecipazione degli operatori maggiormente rappresentativi e più qualificati della filiera, e in questo caso quali operatori intende coinvolgere; quali azioni, in alternativa, intenda intraprendere per rilanciare il settore suinicolo e consentire che il tavolo di filiera sia adeguatamente rappresentativo di tutti gli attori che la compongono allo scopo di raggiungere un corretto equilibrio nelle decisioni.

Il vice ministro Andrea Olivero ha risposto il 18 marzo alla suddetta interrogazione. Olivero fa presente che il Ministero sta lavorando sul comparto suinicolo con interventi tanto sul breve quanto sul medio periodo. Sono, infatti, in fase attuativa le azioni previste per il rilancio del settore suinicolo e inserite nello specifico Piano di settore approvato in sede di Conferenza Stato-Regioni nell’ottobre del 2011. Segnala in particolare l’implementazione di sistemi di valorizzazione dei tagli di carne suina, concordata con la filiera. Segnala che il richiamato sistema di classificazione delle carcasse è uno dei temi sui quali confluisce l’interesse di tutti gli attori della filiera, essendo alla base della remunerazione del prodotto ceduto dagli allevatori, ma anche della redditività delle strutture di macellazione. Tale sistema è disciplinato da specifiche norme europee in vigore da anni e che sono state aggiornate con il regolamento (UE) n. 1308 del 2013, le cui specificità sono state recepite con circolare del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali n. 175 del 9 gennaio 2014.

Il Ministero nello scorso mese di dicembre 2014 ha finanziato una specifica attività di ricerca e di sviluppo proprio sul sistema di classificazione delle carcasse suine, coinvolgendo i tre Enti interessati. Ciò anche al fine di implementare, come richiesto dalla filiera, il portale “www.impresa.gov.it” che, ricorda Olivero, è il canale che le strutture di macellazione utilizzano per rendere disponibili agli organismi di controllo e agli allevatori i dati relativi alla classificazione e alla rilevazione dei prezzi di mercato. Tale portale è stato adeguato e consente (come concordato nel Protocollo di intesa di Mantova del luglio 2013 tra i componenti della filiera settoriale e gli assessori delle regioni Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte ed Emilia-Romagna) di visualizzare, in un contesto di terzietà, gli elementi di classificazione di ogni singolo animale macellato.

Relativamente al livello di rappresentatività della filiera di settore, il viceministro evidenzia che il tavolo della filiera suina è costituito dai rappresentanti designati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale nei settori della produzione, della trasformazione, del commercio e della distribuzione dei prodotti agricoli e agroalimentari, presenti o rappresentati nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro. Il riferimento è a tutte le organizzazioni professionali (COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA, CIA, COPAGRI e, da poco, anche l’ANPA e la FAGRI); tutte le centrali cooperative (CONFCOOPERATIVE, ANCA Legacooperative; AGCI Agricoltura, UNCI e, di recente, anche la UE Coop); FEDERALIMENTARE (Assica, Assocarni, Assalzoo); UNITALIA (ex AVITALIA) ed UNICEB; le organizzazioni sindacali (FLAI CGIL, FAI CISL, UILA UIL, UGL Agroalimentare); le rappresentanze del commercio (CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI) e della distribuzione; una qualificata rappresentanza delle Regioni e della pubblica amministrazione designata dal Comitato tecnico permanente per l’agricoltura, nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano: regione Lombardia, regione Lazio, regione Veneto; una rappresentanza degli enti vigilati e delle società partecipate dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. La filiera risulta ben rappresentata e il confronto che il Ministero ha con la stessa è continuo e include, tramite dei tavoli tecnici, numerosi altri enti ed associazioni, sia tecniche che di rappresentanza.

Olivero si sofferma poi sul fatto che il processo di formazione del prezzo non compete a un tavolo di filiera, ma l’impegno profuso dal Ministero per facilitare il dialogo tra il mondo allevatoriale e il mondo dei macelli è massimo: cita l’istituzione della Commissione Unica Nazionale che per il settore suinicolo, che si articola in quattro Commissioni (CUN suini da macello, CUN tagli di carne suina; CUN grassi, e dall’autunno del 2014 anche CUN suinetti). Osserva infine che il Ministero sostiene attivamente il funzionamento delle CUN sotto il profilo finanziario, della mediazione e del sostegno organizzativo. In particolare, viene assicurata la presenza di soggetti designati dalle maggiori associazioni di rappresentanza di settore, il cui grado i rappresentatività è stato valutato con criteri preliminarmente concordati in sede di tavolo di filiera.

Fonte senato.it (da Unaitalia) – 20 marzo 2015 

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