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Epatite A e consumo di frutti di bosco surgelati. Notificati altri casi, raccomandazioni del Ministero a consumatori e operatori

bosco258Consumare i frutti di bosco surgelati solo ed esclusivamente previa cottura e utilizzare sistemi di sanificazione attivi contro batteri e virus: queste alcune delle raccomandazioni del ministero della Salute – rivolte ai consumatori e agli operatori industriali e artigianali del settore alimentare – dopo l’incremento del numero dei casi di epatite A legato al consumo di questi prodotti. Da gennaio 2013, si è assistito infatti ad un importante incremento del numero dei casi umani di epatite A, rispetto a quello atteso nello stesso periodo degli anni precedenti, soprattutto nelle Regioni del centro-nord Italia. Nonostante siano state adottate tutte le misure di prevenzione e controllo per questa epidemia di casi di epatite virale A, e si sia osservata negli ultimi mesi una tendenza alla diminuzione delle segnalazioni, recentemente sono stati notificati diversi nuovi casi in soggetti che hanno riferito il consumo di frutti di bosco misti surgelati non cotti.

Queste le raccomandazioni per i consumatori: «Si raccomanda di consumare i frutti di bosco surgelati solo ed esclusivamente previa cottura. Il virus dell’epatite A, infatti, sopravvive a basse temperature, ma viene rapidamente inattivato dal calore. Per esempio, facendo bollire i frutti di bosco per almeno 2 minuti viene garantita la salubrità dell’alimento. Si coglie l’occasione – sottolinea il ministero della Salute – per rammentare che è bene consumare i frutti di bosco freschi ed ogni altra frutta o verdura cruda solo dopo un accurato lavaggio».

Queste invece le raccomandazioni rivolte agli operatori del settore: «Si devono utilizzare sistemi di sanificazione attivi contro batteri e virus al fine di minimizzare il rischio di contaminazione crociata attraverso gli impianti, gli ambienti, le linee di produzione e gli strumenti. Il virus dell’epatite A è molto persistente nell’ambiente. Si deve considerare, nelle procedure aziendali di gestione del rischio, basate sul sistema Haccp, il pericolo di virus quali Hav e Norovirus, così come batteri patogeni (es. Salmonella ed E.coli Vtec), tenendo conto delle indicazioni fornite dal ministero della Salute per il campionamento e l’analisi. Per chi impiega a livello di produzioni artigianali o di ristorazione frutti di bosco surgelati, ad esempio per frullati, preparazioni di frutta, guarnizioni di dolci, di yogurt o di gelati si raccomanda l’impiego solo previa cottura. Il trattamento termico sicuramente efficace è la bollitura dei frutti per almeno due minuti».

Da gennaio 2013, si é assistito ad un importante incremento del numero dei casi umani di epatite A, rispetto a quello atteso nello stesso periodo degli anni precedenti, soprattutto nelle Regioni del centro-nord Italia. Nonostante siano state adottate tutte le misure di prevenzione e controllo per questa epidemia di casi di epatite virale A, e si sia osservata negli ultimi mesi una tendenza alla diminuzione delle segnalazioni, recentemente sono stati notificati diversi nuovi casi in soggetti che hanno riferito il consumo di frutti di bosco misti surgelati non cotti. Pertanto il Ministero della salute ribadisce alcune raccomandazioni per i consumatori e gli operatori del settore alimentare.

Si raccomanda, si legge nella nota del ministero, di consumare i frutti di bosco surgelati solo ed esclusivamente previa cottura. Il virus dell’epatite A, infatti, sopravvive a basse temperature, ma viene rapidamente inattivato dal calore. Per esempio, facendo bollire i frutti di bosco per almeno 2 minuti viene garantita la salubrità dell’alimento. Si coglie l’occasione per rammentare che é bene consumare i frutti di bosco freschi ed ogni altra frutta o verdura cruda solo dopo un accurato lavaggio. Si devono utilizzare sistemi di sanificazione attivi contro batteri e virus al fine di minimizzare il rischio di contaminazione crociata attraverso gli impianti, gli ambienti, le linee di produzione e gli strumenti. Il virus dell’epatite A é molto persistente nell’ambiente. Si deve considerare, nelle procedure aziendali di gestione del rischio, basate sul sistema HACCP, il pericolo di virus quali HAV e Norovirus, così come batteri patogeni (es. Salmonella ed E.coli VTEC), tenendo conto delle indicazioni fornite dal Ministero della Salute per il campionamento e l’analisi. Per chi impiega a livello di produzioni artigianali o di ristorazione frutti di bosco surgelati, ad esempio per frullati, preparazioni di frutta, guarnizioni di dolci, di yogurt o di gelati si raccomanda l’impiego solo previa cottura. Il trattamento termico sicuramente efficace é la bollitura dei frutti per almeno due minuti.

Il Sole 24 Ore – 1 ottobre 2013 

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