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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Da luglio Croazia entrerà nell’Ue. Sguardo al suo sistema sanitario
    Notizie ed Approfondimenti

    Da luglio Croazia entrerà nell’Ue. Sguardo al suo sistema sanitario

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche28 Marzo 2013Nessun commento3 Minuti di lettura
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    Sarà il 28° Stato membro, il via libera è arrivato ieri dalla Commissione europea. Sulla sanità con la riforma del 2008 si è lavorato sulla sostenibilità del sistema universalistico, agendo sui prezzi di rimborso dei medicinali, introducendo DRG ospedalieri e informatizzando l’assistenza di base.

    La Commissione europea ha confermato ieri che la Croazia è pronta a diventare il 28esimo stato dell’Unione europea dal prossimo 1 luglio. Proviamo a conoscere, sotto il profilo sanitario, l’organizzazione di questo Paese. Innazitutto il servizio sanitario nazionale croato è di tipo universalista. È controllato e gestito dal governo centrale, attraverso gli ospedali (statali) e i centri medici (circoscrizioni periferiche). Il Ministero della Sanità croato ha responsabilità in materia di legislazione, pianificazione sanitaria annuale e nazionale, monitoraggio e controllo, orientamento, ispezione, controllo igienico antisofisticazioni ed educazione.

    Vediamo ora alcuni dati per avere un quadro generale:

    La Croazia ha una popolazione di 4.290.612 abitanti (censimento 2011) con una densità di 83 ab./km². La speranza di vita è di 73 anni per gli uomini e 79 per le donne, mentre la probabilità di morire sotto i cinque anni, è di 5 ogni 1 000 nati vivi. La spesa pro capite per la salute si attesta intorno ai 1514 $ (dato 2010) e, in termini di Pil, viene speso per la sanità il 7,8% (dato 2010).

    Ci sono centinaia di strutture sanitarie in Croazia, tra le quali 79 tra ospedali e cliniche, per un totale di 23.967 posti letto. Gli ospedali e le cliniche curano oltre 700 mila pazienti all’anno e danno lavoro a 5.205 medici , dei quali 3.929 sono specialisti. Ci sono 6379 uffici studi privati, per un totale di 41.271 operatori sanitari nel Paese. Le unità di servizio di emergenza medica sono 63 e rispondono a più di un milione di chiamate.

    Il finanziamento del sistema sanitario croato è attuato attraverso diverse forme contributive, è presente, ad esempio, un sistema assicurativo obbligatorio per tutti i cittadini lavoratori e per i loro datori di lavoro. Figli e persone a carico nella famiglia sono coperti dai contributi pagati dai familiari occupati. Pensionati e persone a basso reddito o disoccupati sono invece esenti dal pagamento dei contributi. Servizi, come quello odontoiatrico, non sono convenzionati e devono essere pagati di tasca propria.

    Ogni circoscrizione municipale possiede un proprio centro sanitario, al quale fanno riferimento anche servizi specialistici di ginecologia e odontoiatria, più un sistema di unità sanitarie di prima necessità. Il centro sanitario e le unità sanitarie devono poter offrire trattamenti urgenti, diagnostica ed educazione sanitaria. Ogni città possiede un proprio ospedale, finanziato attraverso dei sistemi contrattuali con l’Istituto Sanitario Assicurativo Croato, suddivisi principalmente in ospedali generali e ospedali specialistici.

    Va infine sottolineata la grande riforma sanitaria del 2008. Mentre le precedenti riforme del sistema sanitario croato avevano prestato poca attenzione alle cause profonde che erano alla base dell’insostenibilità finanziaria del sistema, questa riforma ha cercato di affrontare il problema attraverso una serie di misure riguardanti sia la domanda che l’offerta di salute. La sua importanza è sottolineata dalla recessione economica che il paese ha subito nel recente passato e che ha compromesso gravemente la capacità del governo di reperire fondi aggiuntivi per il sistema sanitario. L’attuazione della riforma ha richiesto scelte difficili, come il sostanziale aumento dei finanziamenti privati, ma sono stati messi in campo interventi mirati a risolvere alcune inefficienze, ad esempio migliorando la regolamentazione dei prezzi e il rimborso dei medicinali, introducendo ii DRG negli ospedali e informatizzando l’assistenza sanitaria di base.

    28 marzo 2013 – Quotidiano sanità

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