Un massiccio ritorno allo Stato, addio al bicameralismo perfetto e taglio drastico dei parlamentari. Sono le linee guida entro le quali si stanno muovendo i senatori renziani del Pd, Rosa Maria Di Giorgi e Roberto Cociancich, estensori di un Ddl costituzionale sulle riforme che, di fatto, mette nero su bianco in una proposta di legge quanto ieri ha anticipato il leader dei Democratici. A tornare di competenza statale – stando al testo che i due senatori stanno redigendo – non sarà solo l’energia, ma gran parte delle competenze (ora in capo alle regioni) in materia di scuola, turismo, sanità e agricoltura. «In questi anni a causa delle troppe competenze regionali si è venuto a creare un grande vulnus – spiega la senatrice Di Giorgi –: i contenziosi Stato-Regioni sono sotto gli occhi di tutti e i Tar lavorano praticamente solo su questo».
Il Ddl decreta poi l’addio al bicameralismo perfetto con la “specializzazione” delle due Camere. In particolare, il Senato si occuperà di tutte le materie che hanno un’articolazione regionale e del rapporto con l’Europa. Sarà infatti solo Palazzo Madama ad occuparsi del recepimento di tutta la normativa europea. La Camera, al contrario, si occuperà di tutte quelle materie che non hanno ricadute dirette sulle autonomie locali come la difesa, l’economia o la giustizia. La filosofia, in generale, è quella di affidare ruoli distinti alle due Camere per ottenere un recupero di efficienza.
Proprio seguendo questo solco, il Senato diventerà la Camera delle autonomie, con i senatori provenienti dagli enti locali: regioni, comuni, città metropolitane. L’orientamento sarebbe inoltre quello di una composizione di tipo “elettivo”, cioè tutti i componenti dovrebbero essere eletti per avere una legittimazione popolare.
Drastico, infine, il taglio. Alla Camera i deputati dovrebbero ridursi a 350-400, mentre al Senato non si dovrebbe superare quota 150.
Il gruppo di senatori che sta lavorando al testo ha avuto a ridosso di Natale una serie di incontri con un gruppo di costituzionalisti ed un confronto serrato con la titolare delle Riforme nella segreteria Pd, Maria Elena Boschi. Il 14 gennaio sarà la volta del leader Pd Matteo Renzi.
PARLAMENTARI DIMEZZATI. I deputati scendono a 350-400, i senatori a 150. Il Senato sarà Camera delle autonomie con rappresentanti di regioni e comuni. Alla Camera i deputati dovrebbero ridursi a 350-400, mentre al Senato non si dovrebbe superare quota 150.
Il Sole 24 Ore – 3 gennaio 2014