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A fine anno contributi per tutti. Identità veneta, cd, fortezze in Grecia e perpetue: altro che austerità

1a1a18_palazzo-balbi_37295Nell’anno dei tagli contributi a pioggia nella maxi seduta di fine anno della Giunta veneta giovedì scorso: oltre 300 delibere in 3 ore. Fondi per tutti. 90mila euro anche per i lavori di restauro di un’antica fortezza veneziana: la particolarità sta nel fatto che si trova in Grecia. Comuni, enti e associazioni chiamano e la Regione Veneto a fine anno risponde. L’assessore al Bilancio Ciambetti, che è sempre lì a fare conti per tagliare una coperta cortissima, assicura che si è sempre fatto: a fine anno, da tradizione, i capitoli di spesa che non si sono impegnati vengono riempiti. In tutto con 507mila euro, di cui 235mila per identità veneta e altri per libri e processioni. Troppi soldi e con troppa discrezione a sentire alcuni consiglieri di maggioranza. Di seguito gli articoli del Corriere Veneto e del Gazzettino

Identità veneta, cd e perpetue. La maxi seduta premia tutti

Chissà chi sono i fortunati che prima o poi (o magari mai…) riceveranno una copia di Perpetua zovane… Casin in canonica, commedia brillante in tre atti del trevigiano Dante Callegari in cui si narrano le peripezie di don Mosè «costretto», per mancanza di personale, ad arruolare in canonica la procace Marietta, la perpetua zovane, sollevando un polverone in paese. La Regione ne ha comprate cento copie. Come pure cento sono le copie acquistate di Speta che te conto… Na indecensa, terzo capitolo della trilogia di Callegari dedicata «al dialetto popolano della Marca Gioiosa » per un totale di 2.160 euro. Non ce ne voglia Callegari, né l’assessore Daniele Stival (nella foto), titolare dell’Identità veneta, se proprio da qui partiamo per raccontare una parte del maxi «deliberone » di fine anno che giovedì scorso, nell’ultima giunta del 2011, ha tenuto impegnati il presidente Zaia e gli assessori per tre ore per approvare oltre 300 delibere. Dentro, come da tradizione di ogni governo regionale (e non solo regionale) che si rispetti c’è di tutto.

Dal finanziamento alla Save (la società che gestisce gli aeroporti di Venezia e Treviso ) d i 350mila euro per «incentivare forme di mobilità a favore del territorio veneto e delle sue mete turistiche» (Renato Chisso) alla pletora di manifestazioni e manifestazioncine, musei, convegni, e altre amenità più o meno culturali finanziate dall’assessore Marino Zorzato. Qualche esempio? Un dizionario della lingua veneta da 2.200 pagine della Zephyrus Edizioni di Teolo acquistato in 200 copie per la modica somma di 10.400 euro più 5.880 euro per spedirlo a chi di dovere (non sia mai si dica che le copie restano sul groppone alla Regione). Molto meglio va a quei mille scelti (per la simpatia?) che riceveranno, seppure il prossimo Natale, una copia di canzoni natalizie in veneziano fatte dal gruppo degli Ska-J: White Christmas e Jingle Bells suoneranno tutte in un altro modo. Costo totale: 4.000 euro. Se vi fa arrabbiare non fatelo. L’assessore al Bilancio Roberto Ciambetti, che è sempre lì a fare conti per tagliare una coperta cortissima, assicura che si è sempre fatto: a fine anno, da tradizione, i capitoli di spesa che non si sono impegnati vengono riempiti, ognuno secondo le proprie competenze.

Però, certo, fa specie che si faccia nell’anno in cui si parla di bilanci «lacrime e sangue». «L’anno prossimo – spiega Ciambetti – non ci saranno soldi nemmeno per quello ». Meno male, viene da dire. Perché è vero, le cifre non sono da capogiro. Ed è vero: in mezzo ci sono soldi che hanno permesso alla Fenice di Venezia di chiudere il bilancio in pareggio (un contributo da 200mila euro per il concerto di Capodanno) e nessuno dubita del valore artistico dell’operazione. Ma subito alle spalle della Fenice, messa come prima voce di una delibera dell’assessore alla Cultura che finanzia un po’ di tutto, ci sono 31.500 euro per i 120 anni del teatro di Lonigo, 13mila euro per la Fenice di San Martino Buon Albergo, 15mila euro ad Alleghe per una serie di manifestazioni per farsi conoscere… Come sempre tutti cercano di accontentare un po’ tutti. E va decisamente di lusso alla festa del popolo veneto: il 25 marzo del prossimo anno sarà celebrata con un apparato forte di un finanziamento di 80mila euro per coinvolgere le scuole e far arrivare i ragazzi preparati a quella che anche Zaia, l’anno scorso, salutò col classico «bondì e bon anno», le parole della Madonna dei Miracoli. Di fine anno.

