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Federfauna: «Veterinari sedotti e abbandonati dagli animalisti. Lo avevamo previsto»

1a1a13_FederFauna_logoContinuano le reazioni all’articolo degli esperti dell’ufficio legale Lav sull’accertamento del reato di maltrattamento di animali. Ospitiamo di seguito l’opinione di Federfauna. Certo qualcuno potrà ritenerla “di parte”, ma noi lasciamo come di consueto ogni valutazione ai nostri lettori. «Nel 2008 Gianluca Felicetti, presidente della Lav (Lega anti vivisezione), scriveva: “Animalismo e veterinaria? Da sopportata convivenza a matrimonio d’interesse.” Già allora, chi con gli animali vive e lavora si chiedeva di chi potesse essere l’interesse, ritenendo la Veterinaria materia scientifica e l’animalismo di per sè ideologico ed antiscientifico. Più tardi FederFauna espresse ai Veterinari quanto pensava: l’unico interesse poteva essere degli animalisti, che avrebbero trovato un avallo scientifico alle loro tesi».

«Non certo dei Veterinari, il cui ruolo di tutori della salute e del benessere animale era già indiscusso, e la cui credibilità poteva anzi perderne, sostenendo posizioni definibili quantomeno opinabili; non certo degli animali, che dall’umanizzazione (definita anche “antropomorfizzazione”) ricavano più danno che beneficio».

Lo ha ribadito recentemente anche il filosofo Savater, «se l’animalismo diventasse dominante, paradossalmente, si realizzerebbe la forma perfetta di protezione degli animali: l’estinzione». Ma forse qualche Veterinario a quel matrimonio ci aveva creduto, così la Lav veniva “invitata al Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei Medici Veterinari”, gli animalisti facevano convenzioni con i Veterinari per progetti vari, i Presidenti delle Associazioni Veterinarie e di quelle animaliste si scambiavano reciprocamente inviti a convegni e congressi, qualche Associazione di Veterinari partecipava addirittura alla formazione dell’“Intergruppo Parlamentare Animali” coordinato dalla Lav.

Poi sono arrivati sempre più chiari e numerosi segnali che dovrebbero quantomeno far riflettere: aut aut agli Ordini perchè assumano determinate posizioni o prendano determinati provvedimenti, critiche anche pesanti ad opinioni o comportamenti di Medici Veterinari che gli animalisti reputavano contrari all’etica (alla loro, ovviamente) e, dulcis in fundo, un recente articolo in cui il “Dott. Maurizio Santoloci e l’Avv. Carla Campanaro dell’Ufficio legale della Lav”, arrivano addirittura a chiedersi: “ma dove è scritto che un organo di Polizia Giudiziaria per accertare un maltrattamento di animali deve necessariamente rivolgersi ad un Veterinario Asl e non puo’ verificare gli estremi del reato in via diretta?”

In molti lo hanno interpretato come: cari Veterinari, ormai ci siete piu’ di impaccio che di utilita’ e noi gli animali ce li sequestriamo da soli, con le nostre guardie zoofile…

Il SIVeMP (Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica) del Veneto, ha prontamente risposto con un articolo dal titolo ironico: “Chi lo dice che i Veterinari Asl sono competenti per i reati di maltrattamento di animali??”, in cui riporta il link all’articolo dei responsabili dell’Ufficio legale della Lav e, segnalando per completezza di informazione chi fossero gli autori, lascia ai suoi “attenti lettori tutte le valutazioni del caso”.

Il SIVeLP (Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti), che in genere non le manda a dire, in modo molto diretto ha chiesto ai Veterinari che sospendano ogni collaborazione con chi disconosce la loro professione.

Ma anche l’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), pur non citando la Lav nella propria replica (certo una dimenticanza), dopo aver difeso il ruolo del Veterinario, ha fatto notare come “l’incitazione al sequestro puo’ significare creare effettive sofferenze all’animale maneggiato o gestito da persone incompetenti”, e che “questa frettolosa ansia di accertare il reato, solo “percependolo”, con “autonomia di accertamento” da parte di “un organo di PG non passivo”, che agisca sbrigativamente con “intuito accertativo”, sulla base della “percezione comune”, non e’ accasabile in uno Stato di Diritto, ma fa piuttosto pensare a criteri da giustizia sommaria”. Ha scritto ANMVI: “Le cronache abbondano di abbagli e cantonate che sono costate sofferenza e qualche volta decesso agli “animali maltrattati””.

Niente, invece, sul sito del SIVEMP nazionale e su quello della FNOVI (Federfazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) dove pero’, in Home page, c’e’ la pubblicità del corso FAD “Procedure per l’esecuzione dei controlli nella movimentazione comunitaria di cani e gatti” realizzato dalla Fnovi in collaborazione con Ministero della Salute e Lav.

Chissà perchè la Federazione dei Medici chirurghi non realizza progetti con i guaritori e gli stregoni?!… Forse chi sperava, per il bene della Medicina Veterinaria e prima di tutto per il bene degli animali che il fatto segnasse il divorzio, dovrà ancora attendere».

Ufficio Stampa Federfauna – 13 febbraio 2012

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