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Estate calda per le professioni. Alla prova di assicurazione obbligatoria e mediazione

Sul tappeto la polizza Rc obbligatoria per i professionisti della salute e il ritorno in grande stile della mediazione. Per il mondo professionale si profila un’estate calda ma i provvedimenti in corso potrebbero stemperare la tensione.

Sul tappeto due temi importanti: la polizza Rc obbligatoria per i professionisti della salute e il ritorno in grande stile della mediazione, voluto dal Governo ma pesantemente ridimensionato dagli emendamenti parlamentari. Sulla scadenza di metà agosto dell’obbligatorietà della polizza Rc per i professionisti della salute è in arrivo una proroga, contenuta in un emendamento al capitolo Sanità del decreto del “fare”, all’esame della Camera. L’obbligatorietà della polizza serviva a garantire la copertura anche alle specialità ritenute ad alta rischiosità. La norma prevedeva anche un Fondo di garanzia finanziato anche dalle assicurazioni con il 4% della raccolta premi della Rc sanità dell’anno precedente. Ma il il tavolo istituito alla Salute dopo il varo della legge per la stesura del Dpr attuativo non ha prodotta nulla di definitivo anche se sembra aver prevalso la «pregressa illimitata», mentre le compagnie da ultimo cercano di proporre polizze a retroattività zero. Quelle che accettano di assumere rischi nel settore si contano su una mano e sono allineate sulla classifica delle specialità a maggior rischio di vertenze. Per gli avvocati, invece, le modifiche alle norme sulla mediazione sono un successo: non estenderà il suo ambito di operatività ad altre materie e sarà obbligatoria solo per una sperimentazione di quattro anni. Non solo: viene introdotto l’obbligo dell’assistenza tecnica dell’avvocato lungo tutto il corso del procedimento. In caso di accordo si stabilisce che gli avvocati, sottoscrivendo il verbale di accordo, possano attestare e certificare la sua conformità a norme imperative e all’ordine pubblico. In questo modo il verbale di accordo conciliativo costituisce titolo esecutivo per espropriazione forzata, esecuzione per consegna e rilascio, esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Si introduce poi un criterio di competenza territoriale per gli organismi di mediazione agganciandolo a quello del giudice; il procedimento diventa gratuito qualora all’esito del primo incontro non si pervenga ad un accordo. Quindi le parti risparmieranno i costi di mediazione ma resteranno gravate del costo dell’assistenza legale obbligatoria.

Il Sole 24 Ore – 18 luglio 2013 

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