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E’ un incarico fiduciario… ma non troppo. Direttore del distretto unico dell’Usl 17, il Tribunale: tutto da rifare

tribunaleLo spoil system “all’italiana” cade sotto la decisione del tribunale di Rovigo che dichiara illegittima la nomina di un Direttore di Distretto senza le corrette procedure di legge e senza valutazione del precedente dirigente, trasferito ad altro incarico dequalificato. Il Tribunale di Rovigo, in una causa patrocinata dall’avvocato Fabrizio Scagliotti di Padova, con un’ordinanza depositata il 1 aprile scorso ha riconosciuto l’illegittimità della nomina del nuovo Direttore del Distretto unico della Ulss 17 del Veneto ritenendo che, contro la normativa vigente sulla nomina dei dirigenti pubblici e il Contratto della dirigenza medica e veterinaria del Servizio sanitario nazionale “la Ulss non abbia assolto agli obblighi procedurali di nomina (Dlgs. 165/2011)”.

Difatti, recita la sentenza: ” nel provvedimento di nomina del Direttore di Distretto unico da parte del Direttore Generale, non si dà atto di alcuna pubblicazione dei posti ed acquisizione delle disponibilità, né è presente una motivazione che dia effettivamente conto dei criteri comparativi seguiti per la nomina. Contrariamente a quanto  sostiene l’amministrazione convenuta (la Ulss 17 nella persona del Direttore Generale) non possono ritenersi idonei allo scopo la pubblicazione sul sito aziendale del programma strategico di costituzione del Distretto unico e la consultazione dei curricula dei dipendenti effettuata dal Direttore Generale”.

Il Direttore di Distretto che ha dovuto “cedere il posto”, nella fattispecie il dott. Antonio Trimarchi, Vicepresidente di Card Italia, è stato assegnato ad altro incarico, di tipo clinico e non organizzativo, presso un Hospice, senza peraltro alcuna valutazione del proprio operato.

La normativa e il contratto di lavoro prevedono, invece, che “il dirigente debba essere sottoposto a valutazioni  periodiche, sulla base delle quali poi possono essere confermati/revocati/modificati gli incarichi”. Cosa che, in questo caso non è avvenuta. Ma non solo. Secondo il tribunale di Rovigo “discende dai principi generali di buona fede e correttezza, nonché di imparzialità e buon andamento della p.a., alla base di tutta la disciplina degli incarichi dirigenziali, l’obbligo di procedere secondo criteri obiettivi e dare conto dell’iter motivazionale di un incarico inferiore  (quello attribuito a Trimarchi) soprattutto quando, come in questo caso, la dequalificazione è notevole.

Ne consegue l’illegittimità dell’atto di conferimento dell’incarico all’attuale Direttore del Distretto unico della Ulss 17 con “ordine all’amministrazione di rinnovare la procedura i nomina nel rispetto della normativa vigente nonché l’illegittimità del conferimento dell’incarico dirigenziale di Trimarchi presso l’Hospice e di procedere nuovamente  all’assegnazione di un incarico dirigenziale secondo le disposizioni di legge e contrattuali” in qualità di direttore di struttura complessa.

 “A nostro giudizio” commenta Gilberto Gentili, Presidente di CARD Italia, la società scientifica delle attività sociosanitarie del territorio, “questa ordinanza riconosce innanzitutto il valore della persona e del professionista in quanto tale, al di là del libero arbitrio espresso da una Direzione Generale. Inquadra il Direttore di Distretto non come un semplice prestatore d’opera, soggetto alla volubilità politica del momento, ma come un professionista che, al pari di tutti gli altri, ha diritto ad una seria valutazione sugli obiettivi a lui assegnati. Valorizza questa figura nell’ambito delle  regole della buona e trasparente gestione amministrativa liberando la figura del Direttore di Distretto da questo gioco perverso dello “Spoil System” o presunto tale.

Inoltre, l’ordinanza rafforza in maniera netta il principio secondo cui i Direttori di Distretto sono operatori, dirigenti, del Servizio Sanitario Nazionale e che, seppure esista una piccola quota di fiduciarietà nel rapporto di lavoro, una volta che questo è consolidato, ne sottolinea l’impossibilità e l’ingiustizia di una rimozione senza una seria valutazione  secondo precisi obiettivi assegnati”.

Card Italia e Panorama sanità – 9 maggio 2014

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