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Grasselli: «Verso lo sciopero. Questo governo sa solo tagliare»

Se il Governo non intende emanare il provvedimento annunciato dal ministro su intramoenia, responsabilità medica, ruolo dei dirigenti del ministero, Onaosi, sarà sciopero nazionale della sanità.

Parlare di sciopero in un clima come quello che sta attraversando il paese potrebbe sembrare irresponsabile se non si guarda alla sostanza delle questioni che il Governo si era impegnato a risolvere e che ora rimanda a data da destinarsi senza una plausibile spiegazione.

Questo Governo non sa fare altro che tagli, testimoniando il massimo disinteresse verso la sanità pubblica e il welfare.

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi nei giorni scorsi aveva promesso che il provvedimento sarebbe arrivato in questa settimana, in vista delle scadenze che arrivano il 30 giugno.

Il consiglio dei ministri di oggi 26 giugno, l’ultimo utile a meno di convocazioni straordinarie, non ha tale decreto all’Ordine del Giorno.

Questa inerzia del governo è una gravissima omissione che lascerà irrisolte questioni importanti. Che si aggravano col passare del tempo.

In particolare è bene ricordare che non c’è più tempo per disciplinare la professione intramoenia allargata di tutti i professionisti, la cui scadenza è prevista per il 30 giugno, e dopo tale data si avrà una situazione di caos generale e di grave disservizio per gli utenti.

Non secondari sono:

– il tema delle assicurazioni per il rischio professionale in quanto medici ed aziende sono esposti ad una crescita esponenziale del contenzioso.

– il peggioramento delle condizioni di lavoro con compromissione dei riposi, su cui la stessa UE aspetta risposte;

– il dilagare incontrollato di contratti atipici, unico antidoto messo in campo al perdurante blocco del turnover;

– il contenzioso legale che investe l’Onaosi minando la sopravvivenza dell’ente assistenziale dei sanitari italiani.

Nello stesso tempo si profilano oscure manovre sulle retribuzione (taglio delle tredicesime) e gli organici del servizio pubblico, diventato ormai, più che un bancomat, una cavia privilegiata per le elaborazioni economicistiche del Governo dei professori, ignorando che già da ora negli ospedali e nei servizi territoriali medici e dirigenti effettuano milioni di ore di lavoro eccedente il debito contrattuale.

Meno soldi e meno personale per la sanità italiana porteranno ad avere sempre meno servizi a tutela della salute dei cittadini.

Siamo di fronte ad un disinteresse che testimonia la volontà di trascurare la sanità pubblica, impoverirla, screditarla, svuotarla di competenze professionali ed innovazioni tecnologiche, forte incentivo verso la ulteriore privatizzazione del sistema sanitario.

Un sistema sanitario pubblico povero e per i poveri: questo è il disegno nemmeno tanto velato che guida l’attacco a tutto campo ai medici e dirigenti sanitari ed al futuro dei Lea.

Una situazione che non abbiamo intenzione di subire.

Per questo, in caso di mancata emanazione del Decreto, procederanno all’avvio di forme di protesta, a cominciare dallo sciopero nazionale delle categorie nei primi giorni utili, attivando le procedure richieste a seguito dello stato di agitazione già dichiarato.

Il Governo non può ulteriormente umiliare il Ssn ed i suoi medici, veterinari e dirigenti che meritano più rispetto ed una maggiore valorizzazione della fatica e della complessità del compito che ogni giorno si assumono a tutela del diritto alla salute che la Costituzione riconosce ai cittadini.

Aldo Grasselli – Presidente FVM – 26 giugno 2012

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