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Emergenza, la Croce Gialla ricorre contro la delibera dell’Usl 20: «Già messo 9 persone in cassa integrazione»

VERONA – «Per noi è stato come un fulmine a ciel sereno». Corrado Polinari, l’amministratore della Croce Gialla con sede a Vago di Lavagno, commenta così la decisione della direzione generale dell’Usl 20 che ha rescisso il contratto che regolava la gestione del servizio di emergenza medica extra ospedaliera nell’Est Veronese, affidandolo a un «pool» di altre realtà attive da tempo sul territorio.

Perché dal primo gennaio, l’ente no profit gestito da Polinari non si occupa più degli interventi di urgenza. «E’ stato deciso di rescindere il contratto per inadempienze» aveva dichiarato il dg dell’Usl Maria Giuseppina Bonavina. E anche l’assessore regionale alla Sanità, il veronese Luca Coletto, è intervenuto sulla questione: «Sono stato informato dal direttore generale e, senza entrare nel dettaglio, mi sembra che ci siano stati validi motivi alla base della decisione».

Una tesi respinta con decisione da Polinari, che ha già annunciato di aver presentato ricorso in tribunale contro la delibera del dg. «Abbiamo saputo della delibera verso la metà di dicembre e ci siamo già attivati per tutelarci in sede legale, presentando ricorso d’urgenza – ha detto -. Ci vengono contestate presunte difformità nell’erogazione del servizio rispetto a quanto previsto dal contratto, ma io ritengo queste contestazioni poco o per nulla attinenti alla natura dei servizi». L’amministratore della Croce Gialla, che ora si occupa esclusivamente del servizio di trasporto dei pazienti, attende con tranquillità il verdetto dei giudici: «Sono sereno, se abbiamo promosso il ricorso è perché riteniamo di avere sempre operato in buona fede e con il massimo impegno. La nostra è una realtà attiva da 24 anni e abbiamo alle spalle centinaia di migliaia di servizi; qualche intoppo può esserci stato, ma è assolutamente fisiologico in un’attività come la nostra». Tra gli episodi contestati ci sarebbero ritardi, turni di servizio eccessivamente lunghi e altre questioni tecniche. «Ma si tratta di singoli episodi. In anni e anni di servizio ricordo un’unica denuncia a nostro carico, finita poi con una richiesta d’archiviazione».

La preoccupazione più grande, ora, è per quei dipendenti finiti in cassa integrazione. «Con la sospensione del servizio siamo stati costretti a mettere nove persone in cassa integrazione» ha confermato l’amministratore. La Croce Gialla, fino al 31 dicembre 2013, in provincia di Verona occupava una quarantina di dipendenti tra liberi professionisti e infermieri, oltre a un piccolo nucleo di volontari.

La delibera del direttore generale dell’Usl ha «ridisegnato» la copertura del territorio dell’Est affidandola temporaneamente a Croce Verde, Croce Bianca, Croce Rossa e Croce Blu che, come riporta la delibera «hanno prodotto una proposta tecnica relativa al servizio di urgenza ed emergenza medica Est Veronese, che è stata accettata e condivisa dal direttore responsabile del Suem 118, alle medesime condizioni contrattuali attualmente in essere con Croce Gialla». E alle quattro realtà che hanno sostituito la «sua» Croce, Polinari augura «tutto il bene possibile perché sappiamo che saranno impegnati su un territorio esteso e complicato».

A garantire l’efficacia del nuovo servizio organizzato dalla direzione dell’Usl, è lo stesso assessore Coletto: «La copertura è stata ripartita tra realtà già presenti e i cittadini devono stare tranquilli perché la copertura precedente è stata garantita e non ci saranno deroghe». Si tratterà comunque di una riorganizzazione temporanea. «Le nuove schede sanitarie approvate dalla Regione prevedono una rivisitazione anche del servizio di urgenza ed emergenza» ha puntualizzato l’assessore. In conclusione, una battuta sulla questione dell’automedica che, dal primo gennaio, in base alla delibera, durante il turno notturno partirà da Borgo Venezia invece che dalla sede della Croce Gialla di Lavagno: «La decisione è stata presa dopo una serie di attente valutazioni tecniche e il servizio è garantito».

Corriere di Verona – 3 gennaio 2014

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