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Ecco la mini quarantena il tampone non servirà più. L’ipotesi: niente test, asintomatici fuori dall’isolamento dopo 5 giorni

La Stampa. Mentre il suo sottosegretario targato FdI, Marcello Gemmato, mette in dubbio l’utilità dei vaccini suscitando un vespaio di polemiche, il ministro della Salute, Orazio Schillaci, annuncia a breve un provvedimento per ridurre la quarantena dei positivi. «Stiamo lavorando per far sì che soprattutto i pazienti asintomatici positivi possano rientrare prima, a breve anche su questo faremo una comunicazione. Eliminando eventualmente il tampone finale», dichiara a margine della presentazione del documento per la vaccinazione dei fragili promosso dalle società scientifiche Simit e Siti di infettivologi e igienisti.
Oggi l’isolamento domiciliare per chi è positivo al Covid è di minimo 5 giorni, dei quali gli ultimi tre devono trascorrere in assenza di sintomi. Dopo di che si esce ma solo con il risultato di un test negativo eseguito in farmacia. Il meccanismo proposto dal super ospedale romano per le malattie infettive «Spallanzani» prevede invece che gli asintomatici dopo 5 giorni possano uscire dall’isolamento domiciliare senza dover eseguire alcun tampone di controllo, mentre chi ha sintomi può farlo sempre dopo cinque giorni, dei quali però almeno uno senza febbre. Fermo restando che verrebbe comunque fortemente raccomandato l’uso delle Ffp2 quando si esce di casa e si è in presenza di altre persone.
«Gli studi internazionali dimostrano che con Omicron si è contagiosi due giorni prima la comparsa dei sintomi e tre giorni dopo, e del resto i Cdc americani per il controllo delle malattie infettive hanno già spinto il governo federale Usa a eliminare del tutto l’isolamento domiciliare dei positivi e altrettanto hanno fatto due Paesi con governi di segno politico opposto come Gran Bretagna e Spagna», commenta a La Stampa Francesco Vaia, dg dello Spallanzani. Ma in campo c’è anche la proposta di eliminare del tutto la quarantena, sempre raccomandando l’uso delle Ffp2. Non a caso venerdì scorso, durante l’incontro con La Stampa e altre testate nazionali, il ministro ha citato proprio gli esempi spagnolo e britannico.
Intanto oggi Vaia incontra Schillaci, che nel frattempo annuncia: «Il ministero è al lavoro per lanciare, entro la prossima settimana, una campagna di promozione per le vaccinazioni contro il Covid e l’influenza», aggiungendo che «i vaccini sono stati strumenti importanti nella lotta alla pandemia» e che «abbiamo imparato tutti a capire quanto sia importante, soprattutto per chi rischia l’ospedalizzazione, sottoporsi alla vaccinazione». Parole distanti anni luce da chi, come Gemmato, ancora strizza l’occhio al popolo No Vax. Pa. Ru. —

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