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Fascicolo sanitario elettronico al via in tutte le Regioni. Ok dei governatori allo schema di Dpcm

Il Fascicolo sanitario elettronico sarà prestissimo una realtà in tutte le Regioni. La Stato-Regioni ha appena approvato lo schema di Dpcm che era il tassello mancante al suo decollo.

Per ora solo in quattro per ora hanno centrato l’obiettivo che promette miliardi di risparmi: Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Trento. Anzi, in Lombardia si sta estendendo anche al settore socio-sanitario, ma l’innovazione on line si ferma qui. E se altre cinque Regioni stanno “sperimentando” il Fse, ci sono anche quelle ancora in fase di progettazione. Nonostante le speranze di risparmi miliardari (fino a 12 miliardi quando la sanità elettronica sarà a regime) che hanno il loro pilastro base proprio nel fascicolo sanitario web.

I contenuti

Nel Fse è previsto un cosiddetto “nucleo minimo” di dati e documenti uguali per tutti che contengono oltre i dati identificativi e amministrativi dell’assistito, i referti, i verbali pronto soccorso, le lettere di dimissione, il profilo sanitario sintetico, i dossier farmaceutici e anche il consenso o diniego alla donazione degli organi e tessuti.

C’è poi una serie di documenti integrativi che arricchiranno il Fse e che dipenderanno dalle scelte regionali. Si tratta in questo caso della descrizione e dell’annotazione di tutte le prescrizioni (specialistiche, farmaceutiche ecc.) ricevute dall’assistito e anche delle prenotazioni (specialistiche, di ricovero ecc.) e delle cartelle cliniche. Ma non ci si ferma all’ospedale e alle visite ambulatoriali: il Fse potrà contenere anche i bilanci di salute, i riferimenti all’assistenza domiciliare e la scheda, i programmi e la cartella clinico-assistenziale dell’assistito. Previsto uno spazio anche per i piani diagnostico-terapeutici, l’assistenza residenziale e semiresidenziale, le schede multidimensionali di valutazione. E poi i dati sull’erogazione farmaci, le vaccinazioni, le prestazioni specialistiche e quelle di emergenza-urgenza (118 e pronto soccorso), di assistenza ospedaliera in ricovero.

Tra le informazioni dovranno essere previste naturalmente quelle sui certificati medici e le relazioni relative alle prestazioni erogate dal servizio di continuità assistenziale, le autocertificazioni, la partecipazione a sperimentazioni cliniche. E non potranno mancare esenzioni, protesi e tutte le informazioni sulle attività di gestione integrata dei percorsi diagnostico-terapeutici.

Tra i documenti obbligatori per tutti c’è quindi il profilo sanitario sintetico, o “patient summary”, il documento socio-sanitario informatico, cioè redatto e aggiornato dal Mmg/Pls, che riassume la storia clinica dell’assistito e la sua situazione corrente conosciuta. Tra quelli integrativi c’è il taccuino personale dell’assistito, una sezione riservata del Fse all’interno della quale è permesso all’assistito di inserire dati e documenti personali e relativi ai propri percorsi di cura, anche effettuati presso strutture al di fuori del Ssn.

La privacy

Infine la tutela della privacy. Fermi restando tutti i paletti perché quelle sanitarie sono informazioni sensibili, il Dpcm prevede anche dati su cui si dovrà mantenere in modo più rigido l’anonimato. Si tratta dei dati e dei documenti sanitari e socio-sanitari disciplinati dalle disposizioni normative a tutela delle persone sieropositive, delle donne che si sottopongono a un’interruzione volontaria di gravidanza, delle vittime di atti di violenza sessuale o di pedofilia, delle persone che fanno uso di sostanze stupefacenti, di sostanze psicotrope e di alcool, delle donne che decidono di partorire in anonimato, nonché dei dati e documenti riferiti ai servizi offerti dai consultori familiari. Questi potranno essere visibili solo su esplicito consenso dell’assistito e se questo dovesse decidere di ricorrere alle prestazioni in anonimato, non è ammessa l’alimentazione del Fse da parte dei soggetti che erogano le prestazioni.

Gli scopi del Fse

Il Fse, inteso come insieme di dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, che riguardano l’assistito, consente di migliorare l’assistenza al paziente, attraverso una più rapida disponibilità di informazioni sullo stato della propria salute, e di accrescere la qualità e tempestività delle decisioni del medico, particolarmente utili in condizioni di emergenza-urgenza. Il fascicolo sanitario elettronico ha tra gli obiettivi quello di fornire ai medici, e più in generale ai clinici e agli operatori del territorio, una visione globale e unificata dello stato di salute dei singoli cittadini, e rappresenta il punto di aggregazione e condivisione delle informazioni e dei documenti clinici che riguardano il cittadino, generati dai vari attori del sistema sanitario. Le

informazioni e i documenti sanitari che contiene sono organizzati secondo una struttura gerarchica paziente-centrica, che permette la navigazione tra i documenti clinici in modalità differenti a seconda del tipo di indagine.

Il fascicolo sanitario elettronico garantisce, così, la continuità di cura nei diversi setting assistenziali, favorendo, nel pieno rispetto della privacy, l’integrazione delle diverse competenze professionali, e contribuisce, inoltre, a migliorare la programmazione, il controllo e la valutazione del sistema sanitario.

I tempi

L’importanza del Dpcm sta anche nel fatto che il provvedimento rappresenta il presupposto per la definizione da parte del ministero della Salute e dell’Agenzia per l’Italia digitale delle linee guida – previste nel decreto legge sull’agenda digitale all’articolo 12 che disciplina il Fse – sulla base delle quali le Regioni devono presentare, entro il 30 giugno 2014, i piani di progetto per la realizzazione del Fse.

Il ministero e l’Agenzia, insieme con il Cnr, stanno lavorando sulle linee guida proprio per poterle adottare entro il 31 marzo, come previsto dalla legge.

Il Sole 24 Ore sanità – 15 marzo 2014 

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