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Etichette, gli eurodeputati bocciano il sistema semaforo inglese. In discussione fondamento profili nutrizionali regolamento Ue

Scacco ai britannici? Non ancora, ma quasi. L’Europarlamento ha bocciato le etichette «a semaforo» sugli alimenti, consigliate nel Regno Unito ai supermercati per segnalare il contenuto di grassi, sali e zuccheri, sistema che può far apparire il parmigiano nocivo. La commissione Sanità chiede che il fondamento scientifico dei profili nutrizionali venga ridiscusso ed eliminato. Per il «made in Italy» una possibile importante vittoria.

Gli eurodeputati bocciano il sistema inglese dei ‘semafori’ sugli alimenti. La Commissione ambiente, sanità e sicurezza alimentare ha votato infatti perché il fondamento scientifico dei profili nutrizionali, legato ad un regolamento, venga ridiscusso ed eventualmente eliminato.

Ad avere la meglio, con 50 a favore e 18 contrari, la delegazione italiana del Pd, composta da Simona Bonafé, Renata Briano, Massimo Paolucci, Damiano Zoffoli e dal relatore del gruppo, Nicola Caputo. Il voto, relativo al Programma della Commissione europea sull’adeguatezza e sull’efficacia della regolamentazione (REFIT), rappresenta “una buona notizia per le produzioni alimentari italiane di qualità e per le nostre esportazioni” commenta la delegazione del Pd all’Europarlamento.

Con l’entrata in vigore del regolamento 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari, la Commissione europea, “sostenuta da un ampio blocco di Paesi del Nord Europa, ha lavorato, senza successo per ben otto anni, alla definizione di profili nutrizionali per ciascun alimento” commenta il Pd, che sottolinea come non esistano alimenti singolarmente “buoni” o “cattivi”, ma piuttosto diete salutari, come quella mediterranea. In ballo c’è la difesa di eccellenze italiane apprezzate nel mondo come Dop, Doc e Igp, da tentativi di appiattimento delle loro caratteristiche nutrizionali.

Dare seguito al regolamento in questione e introdurre il concetto di profilo nutrizionale, riferisce il Pd, potrebbe giustificare l’imposizione delle cosiddette etichette “a semaforo”, una misura non appropriata per evitare indicazioni nutrizionali e salutistiche ingannevoli. Tutte le informazioni nutrizioni necessarie per poter compiere scelte d’acquisto responsabili inoltre sono già sulle etichette, grazie ad un altro regolamento.

Ansa – 29 marzo 2015 

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