Corriere Veneto – 3 gennaio 2012

Fortezze, libri e processioni. Il Veneto apre la borsa per tutti

Le malignità sono vietate, non è il caso di domandarsi chi, tra gli amministratori veneti, trascorra le vacanze in quel di Creta. Sarebbe una volgarità. Perché qui stiamo parlando di cultura, di sensibilità storica, di attaccamento alle proprie radici. E tutto si è svolto nella maniera più semplice e cristallina possibile. Per dire: il Comune di Kantano-Selino (Grecia) ha inviato una lettera – anzi due: la prima il 6 dicembre, la seconda il 9 dicembre scorso – facendo presente a Palazzo Balbi che è dal 2004 che si sta recuperando la fortezza di Castel Selino, quella costruita dai veneziani nel XIII secolo e poi distrutta dai pirati e dai turchi e poi ancora parzialmente ricostruita a metà dell’Ottocento. Ecco, bisognerebbe continuare i lavori, il preventivo è di 180mila euro, non è che la Regione Veneto potrebbe dare una mano? Come no, ecco qua 90mila euro. Va da sé che quando i lavori saranno finiti, nel 2013, ci sarà una bella targa che farà risaltare il «fondamentale contributo della Regione Veneto». E ci mancherebbe.

     Val la pena prepararsi: non è stato l’unico contributo portato in giunta a Palazzo Balbi la settimana scorsa, nell’ultima seduta dell’anno. Semmai, è curioso osservare che nella stessa giornata gli assessori veneti prima hanno lavorato di scimitarra per dimezzare se non addirittura azzerare un bel po’ di capitoli di spesa del bilancio 2012 e poi hanno dato fondo alle scorte del 2011. Un anno fa di questi tempi s’era parlato di una manovra da lacrime e sangue, adesso si scopre che non tutti piangeranno. Magari i contributi sono meno grassi rispetto al passato, ma ci sono sempre. Il governatore Luca Zaia, ad esempio, oltre alla fortezza di Castel Selino, si è interessato anche al Progetto “Da Venezia a Corfù, sul golfo della Serenissima” proposto dal Comune di Venezia e realizzato dalla Marco Polo System Geie (la struttura di diritto comunitario di cui è amministratore il consigliere regionale della Sinistra, Pietrangelo Pettenò), proponendo la continuazione del finanziamento regionale: 45mila euro per tre diverse iniziative.

     Poi c’è il filone storico dell’antifascismo e qui subentra il vicepresidente Marino Zorzato: a bilancio 2011 aveva 100mila euro, sul finire dell’anno gli uffici si sono accorti che erano stati avanzati dei soldi. Spostare quei fondi a settori più sensibili, magari il lavoro e i contributi per i cassintegrati? Beh, non l’ha fatto neanche l’assessore competente Elena Donazzan quando si è trovata i residui dei buoni scuola, tanto che ha alzato il livello dei redditi per distribuire i fondi alle famiglie. E così, anche per Zorzato, ecco i nuovi contributi, a partire dai 37mila euro al Comune di Padova per il progetto “I viaggi nella Storia” che comprende viaggi a Bolzano, Norimberga, Marzabotto più 18 incontri didattici che coinvolgeranno 8mila studenti.

     Ancora, c’è il capitolo libri. Tanti libri. Che nascono anche grazie a vecchissimi accordi. Ad esempio: nel 1987 la giunta regionale sottoscrive una convenzione che affida alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia la cura scientifica della Collana di studi e ricerche sulla cultura popolare veneta. Cosa propone quella Collana per il 2011? Un bel volume intitolato “La fienagione nelle Dolomiti Venete” che la Regione paga con 14.740 euro per 350 copie (di cui 300 per sé). Effettivamente serviva.

     Naturalmente sul finire dell’anno non poteva mancare una coda della mitica 49, la legge regionale del 1978 che prevede l’erogazione di contributi per mostre, manifestazioni e convegni di interesse regionale. E qui si trova di tutto: i 3mila euro per composizioni di rose nei sestieri di Venezia, la stessa cifra per il “festival del tango argentino in tutte le sue forme artistiche e culturali”, ma anche i 5mila per la gara di scialpinismo. In tutto fanno 167.850 euro.

     A questa distribuzione di San Silvestro non si è sottratto l’assessore Daniele Stival, che è riuscito a trovare fondi anche per i francobolli con cui spedire le riviste delle associazioni nei veneti del mondo, per non dire delle processioni religiose (mille euro alla sagra della Madonna Fredda a Solagna, Vicenza) e, non ultime, le 200 copie del Dizionario della lingua veneta. Stival ha erogato fondi per i veneti nel mondo (55.500 euro), per l’identità veneta (235.100 euro), per le iniziative in materia faunistico-venatoria (47mila euro), pure per i progetti tesi a valorizzare il patrimonio linguistico veneto (170mila euro). In tutto 507.600 euro. Più di un miliardo di vecchie lire. E fortuna che un anno fa s’era detto: un bilancio da lacrime e sangue…

 Il Gazzettino – 4 gennaio 2012

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